Quando il carattere decide il ruolo

Quando il carattere decide il ruolo

Ormai da qualche anno il rapporto tra donne e calcio è stato “sdoganato”, ed anche il gentil sesso ha accesso a terreni pallonari che un tempo sembravano vietati. Ma nei fatti, spesso le stesse donne devono “maschilizzarsi” per essere accettate.
Per questo, TN ospita lo sguardo di una donna che l’ambiente lo vive da dentro. E’ il suo lavoro, conosce il calcio e conosce i calciatori, lo “abita” quotidianamente…

Ormai da qualche anno il rapporto tra donne e calcio è stato “sdoganato”, ed anche il gentil sesso ha accesso a terreni pallonari che un tempo sembravano vietati. Ma nei fatti, spesso le stesse donne devono “maschilizzarsi” per essere accettate.
Per questo, TN ospita lo sguardo di una donna che l’ambiente lo vive da dentro. E’ il suo lavoro, conosce il calcio e conosce i calciatori, lo “abita” quotidianamente ai massimi livelli; ed ha anche una penna capace e gradevole. Una donna, la quale con il tempo si è legata particolarmente al Toro, ma che -proprio perchè di calcio vive- scrive “in incognito”, proponendo “Toro in rosa”: uno spazio piacevole e leggero, lontano dai toni tragici cui spesso gli uomini si abbandonano, e soprattutto uno sguardo diverso. Uno sguardo in cui le lettrici si riconosceranno, e che i lettori potranno apprezzare proprio perchè differente dal loro. Sempre se ne saranno capaci…

Adoro i miei amici. Basta un bicchiere di vino e tirano fuori dal cilindro una nuova idea. Così una sera a cena hanno identificato le donne a tavola con i ruoli dei calciatori.
Un’amica solare, intelligente e taccata al punto giusto (costretta da una sua collega che odia le ballerine) è stata definita un terzino elegante, alla Paolo Maldini, mentre un’altra aggressiva e decisamente meno fine (la collega di cui sopra) è stata paragonata ad un centrocampista da salvezza, quello che lotta fino alla fine col coltello tra i denti.
Se ci pensate è proprio vero: spesso il carattere ed il ruolo rivestito in campo sono connessi.

Così si dice che i portieri sono tutti matti (vi ricordate lo scorpione Higuita?). E vorrei ben vedere: del tutto normale non può essere chi se ne sta tutto solo per novanta minuti a prendere del freddo e a tuffarsi alla ricerca dei palloni. Quando girano per locali li si riconosce dal fisico che si avvicina a quello dei rugbisti (ovviamente un po’ più “sgonfio”) e dal look più sportivo rispetto a chi gioca in altri ruoli. Qui però fa eccezione Davide Bassi che è sempre elegante in pantalone e camicia, con le sopracciglia che sembrano sempre appena strappate.

I difensori centrali sono dei precisini, potrebbero essere definiti i ragionieri del campo da quanto sono calcolatori e, putroppo, poco imprevedibili. Amano farsi gli affari loro e sono poco pettegoli, preferiscono stare lontani dai problemi e lasciare che vengano risolti dagli altri. Sono dei giganti buoni, come il “picchia per noi” Giacomo Ferri, ora impeccabile nel suo completo scuro il sabato pomeriggio in panchina (per fortuna quest’anno ha lasciato nella scarpiera le Hogan chiare).

I terzini hanno invece un tocco di originalità in più, così come gli esterni di centrocampo, soprattutto i mancini. Al primo approccio sembrano timidi ma poi quando si ambientano si fatica a farli stare zitti.
Per quanto riguarda i centrocampisti bisogna distinguere tra quelli di qualità e quelli di quantità. I primi sono più tecnici ed eleganti anche fuori dallo spogliatoio mentre gli altri sono più rozzi e combattivi e non le mandano mai a dire (vedi Pestrin, collezionatore di cartellini gialli e rossi).
I trequartisti sono dei fantasisti in ogni senso. Sono i più pazzerelli della squadra e fanno sempre di testa loro. Il mio preferito è Alessandro Diamanti, che alla sua presentazione con la maglia del Brescia si è definito un ignorante.

Gli attaccanti sono i più snob, quelli che “se la tirano” di più. Forse perchè sono i più ricercati e coccolati dai procuratori (il loro ingaggio è più alto di quello degli altri giocatori). Sono anche quelli che faticano a digerire le critiche quando non segnano. Se li incontrate per strada in un periodo di secca attenzione a quello che dite: nonostante di solito siano gentili in queste occasioni possono dare in escandescenza. Stavo per citare Ibrahimovic come esempio, ma lui reagisce anche nei momenti buoni…
Insegnamento per gli uomini: se volete un amico leale e che vi faccia sempre ridere scegliete il portiere, mentre attenzione a quello che dite ai fantasisti e alle punte perché se hanno la luna storta la loro reazione può essere spropositata. E non infastidite mai le donne dei centrocampisti di sostanza: una scazzottata non ve la leva nessuno.

Insegnamento per le donne: i difensori centrali danno sicurezza ma sono prevedibili e non inclini alle sorprese, per quelle puntate più all’esterno del campo (anche se spesso in questi ruoli si nascondono le braccina corte).  E se volete essere al centro dell’attenzione evitate le punte: avrete sempre regali griffati ma le prime donne della coppia non sarete mai voi.

P.S.: Non vi ho detto in che ruolo del campo mi hanno messa i miei amici: io sono un esterno talentuoso mancino inespresso… servirà anche a me un cambio di allenatore?

“Rosa Granata”

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy