02 gennaio 2013
Toro, occhio alle punte del Catania

Da temere anche le punizioni di Lodi, ma i granata possono giocarsela
La partita di sabato alle 18 al Massimino di Catania sarà molto delicata per il Toro, che si troverà di fronte una squadra veloce, aggressiva e determinata, forgiata a immagine e somiglianza del suo tecnico Rolando Maran.
Molti i temi tattici del match, con il pericolo maggiore per i granata che arriverà sicuramente dal tridente offensivo etneo, un tridente tutto argentino, formato da Gomez, Barrientos e Gonzalo” El Toro” Bergessio.
Tre punte tecniche, veloci, rapide e pericolose, con l’ultimo citato, Bergessio, anche molto potente fisicamente. Proprio Bergessio però potrebbe non essere della partita anche se fino all’ultimo farà di tutto per farcela.
I tre attaccanti hanno le caratteristiche ideali per far male ai centrali granata, molto forti sul piano fisico e nel gioco aereo ma non velocissimi: Glik e Rodriguez dovranno essere bravi a non farsi sorprendere e ad evitare di commettere falli al limite dell’area, dove Francesco Lodi, con le sue ormai proverbiali punizioni, può essere molto pericoloso.
Altre soluzioni per gli etnei, che scendono solitamente in campo con il 4-3-3, possono essere rappresentate dal fosforo di Almiron, vecchio pallino granata, e dal dinamismo di Izco a centrocampo, oltre che dalla spinta dei terzini: mancherà sicuramente Alvarez a destra, probabilmente sostituito da Potenza, mentre a sinistra agirà l’ex di turno Giovanni Marchese, siciliano doc e buon tiratore da fuori area oltre che abile nei cross dal fondo.
Insomma un ostacolo non dei più semplici per i ragazzi di Ventura, che sperano di trovare un risultato positivo nella calza della Befana. Un pareggio o una vittoria sarebbero importanti perché consentirebbero di bissare la buona prova offerta contro il Chievo mentre una nuova sconfitta costringerebbe a ripartire da capo e a dover affrontare nuovamente con apprensione la successiva sfida interna con il Siena.
Il Catania è un avversario ostico con cui però il Toro può giocarsela dimostrando tutto il suo valore dopo il ritiro di Ragusa, che ha consentito ai giocatori di riprendere la forma migliore e di affinare l’intesa. In campo senza paura dunque, cercando anche di sfruttare l’urto dei padroni di casa che potrebbero lanciarsi in avanti con veemenza per il desiderio di chiudere subito i conti lasciando interessanti spazi per i contropiedi granata, con Cerci e Birsa soprattutto chiamati ad una gara da protagonisti.
Roberto Maccario
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