Il teschio degli Ultras

Il teschio degli Ultras

Nostalgia del teschio. Ditemi quello che volete: quel simbolo in mezzo ad ULT e RAS e poi in mezzo ad ULTRAS e GRANATA mi ha sempre affascinato, ha sempre scatenato la mia fantasia. Perchè? E che ne so? Si tratta di una di quelle sensazioni psicoemotive che arrivano da dentro, roba di pancia. Sono un cane, vivo di istinto, le ossa mi piacciono e il teschio… mi manca. Come mi manca un certo CALCIO, quello di Tutto il calcio minuto per minuto,…

di Diego Piovano

Nostalgia del teschio. Ditemi quello che volete: quel simbolo in mezzo ad ULT e RAS e poi in mezzo ad ULTRAS e GRANATA mi ha sempre affascinato, ha sempre scatenato la mia fantasia. Perchè? E che ne so? Si tratta di una di quelle sensazioni psicoemotive che arrivano da dentro, roba di pancia. Sono un cane, vivo di istinto, le ossa mi piacciono e il teschio… mi manca. Come mi manca un certo CALCIO, quello di Tutto il calcio minuto per minuto, con il tremendo pathos al momento della comunicazione del risultato del primo tempo e ai cambi di campo; il vero "giuoco" del pallone, quello della trasmissione televisiva di un tempo di una partita… e quanto si sperava che fosse quella del Toro in trasferta. Ah, il primo 90° minuto; la Maratona del Comunale… e… io conosco solo Serie A, Serie B, Serie C, Coppa dei Campioni, terzino, stopper e i tifosi più caldi saranno per sempre gli Ultras. Sì, mi manca quel calcio. Quando manca il calcio, le ossa diventano fragili, le tibie si sgretolano, i teschi si sbriciolano e… scompaiono.

Dicevo del teschio. Un simbolo per intere generazioni, il simbolo di un certo modo di essere, di un certo modo di fare anche un po’ discutibile, lo ammetto, ma ricco di valori non sempre ben chiari all’esterno. Con leggi interne anche dure, ma che andavano bene praticamente a tutti. Il cuore della Maratona, insomma, con il nucleo vitale sopra il TESCHIO situato giusto al centro, con un’espansione di energia verso l’esterno, in direzione delle variegate realtà della Curva, ben unite nel ruggire al momento giusto: ed era quasi sempre il momento giusto. Mi sono spiegato bene? No, di certo, neanche io so cosa voglio dire. Wooofff. Ho partecipato ad una delicata riunione extracalcio, c’era un tipo importante, un top manager. Lo guardo negli occhi e gli dico "Dove ci siamo già visti?". Lui fa un ultrasorrisone e mi risponde: "Sono stato cinque anni sopra il teschio". Ecco.

