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10 marzo 2010  95 
PRIMO PIANO TORO

Le (in)certezze di Angelo Ogbonna

Immagini - Toro News

Prima si voglioni i giovani in campo, poi si criticano


di Edoardo Blandino

 

Se Wenger dell’Arsenal lo ha seguito, un motivo ci sarà stato. Il tecnico dei Gunners, si sa, ama molto puntare sui giovani. Li cerca in giro per il mondo, li porta in Inghilterra, li svezza e li fa diventare dei piccoli campioncini. Da quando è arrivato il mister francese alla guida dei londinesi, il numero di giocatori in erba arrivati in squadra è cresciuto in modo esponenziale. Qualcuno potrà non sfondare, ma è difficile che Wenger sbagli l’acquisto o veda male. Purtroppo l’allenatore francese non riesce a prendere tutti quelli che segue, ma raramente manda gli osservatori ripetutamente a visionare un giocatore se non lo ritiene all’altezza. Ecco, più di una volta sono stati avvistati gli scout inglese alle partite del Toro. Il motivo? All’Arsenal è sempre piaciuto Angelo Ogbonna. Il centrale granata classe ’88 è un ragazzo di colore nato a Cassino che parla con un forte accento romano. Si tratta di un interessantissimo elemento di grande prospettiva. Fisicamente ha pochi rivali, ha una grandissima corsa, un discreto piede e un buon colpo di testa. Pecca un po’ di concentrazione. Casiraghi lo ha recentemente richiamato in Under21 e con la maglia degli Azzurrini ha ben figurato. Nelle sue esperienza granata è stato provato sia da centrale che sull’out di sinistra. De Biasi lo vedeva meglio come terzino, Colantuono lo ritiene più utile in mezzo alla difesa. In questa stagione ha alternato buone prestazioni a brutte figuracce. Spesso gli viene rimproverato di giocare bene per 90 minuti, ma di avere troppo spesso la testa fra le nuvole e di concedere sempre una palla-gol agli avversari. E quando si gioca tra i professionisti un solo errore può essere fatale e spesso Ogbonna è stato spesso punito al primo sbaglio. In molti, in questo finale di stagione, preferirebbero vederlo in panchina. D’altronde ci si gioca la Serie A. Non si possono commettere passi falsi e un ragazzino di 21 anni  è troppo “allegro” per giocare in mezzo alla difesa. Può darsi. Ma è curioso come si possa rapidamente cambiare idea quando bisogna esprimere un giudizio. Ci si lamenta perché non si dà spazio ai giovani, poi, quando viene schierato un Under21 che commette degli errori, si è subito pronti a crocifiggerlo e a chiedere di mandarlo in panchina. Come è buffa l’Italia.

 

(Foto: M. Dreosti)

edoardo.blandino@toronews.net

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