Chi vive a Torino

Chi vive a Torino

Chi vive a Torino si sveglia e sente parlare per strada una lingua che non è la sua.
Chi vive a Torino, il giorno dopo si risveglia e per strada sente parlare un’altra lingua, ma anche stavolta non è la sua.
Chi vive a Torino il terzo giorno sente per strada una terza lingua e per l’ennesima volta non è la sua.
Chi vive a Torino, se si svegliasse 2000 volte, sentirebbe 2000 inflessioni dialettali…

Chi vive a Torino si sveglia e sente parlare per strada una lingua che non è la sua.
Chi vive a Torino, il giorno dopo si risveglia e per strada sente parlare un’altra lingua, ma anche stavolta non è la sua.
Chi vive a Torino il terzo giorno sente per strada una terza lingua e per l’ennesima volta non è la sua.
Chi vive a Torino, se si svegliasse 2000 volte, sentirebbe 2000 inflessioni dialettali o straniere diverse per strada.
Tranne che la propria.
Chi vive a Torino sa che se in altre regioni provi a preservare il tuo dialetto, quella è un’opera culturale meritoria.
Chi vive a Torino sa che se prova a farlo lui, gli danno del razzista.

 

Chi vive a Torino scende in strada e incontra un conoscente, uno degli ultimi che ancora parla piemontese:
“Arda cul lì!” – dice costui indicando un signore dall’altra parte della strada “A guadagna pi che mi e ti ‘nsema, es bastard!”. Poi il signore attraversa la strada e lui gli dice con fare riverito “Buongiorno, Dottore, come sta la famiglia, tutti bene?”.
Chi vive a Torino entra in un bar, ha a che fare con un barista sgarbato e vede sul bancone due giornali.
Chi vive a Torino, li apre e legge che oggi la juve ha comprato il Papa.
Chi vive a Torino dice una preghiera a modo suo e se ne va via.
Chi vive a Torino non si preoccupa tanto dei crocefissi nelle aule.
Chi vive a Torino sa che nel 1997 nella sua città hanno già tolto il crocefisso dalla chiesa.

 

Chi vive a Torino è stufo di guardare Superga per disperazione.
Chi vive a Torino è stufo che “Superga lo guardi”.
Chi vive a Torino si è rotto le scatole di vedere quei due Gianduiotti che profanano lo spazio e la bellezza di una piazza barocca.
Chi vive a Torino sa che quattro anni prima erano in tre a dire queste cose, gli altri tutti un salamelecco verso i tubi ed il vetro della struttura.
Chi vive a Torino non è andato a battere le mani alla fiaccola.
Chi vive a Torino ha finalmente la metropolitana, ma deve prendere la macchina lo stesso, perché la metropolitana non gli serve a un cazzo e lui non lavora al Lingotto e per lui il Lingotto non sarà mai il centro dell’Universo.
Chi vive a Torino ha visto chiudere tutte le librerie storiche e aprire negozi di stivali.
Chi vive a Torino, va in centro e vede tutta quella gente che se la tira, e si chiede come mai quella gente non sia a Montecarlo invece che essere in Via Maria Vittoria.
E si domanda come mai sia costretta a lavorare, se è così importante e figa.
Chi vive a Torino cerca il Bicerìn e trova la Nespresso.
Chi vive a Torino si accorge che alle volte il vomito è di color rosa.
Chi vive a Torino si chiede dove siano i suoi simili.
Chi vive a Torino si sente straniero nella propria città.
Chi vive a Torino va sul Po e non si vede più riflesso.

 

Chi viveva a Torino una volta, tifava Toro perché voleva dire dire “Torino”, non “cretino”.
Chi viveva a Torino una volta, tifava Toro perché voleva dire “Noi”, non “Noi siamo”.
Chi vive a Torino sa che se vuol fare qualcosa di diverso, ci sarà sempre qualcuno pronto a dargli contro.
Chi vive a Torino sa che se vuol essere libero, prima o poi dovrà andarsene.
Chi vive a Torino sa che c’è più Torino a Givoletto che a Torino.
Chi vive a Torino ha il sindaco che si mette l’elmetto e va a consacrare il cantiere dei gobbi.
Chi vive a Torino sa che c’è stato un Padrone che ha fatto sempre e comunque quello che voleva.
Soprattutto se tu non volevi
Chi vive a Torino sa che quel Padrone non ha mai avuto bisogno di controllarti.
Lo hanno sempre fatto quelli che lo odiavano, al suo posto.
Ma lo temevano talmente tanto al punto da dire che non è mai esistito.
Chi vive a Torino sa che non va più di moda dirlo, e forse neanche pensarlo.
Chi vive a Torino sa che gli struzzi invece hanno sempre le idee chiare.
E il sedere per aria.
Chi vive a Torino sa che la gente purtroppo rimarrà la stessa.

