La regola dell’amico

La regola dell’amico

di “Rosa Granata”

Citazione di un ex calciatore: “Dopo Dio i miracoli li fa il calcio: quando giocavo agli occhi degli altri ero bello, interessante e intelligente”, e vi assicuro che è simpaticissimo, ma bello proprio no, forse un “tipo” (ossia una di quelle persone che non si ha il coraggio di definire infidanzabile, per essere fini).
Il calcio è così: tutti quelli che…

di “Rosa Granata”

Citazione di un ex calciatore: “Dopo Dio i miracoli li fa il calcio: quando giocavo agli occhi degli altri ero bello, interessante e intelligente”, e vi assicuro che è simpaticissimo, ma bello proprio no, forse un “tipo” (ossia una di quelle persone che non si ha il coraggio di definire infidanzabile, per essere fini).
Il calcio è così: tutti quelli che toccano il pallone diventano d’oro. Ed ecco che gli amici spuntano come i funghi.
Ce ne sono varie categorie. I più buoni sono quelli che si avvicinano perché gli piace dire “Sono amico di”. Di solito sono bruttini ed emarginati, l’amico calciatore serve per rendersi importante e soprattutto conquistare donne. Ne ricordo uno che a quarant’anni suonati indossava il polsino col numero 32 di Gigi Di Biagio per far notare di essere suo amico. Fanno di tutto pur di mantenere il rapporto: portano da Torino a Pescara le macchine dei giocatori così dopo la partita loro possono andare via con quella mentre l’amico fidato torna in treno impiegandoci un giorno intero. Ritirano i vestiti in lavanderia, fanno da autisti alle mogli, il tutto in cambio di un accredito e della possibilità di esibire la conoscenza. Quando finalmente si fidanzano sono così contenti che portano la loro donna in ritiro per mostrarle che conoscono la squadra. Peccato però che nell’occasione lei venga battezzata da qualcuno dello spogliatoio, e il poverino torna all’attività il tuttofare.
Ci sono poi gli amici interessati, quelli cercano di scucire soldi ai giocatori. Attorno ad ogni squadra ronza l’uomo degli affitti, ossia quello che ti trova casa in un battibaleno. E poi ti presenta il conto, ovviamente salatissimo. Nel momento in cui un giocatore firma un contratto lui ha già il “gancio” per presentarsi con le chiavi di casa in mano.
Anche il personal trainer non manca mai. Si propone gratuitamente ad un calciatore per presentarsi come “il preparatore di”, riuscendo così a conoscere i suoi compagni ed il resto dell’entourage e poter proporre i suoi servigi, ovviamente a prezzi stratosferici.
Ma è sempre più onesto dei finti commercialisti, avvocati e quant’altro che, guardacaso, in studio e in tribunale non stanno mai ed hanno tempo di seguire tutto il giorno gli atleti, proponendo di risolvere ogni loro questione, come ritirare la macchina dimenticata in riviera romagnola dopo una serata pesante. A loro piace partecipare alla serate dei giocatori, ovviamente sparendo ogni volta nel momento in cui arriva il conto del tavolo del Toqueville.
Squadra che vai, amici che trovi. Fino a quando appendi le scarpette al chiodo però. Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, ma quando i lustrini e le paillettes che avvolgono il calciatore svaniscono l’amico è già partito con un’altra caccia al tesoro…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy