Consigli… gastronomici

Consigli… gastronomici

Questa settimana vorrei parlarvi di alimentazione. Sì, vorrei darvi degli utili suggerimenti per mangiare (e bere) meglio. Cerchiamo cibi semplici e leggeri, poco elaborati, che non scadano dopo ventisette anni, magari non pre-cotti, pre-cucinati, pre-conditi, pre-digeriti. Procuriamoci prodotti locali, che abbiano viaggiato poco, frutta e verdura di stagione, roba fresca, robe così. Roba che possa marcire senza trasformarsi…

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Questa settimana vorrei parlarvi di alimentazione. Sì, vorrei darvi degli utili suggerimenti per mangiare (e bere) meglio. Cerchiamo cibi semplici e leggeri, poco elaborati, che non scadano dopo ventisette anni, magari non pre-cotti, pre-cucinati, pre-conditi, pre-digeriti. Procuriamoci prodotti locali, che abbiano viaggiato poco, frutta e verdura di stagione, roba fresca, robe così. Roba che possa marcire senza trasformarsi in kryptonite.
Wooofff, mangiare meno carne fa bene di sicuro. Per tipi come me, profondamente carnivori, grrrrr, non è facile diventare vegetariano o, addirittura, vegano. Propongo uno sforzo, però: invece di abbuffarci tutti i giorni di manzi e vitelli dopati in certe strutture di estrazione… agricola, invece di mangiare polli alla diossina, pesci inquinati e quant’altro… cerchiamo di nutrirci con cibi diversi, partendo dal presupposto che capire cosa non ci faccia male, ai giorni nostri, è difficile. Ah, mi hanno parlato di alcuni prodotti. Mi hanno detto che si chiamano Soffocotti Fintus o qualcosa del genere e, dentro le confezioni, ci sarebbe un pupazzetto che raffigura Carletto Ancelotti. Se avete informazioni più precise, mandatemi un’e-mail, gentilmente.
Vi vorrei citare alcuni episodi, piccoli aneddoti, pinzillacchere che fanno meditare:
Il Sig. Franco Perda di Fossano ha ricevuto una lettera minatoria da un pintone di vino al metanolo (prodotto dalle Cantine Tirasegna).
Una bistecca al sangue ha insultato e minacciato il Sig. Lauro Ginocchietti di Venaria (o, perlomeno, ci passava un sacco di tempo, a Venaria e dintorni).
Il Sig. Urbano Alessandria d’Egitto, residente a Cairo Montenotte, è stato molestato da un cesto pieno di funghi (mazze di tamburo, per la precisione).
Il Sig. Dany D’Infuso, di Torino di Sangro, è stato preso a capate e mazzate da uno stinco di maiale della specie “Millezampe mensa”.
Il Sig. Rik Caccerally, di Pietrafortina, è stato sputazzato da un kiwi transgenico.
La Sig.ra Lady Gasmelini, di Quadispoli, è stata morsicata alle caviglie da un pollo arrosto alla diossina, di origine tedesca.
Una mozzarella blu della marca Grande Puffo ha fatto la trappetta al Sig. Massimino Settembrino (un fico) di Morterbo.
Bisogna fare attenzione a quello che si mangia! Bisogna variare e non ingurgitare sempre le stesse cose!

Conclusione: mangiare carne sappiamo che è poco etico, sappiamo che inquina, sappiamo che ci potrebbe far venire qualcosa di brutto ma… non riusciamo a rinunciarci? Mangiamone molta di meno, allora, mi sembra una buona idea! Non ce la sentiamo di diventare vegetariani o vegani? Se ce la facciamo a smettere con la carne, buon per noi, però, neh! So che alcuni adottano lo stile Flexitarian. Lo consiglio a chi non sa dire addio al suo amico macellaio o all’amante appassionata di pesce. Consiste nel diventare vegetariani flessibili, elastici; vegetariani che si concedono trasgressioni e, talvolta, se magnano del pescato “sicuro” (sconsiglio quello del Po nel centro di Torino) o della carne bianca (attenzione, fate molta attenzione). Gli animali ringraziano, ma non sono completamente soddisfatti. Vi piacciono le grigliate? Provate una volta a preparare un bel barbecue vegetariano, vi assicuro che si può mangiare da re!

E da bere? Cosa ci beviamo? Acqua del rubinetto? Non sono poi così convinto che sia buona come dicono. Boh? Cerchiamo di fare attenzione e informiamoci. Se preferiamo l’acqua in bottiglia, poi, suggerisco il turn-over: cambiamo la marca, frequentemente, così da non rischiare di bere la stessa schifezza per troppo tempo. Così come bisogna variare il cibo, così è buona norma variare le bevande. E’ un principio utile anche per contrastare le intolleranze.
Birra e vino? Con calma, banda di ciucatun! E andiamoci piano anche con i superalcolici! Un grappino ogni tanto, però, non ha mai ammazzato nessuno.

Evitiamo le bevande con troppo gas, troppi zuccheri, troppi fornaciari, troppi coloranti ecc., non esageriamo con le isotoniche (ma ogni tanto mi concedo un Gattorade o un Enerdog, io), magari beviamoci un succo di mirtillo o di carota (fa bene anche ai non-gobbi). Beviamoci una tisana o una camomilla. Un the verde della Liptdog.
Il caffè. Non bisogna berne dei litri, ma vorrei segnalarvi alcuni marchi poco equi e poco solidali; diciamo che sono dei caffè scorretti, nel senso che sono senza grappa, senza sambuca, senza cognac, senza brandy: Caffè Scagazza Qualità Oro, Baulista, Caffè Mauro & Vialli, Caffè Splendog, T-Illy Caffè (quello che beve Romero, dicono), Nespressing (prende il nome dal famoso pressing praticato dal Toro di Gigi Radice), Segafred Bongusto e via dicendo.

Se siete curiosi, potreste provare nuove strade gastronomiche alla merenda sinoira vegana il 6/3/2011, ore 16.00, presso la gastronomia Testa di Rapa (non ci posso credere), in Vicolo Termine n. 2 – Pinerolo. Io non ci vado, io mangio solo carne di zebra e finocchi. La partecipazione è di 10 euro a testa. Per info e prenotazioni: Denis 347/8213952.

Mangiate poco, con calma, da seduti, masticate per benino, fate un ruttino.
Dedico il pezzo ai miei colleghi nutrizionisti e docenti dell’Università di CANbridge.
Bene, buon fine settimana e fatevi i fattacci vostri.

Wooofff!

Sua Poca Altezza Presidente Dottor Puzzetto
(Percival Ulrico Zoroastro Zacintus Ermenegildo Theodor Theophilus Orson)
Presidente Toro Club Amici a 4 zampe

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