Il Punto G

Il Punto G

di Fabiola Luciani

Uffa, lo sapevo, siete maliziosi e curiosi!! Il punto “G” non inteso come il centro dell’eros femminile, bensì come punto di vista del signor Gussoni, presidente dell’AIA, che ha recentemente dichiarato che gli arbitri sono sottoposti ad eccessive critiche. Matarrese invece, preoccupato ha detto: “Se si demoliscono…

di Fabiola Luciani

Uffa, lo sapevo, siete maliziosi e curiosi!! Il punto “G” non inteso come il centro dell’eros femminile, bensì come punto di vista del signor Gussoni, presidente dell’AIA, che ha recentemente dichiarato che gli arbitri sono sottoposti ad eccessive critiche. Matarrese invece, preoccupato ha detto: “Se si demoliscono gli arbitri si distrugge tutto il sistema”, mentre il buon presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente che: ”A un terzo del campionato, il bilancio degli arbitri e’ positivo” … beh, convinti loro.

Che i miei scritti siano stati spesso critici nei confronti dell’operato dei direttori di gara non è un segreto, come non lo è, per scelta responsabile e non per effettiva convinzione, la prevalente concessione della buona fede. La rassegna di errori, o meglio dire “orrori” che assistiamo ormai periodicamente sui nostri campi da calcio però merita un commento a parte, perché le carenze dell’intera classe arbitrale italiana stanno rovinando uno spettacolo che meriterebbe ben altre direzioni. Un tempo si diceva che gli errori arbitrali a fine anno grossomodo venivano compensate, ora sarà ancora così per alcune società, ma sicuramente tenere il conto è impossibile: carenze di valutazione e grosse “cavolate” ne vediamo almeno una decina a giornata. Tutti si lamentano, giustamente, e il piagnisteo cresce ogni Domenica in maniera esponenziale nel ricordo delle varie ingiustizie subite.

Una parentesi meritano anche i commenti beceri e nauseanti delle trasmissioni sportive nazionali, dove qualcuno con allucinante faccia tosta ribadiva, nel dopopartita serale dell’Olimpico, il sacrosanto diritto di potersi tuffare in area a peso morto per semplice stanchezza fisica. Se poi il protagonista della sceneggiata del tuffo carpiato con doppio avvitamento è addirittura Kakà, la commedia rasenta il ridicolo, dato che per una serie di partite filate il signorino si era procurato in questo modo rigori inesistenti che ha permesso al Milan la conquista dell’intere poste in palio, senza dimenticare la furba scaltrezza nel suo tuffetto classico che ha permesso a Ronaldinho di battere in goal la punizione del vantaggio rossonero. Nessun analisi dettagliata però sull’azione incriminata, ma tutti intenti a passare poi alla fase due: l’esasperazione nel giudicare rigore ineccepibile il fallo di mano di Pratali a un metro di distanza e assolutamente involontario il recupero della traiettoria del pallone con le braccia larghe ed il corpo goffamente proteso al suo lato di Kalazde. La fase tre era ovviamente concentrata nello sbraitare per la presunta e invocata espulsione diretta di Barone per un impercettibile fallo su Kakà lanciato a rete ma non considerato ultimo uomo.

Ecco, questo è un evidente segnale su come l’utilizzo dell’etere sia usato da alcune società per strumentalizzare l’opinione pubblica, nonché i vertici federali presidiati da Abete e Gussoni.   

Io nel complesso, credo che Collina sia stato un grande arbitro, ma che ora come ora sia invece la causa principale di tanto sfacelo. Così come in campo spesso faceva lo “strano” interpretando le regole a suo modo, e spesso ci azzeccava, ora ha deciso di reinterpretare un regolamento che di per sé sarebbe semplicissimo.

Prendiamo il fallo di mano: il regolamento del gioco del calcio dice che: “non si può giuocare volontariamente il pallone con le mani". Punto. Vi sembrerà strano, ma non dice altro: leggere per credere. Non parla di aumento della superficie corporea, danno procurato, rimbalzi sul corpo, braccia più o meno larghe, distanza ravvicinata ed altre amenità del genere: queste sono sole postille e "direttive" del signor Collina, che servono solo a confondere le idee agli arbitri e consentono a quei pseudo opinionisti “troll” di Sky, Mediaset e RAI di riempirsi la bocca per salvare la faccia all’arbitro che danneggia le squadrette a favore di quelle della nuova cupola emergente. Insomma, l’arbitro deve solo stabilire se il tocco di mano c’è stato e se era o no volontario: tutto abbastanza semplice, direi. Ai tempi di mio padre poi si insegnava alla scuola arbitri che il modo più logico era vedere se lo sguardo del giocatore seguiva l’impatto della palla con la mano, e in quel caso si considerava volontario. Ora sono in addirittura in quattro a decidere le varie direttive del nostro campione azzeccagarbugli e ognuno ovviamente le interpreta a modo suo, in maniera diversa anche nella stessa gara come fece Domenica sera l’arbitro Farina.