 

Chi vive a Torino è un serial killer che piange guardando i film.
Chi vive a Torino è un buono senza sorriso.
Chi vive a Torino e nato troppo tardi e vissuto troppo presto.
Chi vive a Torino spesso si detesta.
Chi vive a Torino ha tanto coraggio.
Chi vive a Torino però ha tanta paura per avere troppo coraggio.
Chi vive a Torino spesso ti ama, per poterti un giorno odiare.
Chi vive a Torino sa che se ha ali per volare, deve farlo basso per non essere un giorno impallinato dagli amici.

 

Chi vive a Torino sotto Natale ha le luci che col Natale non c’entrano un fico secco.
Chi vive a Torino sa che sono tutti lì sotto a dire “Ooooh! Che belle!”, così come per i Gianduiotti.
Chi vive a Torino sa che da queste parti fa sempre buio troppo presto.
Chi vive a Torino si chiede passerà questo cavolo di inverno e arriverà l’estate.
Chi vive a Torino si domanda quando finirà questa maledetta estate e tornerà l’inverno.
Chi vive a Torino spera scendano due metri di neve, perché “quelli lì” non sono abituati e non sanno con chi prendersela per tutta quella roba bianca lì per terra.
Chi vive a Torino a Capodanno ogni volta che sente un botto si augura che il prossimo esploda in un punto ben preciso del corpo del lanciatore.
Chi vive a Torino pensa che Venditti nella sua canzone abbia rivolto uno dei più grandi insulti possibili a questa città.
Chi vive a Torino non si chiama Kevin.
Chi vive a Torino non vive a juventus.
Chi vive a Torino non è andato a nessuna festa per il digitale terrestre.
Chi vive a Torino dice “Fate furb, asu”.
Chi vive a Torino spesso vorrebbe essere al posto di quell’asu.
Chi vive a Torino è rimasto bambino, anche se è nato vecchio.
Chi vive a Torino un tempo rideva per i vecchi che brontolavano agli angoli delle strade.
Chi vive a Torino oggi non ride più tanto.
Chi vive a Torino aveva Fratelli, non bestie.
Chi vive a Torino quando ha detto “Ti amo”, l’ha detto una volta di troppo.
Chi vive a Torino ancora rimpiange di averlo detto e di non averlo potuto più dire.

 

Chi vive a Torino ricorda il sapore di caffé della Torrefazione, i tram nelle nebbie del mattino, l’orologio della Maratona.
Chi vive a Torino aspetta che scompaia il prossimo negozio.
Chi vive a Torino non si riconosce più nei torinesi, e forse neanche in se stesso.
Chi vive a Torino è nato con la malinconia in tasca.
Chi vive a Torino è nato con l’ironia nell’altra.
Chi vive a Torino teme con disagio e timore l’attimo dopo.
Chi vive a Torino ne ha già nostalgia un istante dopo che è passato.
Chi vive a Torino ama le vie perpendicolari, non i marciapiedi larghi e vuoti e le strade strette e colme.
Chi vive a Torino guarda le montagne e si placa, pensando che sono così da sempre.
Anche quando torino era Torino.
Chi vive a Torino va sulla punta di una montagna perché lì non può più andare da nessuna altra parte.
Chi vive a Torino si sente torinese prima di essere italiano.
Chi vive a Torino non canta l’inno.
Guarda la collina e il fiume e lascia che a cantare sia il suo cuore.

 

Chi vive a Torino alla sera esce, ma non ha bisogno di girare con la bottiglia di Vodka per far vedere che beve.
Chi vive a Torino, se proprio deve bere, alla fine mette la bottiglia in un cestino e non la lascia per terra per far vedere quanto è cretino.
Chi vive a Torino detesta chi parla a suo nome.
Chi vive a Torino ha per la Movida la stessa stima che aveva per Bettega.
Chi vive a Torino adora i Civich e ne adotterebbe uno in casa propria.
Chi vive a Torino sa bene che gli autovelox sono stati messi per diminuire il numero di incidenti.

 

Chi vive a Torino detesta la cricca che vive di parassitismo attorno a quello che rimane del Toro e chi vuole speculare sui resti del Fila.
E anche chi crede che i tifosi siano tutti fessi.
Chi vive a Torino detesta l’ambientin.
Chi vive a Torino sogna il mare d’inverno e la montagna d’estate.
Chi vive a Torino apre un giornale e dopo un secondo sta già brontolando.
Chi vive a Torino, sotto sotto sa che non c’è più niente da fare.
Chi vive a Torino un tempo viveva in una bella città, non viveva a Malpensa.
Chi vive a Torino non vive più a Torino e forse non ricorda nemmeno di esserci vissuto.
Chi vive a Torino vorrebbe prendere un aereo e andare via lontano, e atterrare a Torino.
Chi vive a Torino si rimette a dormire e sogna di viverci ancora.

 

MAURO SAGLIETTI

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