Il sorpasso

Il sorpasso

di Steve Della Casa

 

Uno dei film più citati e più amati nella storia del cinema italiano. Lo dirige nel 1962 Dino Risi, lo interpretano Vittorio Gassman (dopo la rinuncia di Sordi, per il quale il film era stato scritto) e Jean-Luis Trintignant. Racconta di Bruno Cortona, sfaccendato che impersonifica l’italiano nuovo del boom economico, che sulla sua Lancia Aurelia carica il timido…

di Steve Della Casa

 

Uno dei film più citati e più amati nella storia del cinema italiano. Lo dirige nel 1962 Dino Risi, lo interpretano Vittorio Gassman (dopo la rinuncia di Sordi, per il quale il film era stato scritto) e Jean-Luis Trintignant. Racconta di Bruno Cortona, sfaccendato che impersonifica l’italiano nuovo del boom economico, che sulla sua Lancia Aurelia carica il timido studente Roberto e lo porta a spasso per l’Italia delle vacanze (il film inizia a Ferragosto) fino a un finale tragico. Racconta l’Italia prima del ’68 con tante canzonette e con il mito della spiaggia, fino a quel momento privilegio di pochi ma nell’era del boom accessibile invece anche al turismo di massa. Bello davvero. Quando Gassman gioca a ping pong si vede Vittorio Cecchi Gori, futuro patron della Fiorentina e causa del fallimento dei viola.

Diciamoci la verità. Quanti sabato scorso pensavano che potesse succedere quello che è successo? Io certamente no. Eppure è girato tutto giusto (per la prima volta in quest’anno) e nessuno ha avuto niente da dire. Sabato prossimo, se continua così, possiamo sognare il rientro in zona play off (e, visto come si comportano le altre, possiamo sperare di vincerli anche se non siamo terzi). Un sorpasso, un sogno. Come sarebbe bello farcela e tornare in A senza avere avuto nessun favore dall’arbitro (vedi rigore scandaloso per D’Ambrosio). Come sarebbe bello sorpassare le tante squadrette che ci affiancano o ci sono davanti. E il prossimo anno regolare Antonio Conte in serie A. Un sogno. Se sosteniamo la squadra, e se la squadra gioca da Toro, possiamo ancora farcela. Siamo lì, basta davvero poco. Ma il poco per il Toro è sempre un’impresa. Crediamoci, ma senza l’arroganza che Gassman ha in tutto il film (che passa da Grosseto, visto che percorre l’Aurelia…).

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