Isole nelle isole

Isole nelle isole

Sabato 6 agosto 2011

Caro Diario,

abbiamo deciso di partire questa sera. Perché aspettare fino a domani mattina, d’altra parte? No, no: partiamo.
Le valigie (gli zaini) sono pronte, la Bandiera è nello zainetto in buona compagnia: due macchine fotografiche, la Moleskine, una manciata di biro, qualche libro… no, meglio mettere i libri nel beauty case: porto solo una matita nera per gli…

Sabato 6 agosto 2011

Caro Diario,

abbiamo deciso di partire questa sera. Perché aspettare fino a domani mattina, d’altra parte? No, no: partiamo.
Le valigie (gli zaini) sono pronte, la Bandiera è nello zainetto in buona compagnia: due macchine fotografiche, la Moleskine, una manciata di biro, qualche libro… no, meglio mettere i libri nel beauty case: porto solo una matita nera per gli occhi, c’è spazio.
Vediamo un po’… Hornby e Thoreau… sì, direi che sono sufficienti.
La Bandiera dov’è? È nello zaino… uffff, che ansia, è nello zaino: è sempre lì, Lei.
Siamo pronti? Sì.

Sabato 13 agosto 2011, Torino-Lumezzane 1-0

Caro Diario,

siamo arrivati a Benbecula ieri, dopo aver attraversato in lungo e in largo l’Isola di Lewis e l’Isola di Harris. Poi il traghetto da Leverburgh a Berneray e via lungo il North Uist.
Ieri a Cross, su Lewis, c’era molto vento: mi ci potevo adagiare sopra e lui mi sosteneva.
Ho chiesto alla padrona del B&B se il vento fosse sempre così forte da quelle parti.
Mi ha risposto che quello non era vento, ma solo brezza.
E pensa un po’? Avevamo ragione tutt’e due.
Punti di vista.
Percezioni differenti.
Si può parlare della stessa cosa, sapere di star parlando della stessa cosa, chiamandola in due modi diversi, anche senza muoversi dalla propria opinione, anche sapendo di star parlando della stessa cosa, anche sapendo di star parlando della stessa cosa e di due cose diverse al tempo stesso.
Non so bene perché (o forse sì, ma non ho voglia di approfondire adesso), ma ho la strana impressione che stessimo parlando del vento, ma anche del Toro.
By the way… qui a Benbecula la connessione va e viene, ma ce l’ho fatta.
Ce l’ho fatta a vivere ugualmente la partita: grazie, Laura, ottima sms cronaca!
Sai… le Ebridi sono luoghi fatati. Quel che mi impedisce di volar via è la voglia di Toro: presente, presentissima, quasi un’arsura. Che meraviglia.

Martedì 16 agosto 2011

Caro Diario,

questa mattina IO ero a LIVERPOOL.

Domenica 21 agosto 2011, Siena-Torino 1-0

Caro Diario,

me ne stavo seduta sullo scalino di pietra e aggiornavo aggiornavo aggiornavo la pagina: sempre zero a zero.
E poi.
E poi rigore, segnato, finito, ‘fanculo.
Ma vola vola vola ‘sta voglia di Toro, eccome se vola… è quasi ora di tornare.

Martedì 23 agosto 2011

Caro Diario,

ho capito di non essere più né in Scozia, né in Inghilterra, né in Bretagna, però… ‘sto caldo ti pare normale?