Altri tempi. Il mondo è cambiato. Il simbolo gotico per eccellenza, il simbolo dei pirati, dei carcerati, anche dei massoni (a dire il vero)… il simbolo orgoglio degli Ultras… è passato a brave signore e ragazzine per benino. Il teschio oggi è glamour. Il teschio è chic. Il look moderno è influenzato pesantemente dalla moda skulls. C’è lo skull finto aggressivo, quello ironico, quello sdrammatizzato: roba d’alta moda. La cattiva ragazza, la bad girl di turno, la dark viene privata di uno dei suoi simboli, pertanto: i teschi tatuati sui piedi di Kelly, figlia di Ozzy Osbourne, sono roba superata. Oggi imperversa l’artista-designer Tarina Tarantino. Carino il nome Tarina. Preferisco Taurina, però. Che cosa stavo dicendo? Ah, dicevo della celebre Tarina Quentina: ha creato bijoux su bijoux pieni di teschi, roba trendy, roba che non fa paura, roba non macabra, con tanto di sberluccicanti Swarovski. Ma non solo Tarina. Sentite che roba!
Ho visto una compilation di teschi circondati di rose rosse su un raffinato foulard in seta e so che ci sono teschi con ossa incrociate su eleganti pendenti appesi ad un collier di chiffon (un collier credo che sia un cane tipo Lassier, chiffon sarà qualcosa che piace a Buffon, ma non so altro); ho notato teschi da fumetto, con il fiocco rosa a pallini bianchi tipo Minnie o Paperina, appiccicati su bikini optical, con paillettes rosa qua e là. A proposito di teschi infiocchettati, ne ho ammirato uno (si fa per dire), anche lui con il suo bel fiocchetto fucsia tinta unita, su una specie di felpa molto femminile. Per non parlare del teschio con le cuffie per ascoltare musica, sempre su una felpa. Fosse tutto qua… ci sono teschi di metallo su raffinate handle bag (borsette da donna, insomma, colloquialmente), ci sono impronte di baci carichi di rossetto stampati su canotte casual-chic… e sulle labbra… c’è un bel teschio; a essere precisi, c’è il cranio sul labbro superiore e le tibie incrociate su quello inferiore, in perfetto stile Jolly Roger piratesco. C’è un Jolly Roger, tempestato di brillanti, su un costoso bracciale in pelle verde… Jolly Roger che è anche tempestato di diamanti e rubini su dei gemelli in oro bianco. Fatevi un giro su uno dei giornali ufficiali del Torino F.C. 1906, ossia Diva e Donna, vi farete una cultura sui teschi fashion! Andate apposta dal dentista o dalla parrucchiera, per leggerlo. Ho sentito dire che questo giornale è molto diffuso tra i coiffeurs dei giocatori juventini, ma potrebbe trattarsi di una voce priva di fondamento. Ecco come si è ridotto il teschio nella mia mente: una roba di moda, ma non allo stadio. Uhm… devo scacciare questi pensieri. Devo pensare che continuo a vederlo su molte magliette. Magliette degli Ultras. Sì, il teschio c’è ancora. Il teschio, per sua stessa natura, deve fare un po’ paura (rima).

Ecco. Torniamo al teschio vero, il Teschio. La sua piccola storia.

Ricordo vagamente i primi teschi dipinti a mano, tipo quello del primo striscione da trasferta… ULTteschioRAS!! (sì, con due punti esclamativi al fondo!!). I ragazzi di allora erano veramente dei pionieri, le loro foto di fine anni ’60 sono tutte da godere. Fate in modo di trovarle.
Poi. I teschi più elaborati, come l’ultimo, che sembrava (sembrava?) uscito dalle chine del grande Magnus (sì, sì, Alan Ford). Bellissimo il teschione esposto al Delle Alpi, gigantesco, in occasione dei 35 anni degli Ultras (2004).
In mezzo a questi estremi, tantissimi teschi su striscioni, bandiere e stendardi; su sciarpe, pins, adesivi, magliette e quant’altro. Mi piacevano quelli uguali tra loro, senza tibie, degli striscioni ULTRAS e S.A.G. di fine anni ’70… e quelli su GIOVENTU’ GRANATA e FOSSA DELLA MORTE, così come gli altri sui più moderni SBUFASA (che vuol dire "scoppiato" in un qualche dialetto piemontese che si parla dalle parti di Valenza, penso) o VECCHIA MANIERA. Teschi veri. Anni pieni di teschi. Ho detto teschi? Si può avere nostalgia per dei teschi? Sì, soprattutto per QUEL teschio ben preciso: a seconda dell’età e delle esperienze personali… a ognuno il suo.

Quest’ossuto articolo lo dedico a mio fratello Dylan (Dog), che va pazzo per le tibie e puzza molto più di me!
Leggete le novità sul Canile di Pinerolo:
http://forum.toronews.net/viewtopic.php?t=211266&start=4425

Wooofff!

Sua Poca Altezza Presidente Dottor Puzzetto
(Percival Ulrico Zoroastro Zacintus Ermenegildo Theodor Theophilus Orson)
Presidente Toro Club Amici a 4 zampe

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy