“Salute e sport nel giovane”: il primo incontro dell’Associazione Culturale Grande Torino

“Salute e sport nel giovane”: il primo incontro dell’Associazione Culturale Grande Torino

AC GRANDE TORINO / A proposito di giovani, medici e tecnici si interrogano sulle strategie per incentivare l’attività fisica

Nella cornice di Villa Raby si è svolto oggi il primo incontro promosso dall’Associazione Culturale Grande Torino che rientra nel progetto “Torino capitale europea dello sporto 2015”. La conferenza , come viene ricordato dal presidente dell’Associazione, il Professor Giorgio Palestro, è rivolta soprattutto agli atleti, ai medici ma anche ai preparatori e ai genitori dei ragazzi che si avvicinano allo sport agonistico, mettendo in luce vantaggi e svantaggi di questa scelta.

Alla conferenza hanno partecipato numerosi medici, tra cui il dottor Misischi, ortopedico, il dottor. Regis, medico radiologo, ma non solo. Sono intervenuti infatti, dinnanzi ad una platea di circa una cinquantina di persone, l’assessore allo sport, l’ingegner Gallo, che si è soffermato sull’importante ruolo anche culturale di Torino nel 2015, e l’ex allenatore del Torino Camolese. L’Assessore ha concluso dedicando una battuta a coloro che mettevano in dubbio la ristrutturazione del Filadelfia: “mi pare di poter dire che stiamo mantenendo l’impegno promesso”.

 

Gli interventi successivi hanno puntato su alcuni temi fondamentali che sono stati sottolineati anche da Don Aldo Rabino: anche nell’ambito clinico, i bambini non sono adulti in miniatura ed hanno bisogno di attenzioni specifiche. Queste attenzioni devono andare oltre l’aspetto puramente fisico, per cui è stata mostrata più volte l’importanza di una giusta attività fisica, ma devo riguardare anche l’aspetto psicologico poiché l’infanzia e l’adolescenza si presentano come periodi critici per la definizione della personalità del ragazzo. Quì diventano fondamentali il ruolo di sostegno della famiglia, degli amici, dell’allenatore e di tutto l’ambiente circostante in modo da favorire una scelta libera del bambino. In questo senso l’intervento di Camolese ha messo in luce come la scelta di uno sport che piace al bambino, un allenatore preparato ad avere a che fare con i giovani e un ambiente sereno e motivante non possono che essere la ricetta vincente per la soddisfazione personale e il raggiungimento degli obiettivi fissati.

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