Giovedì 25 agosto 2011

Caro Diario,

prima di partire, avevo raccolto un po’ di informazioni sulle Ebridi.
Man mano che leggevo, dicevo: “Ma in che posti sto andando? Ma in che posti sto andando???” e lo dicevo con tono incredulo.
Man mano che si avvicinava il momento, cresceva un languore, una vera e propria fame, la voglia di addentare tutto quello che ero sicura di vedere una volta là.
Be’… era tutto oltre l’immaginazione.
Tu immagina che una Dea che sta su su su nei cieli abbia deciso di gettare via il suo mantello lacero e bucato. E’ un mantello verde, una mantello che contiene tutte le sfumature del verde, perfino i toni di verde che devono ancora essere inventati, ed è un mantello consumato.
La Dea lo fa scivolare verso il basso ed esso si adagia sull’oceano, in silenzio, e dalle lacerazioni e dai buchi fa capolino l’acqua, acqua che – anch’essa – inventa colori mai visti prima.
Piccoli o grandi laghi e laghetti: neri se il cielo è nuvoloso, argentei se vi battono sopra i raggi del sole, blu se il cielo è sereno. E quando dico blu… be’, intendo dire BLU.
Sembra che il mantello continui ad essere animato, sembra che il mantello ondeggi cullato dalle onde e invece no: è un mantello solido, ma increspato.
Qua e là, macchie di fiori bianchi, gialli, porpora, viola, blu.
Erba.
Alberi.
Rocce.
Pecorecapremucche e lontre. Le lontre!
Su qualche scoglio le foche. Le foche!
Rondini.
Falchi.
Cani.
Umani? Pochi. Tendenzialmente inclini al sorriso.
Mi piacerebbe avere emozioni così anche per il Toro.
Le ho avute.
O forse… continuo ad averne, altrimenti… altrimenti non ne parlerei più, altrimenti non avrei approfittato del vento per lasciare libera la Bandiera.
Sarà anche brezza per te, cara Signora del B&B, ma per me e per lei, per la mia Bandiera… è vento.

Sabato 27 agosto 2011 Ascoli-Torino 1-2

Caro Diario,

bene.

(Verdi. Odu. Estiqaatsi!)

Domenica 28 agosto 2011

Caro Diario,

svegliarsi la domenica mattina, pensando di essere alle Ebridi, rendendosi conto di essere ancora invischiati nel mondo onirico, essere colti dal pensiero del ritorno al lavoro E poi realizzare che il Toro ha vinto.
Sì, questa vita, tutto sommato, mi piace.

Lunedì 29 agosto 2011

Caro Diario,

pensavo che la fine di Agosto non sarebbe più arrivata, invece eccola qui.
Con il suo carico di aspettative (sì, vabbe’, dai… a volte anche io ho delle aspettative, che diamine), con il suo contorno di gufi, gufoni e gufacci, con la città che si sveglia silenziosa, umani che s’aggirano per le strade con gli occhi gonfi di sonno e di vacanze, con la città che diventa rumorosa.
La fine di agosto, l’inizio del campionato.
Perché il campionato inizia quando il Toro gioca in casa, poche balle.
Ascoli è stato un trailer… ora vogliamo fare un film? Un film di quelli belli? Un film di quelli che si vedono e rivedono undecinaia di volte? Dai, Toro, fammi stare un po’ con il cuore in pace, non portarmi (quasi) subito via quell’idea di mantello della Dea che sta fisso dentro di me… tra l’altro, Caro Diario, ti devo raccontare di quel tizio che al porto (porto… luogo approssimativo di attracco per traghetti e barche, via) di Eriskay mi ha chiesto se io fossi della giuventus. Sì, non preoccuparti: è ancora vivo. Ti voglio raccontare di lui e dell’altro tizio di Benbecula che (aridaje) ha nominato l’Innominabile e di come gli ho raccontato di quel che successe nel 2006, ma non adesso, non adesso…

Nota
Il percorso è stato lungo e arricchente: ho conosciuto le Isole di Lewis e Harris (che sono due isole, ma si tratta di un’isola sola), North Uist, Benbecula e South Uist (che sono tre isole, ma si tratta di nuovo di un’isola sola), Barra (che è un’isola e, questa volta, si tratta di un’isola sola). Non abbiamo mancato di fare un saluto all’Isola di Skye e poi siamo tornati sulla terraferma. Sulla terraferma… no, su un’isola più grande, quella roba lì che mischia Scozia ed Inghilterra, quella roba lì che quando vedo le scogliere di Dover (sì, sono bianche), mi vengono le lacrime agli occhi, e che quando la vedo allontanarsi, perché è lei che si allontana, di sicuro io no, sento un vuoto dentro che… che è grande quasi come la voglia di ricominciare dopo uno o più (anche tantissimi) campionati balordi. Olé.

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