Non solo il primo punto

Non solo il primo punto

Dopo Cittadella scrivevamo di un gioco di squadra che per tanti motivi ancora non poteva essere espresso. Da oggi, con il mercato fermo e con la rosa ormai stabile, questo gioco dovrà migliorare costantemente; in quanto tempo si arriverà al top non è dato sapersi, troppe variabili intercorrono per poter dare una scadenza precisa, però una cosa è certa il gioco dovrà migliorare costantemente.

di Redazione Toro News

Dopo Cittadella scrivevamo di un gioco di squadra che per tanti motivi ancora non poteva essere espresso. Da oggi, con il mercato fermo e con la rosa ormai stabile, questo gioco dovrà migliorare costantemente; in quanto tempo si arriverà al top non è dato sapersi, troppe variabili intercorrono per poter dare una scadenza precisa, però una cosa è certa il gioco dovrà migliorare costantemente.

Con il Crotone, punto a parte, si è visto qualcosa di meglio in fase propositiva. L’assenza di una punta centrale a Cittadella aveva rallentato la crescita della squadra; oggi e soprattutto nel secondo tempo con l’innesto di Bianchi il Torino è cresciuto e non a caso è andato in rete sfruttando un movimento sul corto del capitano granata che ha permesso a Obodo di lanciare Sgrigna in profondità e da lì l’assist per il bel gol di Iunco.

Con la ripetizione quotidiana dei movimenti sicuramente l’intesa è destinata a salire e con l’intesa anche le prestazioni dei singoli giocatori, Sgrigna ad esempio è ancora il lontano parente di quello che si era ammirato a Vicenza.

In fase difensiva invece notiamo con molto rammarico l’assenza della necessaria determinazione nell’affrontare gli avversari, il gol subito è stato un esempio molto lampante.

Sgrigna che si è fatto saltare senza rincorrere l’avversario, Filipe che ha lasciato Cutolo incurante che un centrocampista accorciasse su di lui, Zanetti che invece di accorciare ha accompagnato, putroppo solo con lo sguardo, il giocatore calabrese che stupito di tanta libertà ha scaraventato il pallone sotto la traversa sfruttando anche il non perfetto posizionamento di Rubinho che era leggermente a destra rispetto alla posizione ottimale da tenere.

La difesa oggi era largamente rimaneggiata e si sa che una difesa per funzionare ha bisogno di oliare alla perfezione i meccanismi, intanto c’era il nuovo portiere titolare che ha destato subito una buona impressione, poi c’erano tre riserve tra le quali Carrieri all’esordio nei campionati professionistici e a dire il vero è stato il migliore dei tre rincalzi, con Filipe che ancora non ha fatto vedere il motivo per il quale il suo curriculum è pieno di squadre che partecipano alla Champions League e Rivalta che si è ripreso dopo un inizio schock pur senza andare oltre la sufficienza.

Urge pertanto il rientro di D’Ambrosio e di almeno uno dei due centrali titolari.

Paradossalmente la partita di sabato prossimo è quella che desta meno preoccupazioni, si andrà ad affrontare un Sassuolo che è partito bene anche se in entrambe le partite disputate è stato aiutato da episodi favorevoli. La squadra emiliana è lanciata verso il raggiungimento dell’obiettivo che è il medesimo del Torino e pertanto dovrà fare la partita giocando in casa; a questo punto al Torino potrebbe essere sufficiente rubare palla e orchestrare azioni veloci per andare al tiro con rapidità e queste parole a mio avviso escludono la presenza di Gasbarroni, molto più adatto quando si deve tenere palla.

(Foto Dreosti)

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