La fortuna è cieca…ma la sfiga ci vede bene!

La fortuna è cieca…ma la sfiga ci vede bene!

di Stefano Brugnoli

Il Torino dopo aver perso immeritatamente la partita contro l’Atalanta si è preparato alla sfida del Menti praticamente senza difensori, senza dimenticare che anche il centrocampo è anch’esso abbastanza decimato. Non bastasse questo nel riscaldamento si infortuna Pratali e quindi il Torino è costretto a schierare la difesa bis, infatti dei cinque che compongono il pacchetto…

di Stefano Brugnoli

Il Torino dopo aver perso immeritatamente la partita contro l’Atalanta si è preparato alla sfida del Menti praticamente senza difensori, senza dimenticare che anche il centrocampo è anch’esso abbastanza decimato. Non bastasse questo nel riscaldamento si infortuna Pratali e quindi il Torino è costretto a schierare la difesa bis, infatti dei cinque che compongono il pacchetto difensivo si può dire che quattro siano riserve.
Chiaramente l’errore è nell’aria in quanto il reparto difensivo è quello che ha bisogno più degli altri di un certo affiatamento; non a caso, salvo infortuni, nel corso delle partite i cambi riguardano spesso giocatori degli altri due reparti. E l’errore si materializza a metà del primo tempo quando Bassi esce in ritardo su una palla alta in mezzo all’area, Cavanda non protegge adeguatamente il portiere che mancando l’uscita tocca l’avversario, l’arbitro tra lo stupore generale, complice l segnalazione del guardialinee, fischia un rigore molto cervellotico che l’ex Abbruscato insacca.
Questo per quasi un ora rimane l’unico tiro nello specchio della porta dei padroni di casa, prima del tiro di Abbruscato deviato con bravura da Bassi in angolo anche questo scaturito dal nulla dopo un errore clamoroso di Zavagno.
Detto questo, che è sempre utile ricordare quando si analizza una partita, non è che il Torino nel resto del match ha martellato ripetutamente la porta di Russo, però due clamorose occasioni con Antenucci e Bianchi se le è procurate e prima il portiere e poi la traversa hanno stoppato le speranze granata di riaprire la partita, senza dimenticare le parate più semplici su Pellicori e ancora Antenucci nel finale di partita.
Si può perdere in tanti modi, si può perdere senza tirare in porta come è capitato all’altra squadra di Torino contro la loro capolista mentre noi sia contro la nostra capolista che oggi abbiamo perso pur creando più occasioni degli avversari.
Dopo anche questa sconfitta, la quarta nelle ultime sei partite, che come le altre è scaturita da errori più o meno clamorosi sia in fase realizzativa che difensiva, si può dire che il Torino non gioca con la lucidità necessaria per poter cercare di raggiungere l’obiettivo; dopo le prime due sconfitte patite nel mese di agosto ogni partita viene vissuta come ultima spiaggia e solamente nel periodo dei dieci risultati consecutivi questa pressione tifose e mediatica si era attenuata per poi riemergere nel mese di gennaio già dopo la sconfitta di Varese. Giocare in questo clima non è facile per nessuno e in questo clima è più facile nascondersi che emergere.
Nessuno si può dire che è immune da errori, tutte le componenti del Torino, dalla dirigenza allo staff tecnico e per finire ai giocatori hanno i loro mea culpa da recitare, però obiettivamente dopo trenta partite si può dire che gli episodi contrari sono stati di gran lunga superiori a quelli favorevoli.
A mio parere niente è perduto anche se ci sono da superare almeno due squadre per arrivare nei primi sei, non ho la bacchetta magica o la sfera di cristallo per dire quale sia la soluzione migliore, l’unica cosa che posso dire è che nei momenti di difficoltà e questo è uno di quelli bisogna far quadrato tra tutte le componenti societarie e non, mettere davanti gli interessi del gruppo rispetto a quelli di bottega, ma si sa che in questi casi chi non ha una grossa personalità e chi vuole prendersi delle rivincite ragiona proprio in maniera diametralmente opposta facendo il male della squadra.
Io, pur essendo deluso perché oggettivamente finito il girone di andata a questo punto della stagione mi aspettavo almeno di essere più vicino ai 50 punti che ai 40, cerco di portare il mio contributo positivo alla causa evitando di cadere in polemiche sterili e dannose anche se non condivido tutto quello che è stato fatto e quello che si fa e il mio pensiero sul problema del Torino è stato espresso più volte in questa rubrica prima che la situazione degenerasse…per riassumere e sintetizzare nel mercato di gennaio non sono arrivati giocatori adatti al modulo che Lerda stava adottando e questo ha fatto si che ci siano giocatori importanti per la categoria che vengono utilizzati fuori ruolo o addirittura non utilizzati.

(foto M.Dreosti)

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