”Qualcosa di Speciale”

”Qualcosa di Speciale”

Oggi siamo di fronte, tanto per cambiare, a sentimenti contrastanti. Ma d’altra parte le sensazioni “estreme” fanno parte delle nostre vite e non smetteremo mai di esserci invischiati.

Da un lato viviamo la necessità di stare vicini al nostro Toro, a quello che rappresenta ed ha rappresentato. Quindi siamo pronti un’altra volta a soffrire e sostenere, nella speranza che questo sforzo possa andare avanti ancora…

Oggi siamo di fronte, tanto per cambiare, a sentimenti contrastanti. Ma d’altra parte le sensazioni “estreme” fanno parte delle nostre vite e non smetteremo mai di esserci invischiati.

Da un lato viviamo la necessità di stare vicini al nostro Toro, a quello che rappresenta ed ha rappresentato. Quindi siamo pronti un’altra volta a soffrire e sostenere, nella speranza che questo sforzo possa andare avanti ancora per altre quattro partite.

Dall’altro divampa il sentimento di rabbia, furia addirittura, che non può che montare per i trattamenti vessatori e inaccettabili che ci sono stati perpetrati, in particolare in quest’ultima stagione.

Finalmente ci siamo, oddio, siamo sinceri. Abbiamo fatto di tutto, in questa dannata stagione, per essere estromessi anche dall’obiettivo minimo. Partecipare ai playoff.

Ma niente da fare. Nel campionato di serie B più scarso di sempre, siamo andati come delle lumache, ma le altre hanno saputo fare quasi peggio, dandoci ancora quest’ultima possibilità, giocarci un quarto di finale col Padova, una partita da dentro-fuori, con un solo risultato possibile su tre: vincere, per accedere all’ultimo posto disponibile dei playoff.

Visto l’andamento della nostra stagione, oseremmo dire che si tratta di un vero miracolo, in quanto riusciamo ad avere questa chance solo ed esclusivamente per demeriti altrui.

Certo, non e’ proprio il massimo per chi, come la maggior parte di noi, appartiene alla generazione di quarantenni granata, con ancora negli occhi le battaglie di quando si lottava per ben altri obiettivi.

Ma, si sa, il tifoso del Toro è solito non andare troppo per il sottile. Non importa se la chiamata alle armi è per una qualificazione in Champions League o per una qualificazione ai playoff di serie B.

Il Toro ha bisogno di noi.

Già. Il Toro ha bisogno di noi, ma guarda caso è tutto l’anno che i tifosi granata vengono tenuti lontani dalla loro squadra in seguito alla chiusura di praticamente ogni trasferta, spesso per motivi futili o inesistenti. Siamo in un’epoca nella quale il calcio è sempre più “rubato” a quelli che da sempre lo hanno vissuto. Nella quale il tifoso viene sempre più rinchiuso in una serie di gabbie virtuali. Vere e proprie stie, dalle quali i tifosi sono costretti a cercare di sfuggire anche solo per esercitare il loro sacrosanto diritto di vivere liberamente la propria passione.

E’ notizia di questi giorni che vi siano grosse difficoltà nell’acquisto dei biglietti anche per la partita fondamentale con il Padova. Ci domandiamo il perché di tutto questo sforzo nel renderci difficili le cose. Sappiamo bene di avere una società che non conta nulla e peraltro disinteressata a tutelare gli interessi dei propri tifosi, ma solo questo non basta a spiegare quanto avvenuto nel corso di quest’anno.

Vogliamo, alla luce di questi presupposti, provare a pensare a cosa significherebbe un eventuale accesso del Toro ai play-off?

Nella scorsa stagione a Sassuolo e Brescia si sono recate migliaia di tifosi granata, nulla fa pensare che, nella stessa situazione, la voglia di seguire il Toro possa essere differente.

Cosa potrebbe aspettarci? Trasferte chiuse forse? Tre o quattrocento biglietti al massimo, come per le ultime trasferte?

Nonostante ciò, noi domenica sapremo certamente gremire  il Comunale come nelle migliori occasioni, con quasi trentamila anime che invocheranno il miracolo di battere il Padova per poter proseguire nella speranza di serie A.

Ci piace pensare che i nostri undici eroi, sbucando dal sottopassaggio che porta in campo, guardandosi intorno, provino almeno per un attimo una sensazione di stupore, perché tutta quella gente è li per la conquista di un sesto posto ai playoff… e capiscano che non possono far altro che schiacciare il Padova.

Ci piace pensare che il nostro presidente, davanti a quei trentamila cuori palpitanti, possa provare almeno cinque minuti di vergogna, per gli spettacoli che ci costringe a vedere da tanti, troppi anni. Ci piace pensare che sempre il nostro presidente e la città di Torino spendano altrettanti minuti di vergogna davanti a quei trentamila cuori per il poco rispetto dimostrato verso la storia granata. Ci piace pensare che, almeno domenica, e per le due successive giornate (nella speranza che ci siano), i giocatori granata facciano loro le parole di capitan Bianchi: “proviamo a fare qualcosa di speciale“.

Vorremmo  poter chiudere gli occhi, per riaprirli dopo i dieci minuti di vergogna di cui sopra, e trovare il Toro in vantaggio due a zero.

Forse sarà così allora, trovandoci aperte le porte dei playoff, non possiamo nè vogliamo pensare a possibili, inaccettabili, restrizioni per le trasferte.

I playoff del Toro, a nostro giudizio, potrebbero e dovrebbero essere l’occasione per mettere in soffitta, per sempre, il pessimo esperimento della tessera del tifoso. Dare la possibilità di ripartire tornando ad un calcio a misura di tifoso, senza assurde restrizioni da stato di polizia, spesso rivelatesi soluzione infinitamente più dannosa dello stesso problema.

Trasferte libere allora, con posti a disposizione sufficienti per garantire la partecipazione a tutti i tifosi granata interessati.

Restiamo allora nell’attesa, e nella speranza, che qualcosa di speciale possa accadere anche a noi tifosi: avere una società degna di un pubblico con un cuore così grande e che a questo pubblico sia concesso di vivere liberamente la propria passione.

Forza, Toro. Noi ci siamo. Cerca di esserci anche tu.

Consiglio Direttivo CCTC

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