Già da queste parti, zio cane?

Già da queste parti, zio cane?

di Mauro Saglietti

 

Ma come?
Già qui?
Sul serio o è uno scherzo?
Ma dai, non può essere.
‘tses turna sì?
Eppure, tutta quella baldanzosa sicurezza…
Ma guarda quanto beffarda è la vita!
Zio cane!

Undici mesi fa.
Sembra passata una vita.
Ricevevo la telefonata dal mio amico Marco, dal pullman che lo riportava…

di Mauro Saglietti

 

Ma come?
Già qui?
Sul serio o è uno scherzo?
Ma dai, non può essere.
‘tses turna sì?
Eppure, tutta quella baldanzosa sicurezza…
Ma guarda quanto beffarda è la vita!
Zio cane!

Undici mesi fa.
Sembra passata una vita.
Ricevevo la telefonata dal mio amico Marco, dal pullman che lo riportava a casa, ironia della sorte dal Rigamonti.
Era abbattuto, affranto, e mi aveva ricordato il me stesso che dodici anni prima era tornato a casa su un vagone rovente dopo lo spareggio col Perugia.
Stai tranquillo… – li ritroveremo prima di quando ti aspetti – gli avevo detto, ripensando alla stessa fine fatta dagli umbri.
Oggi come allora non c’era aria di promozione per noi.
Lo senti nell’aria, lo respiri nella negatività attorno a te.
E anche se per caso riesci ad andare oltre, ad esserne più forte, stai certo che trovi l’ostacolo sotto forma di rete annullata al 90′, sotto forma di partita intimidatoria, sotto forma di tentativo arrogante di far squalificare il tuo bomber.
Davvero, sembra passata una vita, ma non è passato neanche un anno.
Eppure mi sembra così strano vedere l’Airone ed i suoi compagni nuovamente in mezzo a noi, dopo soli undici mesi.
Zio cane!

Il tempo passa, il tempo va.
Sì sì, dobbiamo pensare ai fatti nostri.
Sì sì, abbiamo poco da parlare, tanto probabilmente rimarremo in Serie B, credo sia inutile illudersi, e io non voglio illudere me stesso.
Sì sì, il nostro metro di paragone deve essere il Real Madrid, ovvio, non certo il Brescia.
Sì sì, sì sì, sì sì.
Tutto vero.
Nell’attesa che bla bla noi ci si paragoni al livello che ci compete bla bla, mi tolgo un piccolo sassolino dalla scarpa, non vorrei che qualcuno, preso com’è da altre cose, si dimenticasse di qualche piccolo sfottò in occasione del prossimo Torino-Brescia.

Come è strana la vita, eh Gigi?
Sembra ieri che sei sceso in sala stampa con baldanzosa sicurezza, dicendo “Faremo squalificare Bianchi
Sembra ieri che Mareco spaccava il labbro a Bianchi in piena area di gioco, dopo due minuti.
Sembra ieri poi, che il Toro vinceva quella partita al 90′, con il gol di Arma.
Eppure…

Davvero, non me lo aspettavo, sai?
Che cosa è successo? Cosa è andato storto?
Eppure ho sentito distintamente dire “Porca pupazza” Gattuso in Brescia-Milan, il labiale non inganna.
Inoltre Eto’O ha tirato un madonnone rivolto a chissà chi, nella sua lingua madre, ai limiti della squalifica…
Inoltre mi è parso che Di Natale contro di voi abbia fatto un pensiero blasfemo, era chiaro dalla sua espressione.
E il “Perdinci!” detto da Zarate, nella partita contro la Lazio?
Niente? Niente squalifica…?
Ma zio cane, che rabbia.

Sia ben chiaro, non ce l’ho con il Brescia.
Lo scorso anno ha meritato la promozione alla luce di quanto messo in mostra, durante tutto il campionato e avrebbe meritato di restare in serie A al posto di ben altre squadre.
Ma non dimentico la gara di andata Play-Off contro di noi.

Sì sì, bisogna essere superiori.
Ma sai, io sono un po’ scettico quando sempre e solo noi lo dobbiamo essere.
L’altra sera i tifosi del Genoa hanno letteralmente spinto la Sampdoria in Serie B (si stanno facendo sempre più amici), chiamando a gran voce una vittoria che probabilmente neanche gli stessi giocatori rossoblu volevano.
Noi ce l’avremmo fatta?
Saremmo stati alla pari, o ci saremmo rintanati nel buonismo sportivo endemico, figlio della paura di ritorsioni, trincerandoci dietro un “Ma sì, poverini, diamogli un punto…”
Questo è il tempo della mietitura, amico mio.
Chi semina vento raccoglie tempesta, e questa nostra piccola risata soffocata è il tuo prezzo da pagare per quanto capitato l’anno passato.
E sappi che già mi girano le scatole perché la famiglia Menarini ha ceduto il Bologna, perché prima o poi sulla riva del fiume, di fronte alle nostre risate goliardiche, passeranno anche loro.
Semmai, se proprio vogliamo toglierci la maschera sarcastica dalla faccia, la retrocessione del Brescia dovrebbe farci riflettere su come una squadra che l’anno scorso era nettamente più forte e organizzata, quest’anno non sia mai stata fuori dalle pastoie della zona retrocessione.

Comunque ciao, carissimo.
E’ sempre un piacere vederti da queste parti.
E purtroppo temo che ci vedremo tra qualche mese.
Sappi però che susciti sempre dolci ricordi.
Non lo diresti, eh?
Zio cane!

 

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