RiproviAmoci

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di Guido De Luca

L’unico precedente giocato in casa con il Grosseto non può che essere di buon auspicio. Sembra uno scherzo del destino, ma lo scorso anno quella contro i biancorossi fu la prima partita del secondo mandato di Colantuono sulla panchina del Torino dopo l’interregno di 5 giornate di Mario Beretta. Domani, la sfida con il Grosseto sarà per Franco Lerda il ritorno all’Olimpico…

di Guido De Luca

L’unico precedente giocato in casa con il Grosseto non può che essere di buon auspicio. Sembra uno scherzo del destino, ma lo scorso anno quella contro i biancorossi fu la prima partita del secondo mandato di Colantuono sulla panchina del Torino dopo l’interregno di 5 giornate di Mario Beretta. Domani, la sfida con il Grosseto sarà per Franco Lerda il ritorno all’Olimpico dopo le due sole giornate lasciate a disposizione a Papadopulo per ridare fiducia e coraggio all’undici granata. Nulla di nuovo sotto il sole quindi, al Torino i cambi di allenatori e gli avvicendamenti repentini in panchina vanno di moda. La speranza è che diano i frutti sperati. Nel 2010 dopo la roboante vittoria per 4-1 sui toscani che erano privi di Pinilla, il loro giocatore più forte, iniziò la favolosa rimonta granata verso i play-off; quest’anno con meno tempo a disposizione, il Toro può giocarsi la carta della scaramanzia e bissare il successo dello scorso anno. Il ritorno di Lerda è stato baciato dalla vittoria ad Ascoli a suon di reti. E’ stata la migliore prestazione dell’anno della squadra che è finalmente riuscita a mettere nelle condizioni Rolando Bianchi di segnare su cross provenienti prevalentemente da sinistra. Non ci vuole un genio per capire che la scalata al sesto e ultimo posto utile per giocarsi gli spareggi dipenda dalla formazione più idonea alle caratteristiche dei nostri uomini migliori. Quante volte ho benedetto alcune indisposizioni o improvvisi cali di forma che hanno obbligato l’allenatore a schierare un semplice 4-4-2 in campo, preferibilmente con ali (vedi Gasbarroni) abili a crossare palloni in mezzo. Non penso che il problema possa essere rappresentato dagli avversari, quanto da noi stessi. Per inseguire ancora il sogno promozione, bisogna dare seguito alla splendida prova messa in scena ad Ascoli e pazienza se torniamo ad essere antipatici agli avversari, pronti a darci ingiustificatamente addosso per presunti favori arbitrali. E’ il prezzo che a volte devono pagare i più forti. Tanto noi sappiamo che siamo onesti e che è solo un caso quando la giacchetta nera sbaglia nostro favore….

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