Faccio un altro esempio: il fuorigioco. Regolamento alla mano dice che avviene quando un giocatore "è più vicino alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone sia al penultimo avversario". Anche in questo caso nessun accenno di luce tra attaccante e difensore, parti del corpo avanti o indietro, stringhe delle scarpe slacciate che come i cavalli scossi del palio arrivano prima del difensore. Seguendo pedissequamente la regola, se deve essere "più vicino" e gli sta a fianco, non è in fuorigioco ( non parliamo poi se è dietro alla palla di due metri, vero Ayroldi, Gava, Bergonzi … ? ). E con questo metro di misura, di fuorigioco se ne fischierebbero meno della metà ( che poi ormai nel dubbio i guardialinee sbandierano subito: alla moviola glielo menano per ore col goal segnato in fuorigioco, ma raramente fanno vedere semplici azioni fermate per fuorigioco inesistenti, specialmente se succedono contro le solite squadre ). 

Perché infarcire il regolamento di norme e postille, come dicevo poc’anzi? A chi giova la confusione?

Non certo al gioco del calcio, sicuramente a chi di calcio parla per ore, e quando si dice di abolire il fuorigioco e se ne è parlato a lungo, si alzano in barricata. Poi di cosa bercerebbero alla sera?

So di aver già detto anche questo, ma in Italia si ammonisce troppo. Gare con sei o sette ammoniti sono la norma nel nostro campionato, ma le partite in questione non sono quasi mai delle corride, sono semplicemente gare di calcio che notoriamente non è uno sport per signorine. Anche qui troppi distinguo, e qui ci ha messo tanto di suo anche l’IFAB a livello mondiale nell’aggiungere al regolamento le loro "Decisioni".

"Un tackle da dietro che metta in pericolo l’integrità fisica di un avversario dovrà essere punito come fallo violento di giuoco ( Decisione n°4 )". Perché? Non era sufficiente il regolamento quando dice che il giocatore va espulso quando si "rende colpevole di un fallo violento di giuoco"? Perché solo da dietro? Goicoechea a Maradona la gamba l’ha spezzata entrando a gamba tesa di fianco. Ora vale solo da dietro? Per Sissoko, Maicon e Maggio non vale nemmeno quello?

Poi, perché “un giocatore che si toglie la maglia dopo aver segnato una rete, sarà sanzionato con un’ammonizione per comportamento antisportivo ( Decisione n°6 )"? Perché antisportivo? Che c’è di male? Prima almeno si puniva la perdita di tempo dopo il goal, adesso si può anche fare tre giri di pista, ma la maglia va tenuta indosso … vuoi mettere l’antisportività del gesto.

Già gli arbitri che abbiamo sono decisamente scarsi, se poi gli creiamo in testa un tale “casino” sarà ben difficile che si riesca a migliorare una situazione assolutamente critica.

In definitiva facciamo parlare un po’ anche i numeri di questo immane caos.

Il Regolamento del Giuoco del calcio, pubblicato anche sul sito dell’AIA, era composto nel 2004 da 44 pagine, di cui 6 di Decisioni IFAB e 6 di suggerimenti per arbitri e guardialinee; significa che il regolamento all’osso, comprese le illustrazioni, era di 32 pagine. Il regolamento 2008 invece, comprende la casistica e le "interpretazioni" del regolamento, ed è di ben 88 pagine, infarcite di norme e postille varie.

Come si può non pensare che più regole e norme ci sono e più c’è la possibilità di sbagliare?
Eppure potrebbero bastare tre semplici cambiamenti senza sbizzarrirsi in chissà quali astrusità: professionismo arbitrale, AIA staccata dalla FIGC e sorteggio integrale.

Magari così potremmo rivedere un Verona qualunque vincere lo scudetto.
Probabilmente è proprio quello che non vogliono che succeda, perché con questo gioco delle “interpretazioni” e delle regole “soggettive” la classifica finale del campionato è già delineata alla partenza del torneo, ovvero: prima l’Inter, poi a ruota Milan e Giuve e a seguire i nuovi sudditi dei padroni, Fiorentina e Napoli alle quali viene garantita una poltrona in quarta fila se stanno buoni e con le orecchie abbassate. Se poi Genoa e Udinese dovessero continuare le loro performance, disturbando il verdetto finale stabilito in precedenza, verrebbero ridimensionate a dovere con gli ormai arcinoti sistemi. Finita lì? Scherziamo?

Probabilmente ho trovato il “Punto G”, ma anche nel gioco delle retrocessioni ci sono quelle che rientrano nella così detta “fascia protetta”, però di questo ne parliamo la prossima volta.

Scommettiamo sulla classifica finale?

Forza Toro al di là del tempo e dello spazio.

 

www.babyfabiola.splinder.com

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