E’ morto il Toro

E’ morto il Toro

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… ogni volta in cui muore qualcuno, mutano l’essenza e la sostanza dell’universo intero.
Poco importa di chi si tratti: un parente, un amico, un terrorista che ha mietuto migliaia di altre vite, un buon uomo che ha vissuto una vita anonima, una squadra di calcio.
Non riuscirò mai a gioire o a far festa per la morte di qualcuno, non riuscirò mai a fare…

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… ogni volta in cui muore qualcuno, mutano l’essenza e la sostanza dell’universo intero.
Poco importa di chi si tratti: un parente, un amico, un terrorista che ha mietuto migliaia di altre vite, un buon uomo che ha vissuto una vita anonima, una squadra di calcio.
Non riuscirò mai a gioire o a far festa per la morte di qualcuno, non riuscirò mai a fare a meno di celebrare con il dovuto rispetto il ricordo di chi è andato su un altro piano di esistenza.
Il dovuto rispetto ed il dovuto silenzio.
Non mi piacciono i sentimenti gridati, non mi sono mai piaciuti, mai mi piaceranno, sempre mi disturberanno.
Rispetto, silenzio e ricordo.
Ricordare.

L’ho incontrata qualche tempo fa e mi ha raccontato che, quando non aveva ancora i capelli bianchi e le mani tremanti, era andata ai funerali del Grande Torino.
Non importa di chi si tratti: fa parte dell’essenza e della sostanza dell’attuale universo.
E mi ha donato il suo ricordo di un tempo in cui il tempo era morto, insieme con i Ragazzi.
Mi ha vista con la sciarpa Granata al collo e mi si è fatta vicina: “Io ho partecipato ai loro funerali.. c’era tanto silenzio: era una cosa troppo grossa. Io ero giovane, ma sono diventata grande per colpa e per merito loro. Si era mossa tutta la città e si era mossa in silenzio. Non ci ho creduto finché non ho visto sfilare il Conte Rosso. Sapesse che tristezza… e sapesse che silenzio. Mio figlio, ogni tanto, mi porta a Superga, lui sa che mi piace portare un fiore al mio Capitano, però mi tribola un po’ perché ci vado quando so di trovare… lo stesso silenzio di quel giorno.” Strani gli incontri che si fanno per strada: è la vita.
E’ la vita: si parla del Toro, si parla della Morte, si parla di tante cose, si parla anche del Silenzio e si ricorda.
Ricordare.

Ricordare.
Nel massimo rispetto e nel silenzio assoluto.
Ricordare.

Sei maggio millenovecentoquarantanove. “Era un venerdì, lo sa? Da allora io, ogni venerdì, guardo verso la Collina e li immagino felici e contenti. Alla Tragedia cerco di non pensarci più: in quel venerdì li ho salutati, li ho affidati a Dio ed ho chiesto loro di non abbandonarci mai. E finché la testa me lo permetterà, non smetterò mai di ricordare. In silenzio, con rispetto.”

Buon fine settimana.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy