C’era…

C’era…

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… c’era la Stefi con le fossette sulle guance e quelle fossette le vengono solo quando è felice. Questa volta non facciamo il giro intorno al Fila, mi ha detto, Stavo per dirtelo io, le ho detto. Si guardava intorno e non era per nulla smarrita.
C’era Laura con gli occhi di quando era bambina e un mezzo velo di lacrime (dell’altro…

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… c’era la Stefi con le fossette sulle guance e quelle fossette le vengono solo quando è felice. Questa volta non facciamo il giro intorno al Fila, mi ha detto, Stavo per dirtelo io, le ho detto. Si guardava intorno e non era per nulla smarrita.
C’era Laura con gli occhi di quando era bambina e un mezzo velo di lacrime (dell’altro mezzo vi dirò dopo). Ci siamo prese a braccetto, lo abbiamo fatto in contemporanea, o forse ci tenevamo per mano, non ricordo bene.
C’era Sabrina in balconata e aveva esposto la Bandiera. Vuoi mettere la tua Bandiera vicino alla mia? Ho lo scotch, mi ha detto, Sììììììììììììììììììììììììì!!!, le ho detto. Prima, però, quando ci siamo finalmente trovate in mezzo alla folla, ci siamo abbracciate e ci siamo messe a saltare come delle molle impazzite.
C’era Samu, lui ha ancora tutta la vita davanti e nessun successo del Toro alle spalle, e quando i Ragazzi (anche quelli con i capelli grigi sono sempre Ragazzi…) sono giunti sotto la Curva, Vai! Vai, Samu! Tocca a te! Muoviti!, gli ho detto. Mi ha guardato incredulo e al mio ennesimo Vai, Samu, vai! ha scavalcato la balconata e, una volta tornato indietro, Ho stretto la mano a Pulici!, ha detto e aveva i punti esclamativi anche negli occhi.
C’era Simone che veniva da lontano e mi ha offerto quella birra che mi doveva da un sacco di tempo. Voglio entrare subito, mi ha detto, Devo aspettare ancora qualche amico, gli ho detto. Poi l’ho guardato bene negli occhi. Vai, ci vediamo dentro, gli ho detto, Ma come faccio a ritrovarti?, mi ha detto, Non ti preoccupare: sarò là, gli ho detto e l’ho abbandonato al suo destino. Salvo poi ritrovarci con facilità (Ciao, Simone, grazie) e stare lì a perdere la voce.
C’ero io con loro, con gli altri, con tutti, con tutto. Sono certa di aver visto anche una bambina con il verde-azzurro sguardo irriverente e i codini. Mi girava intorno, ma non facevo in tempo a vederla bene ed era già svanita. Aveva qualcosa di familiare. Ah be’, per forza: ero io.
Mercoledì sera c’era anche la me stessa bambina, era lì con me, in tutta la sua semplicità, senza le ferite del tempo, senza i magoni del presente, era lì con me e insieme con me ha spremuto i polmoni.
L’ho persa di vista, ad un certo punto, ma ho sentito che continuava a parlare (e lo farà sempre) dentro di me e mi diceva: Gna-gna-gna! Tu dicevi che non avresti più visto giocare Pupi qui e invece… marameo!!!
Il mezzo velo di lacrime che avevo lasciato in sospeso è sceso ad illuminare il verde-azzurro sguardo irriverente che avrò sempre, ho fatto un sospiro e sono andata incontro alla notte.
Questo è stato il mio mercoledì sera: forza Toro da qui a ieri e per sempre.
Buon fine settimana.

(*) Non riesco a togliermi dalla mente un’eco del passato. Sull’aria di “Yellow Submarine”: E sarààà sempre cosììì, giuve ***** e tibicìììì!!! Cantiamo tutti insieme!!! 😉

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