Senza Veli

Senza Veli

Silenzio! Chi è che prega?
La situazione mi ha ricordato molto la scena fantozziana dell’estrazione per accompagnare il Mega Direttore a giocare al casinò.
Una grande sala con l’Editore che fa girare i bussolotti con i nostri nomi dentro.
Non vola una mosca. E neppure una zanzara.
In un angolo uno dei giovani redattori sta pregando in ginocchio.
Che sia Valentino…

di Redazione Toro News

Silenzio! Chi è che prega?
La situazione mi ha ricordato molto la scena fantozziana dell’estrazione per accompagnare il Mega Direttore a giocare al casinò.
Una grande sala con l’Editore che fa girare i bussolotti con i nostri nomi dentro.
Non vola una mosca. E neppure una zanzara.
In un angolo uno dei giovani redattori sta pregando in ginocchio.
Che sia Valentino Della Casa? Alla mia destra Guido de Luca sta bruciando dell’incenso.
Più in là Alessandro Salvatico, senza farsi notare, sta ripetendo sottovoce alcune frasi che legge da un antichissimo testo di negromanzia.
Ancora più in là Marco Peroni sta parlando al telefono sottovoce, suppongo con Fracchia.
Dice con tono furtivo – Se va in porto ce n’è per tutti… stai tranquillo.

 

La possibilità di intervistare una delle più famose attrici a livello mondiale è arrivata inaspettata e Toronews l’ha colta con mossa degna del miglior scacchista.
Siamo stati convocati d’urgenza e ora lei è di là, nella stanza accanto, ed il fortunato vincitore della lotteria avrà il privilegio di intervistarla in esclusiva.
La stanza ribolle di tensione.
E di testosterone
Ermanno Eandi, ripete a mezza voce un sonetto da lui composto, riguardante una donna bionda, al quale lui si rivolge con tono sofisticato e sicuro.
Guido Regis sta ripassando un trattato di ginecologia.
Walter Panero ha impiegato 13 minuti per arrivare da Genova e ha seminato morte e distruzione dietro di sé, per essere puntuale.
Io? Io sono tranquillissimo.
Dopo aver intervistato, nel corso dell’ultimo anno, Obama, Stephen King e Dan Brown, credo di avere già dato, anche se mi rendo conto che in questa situazione la frase è infelice.
Suvvia, c’è una possibilità su 30 che sia proprio io ad essere estratto e stavolta mi godrò il volto del fortunato vincitore, una volta tanto guardando la situazione dall’esterno.
Silvia Lachello mi guarda e ride.
Chissà perché.
Bah, poco importa.
Tra breve sapremo chi sarà il fortunello che avrà il privilegio di intervistare Silvia Saint.

 

Per chi non lo sapesse, o per chi facesse finta di non saperlo, Silvia Saint è nata a Praga il 12 febbraio del 1976 ed ha alle spalle una gloriosa carriera cinematografica, anche se da un po’ di tempo ha deciso di ritirarsi dal grande schermo.
Non ha mai vinto un Oscar e non è mai passata in prima serata, mentre credo che siano stati in molti a fare il contrario con lei.
Molti di voi non l’avranno mai vista recitare con grossi calibri, ma vi assicuro che, nonostante questo, i calibri con i quali ha recitato sono stati davvero grossi lo stesso.
Dopo un’infanzia trascorsa nella allora Cecoslovacchia, ha avuto modo di trasferirsi, durante la sua prestigiosa carriera, in America, per partecipare a produzioni internazionali, vissute sempre nel segno dell’apertura e della tolleranza razziale.
Detto questo, posso comprendere che la sua presenza non casuale a Toronews possa aver gettato nello scompiglio redattori e opinionisti di sesso maschile, con questo caldo poi.
Tanto più che, come si è scoperto ben presto, conosce molto bene i tifosi del Toro, squadra di cui è anche sorprendentemente tifosa.

 

And the winner is…
(rumore di preghiere sommesse)
And the winner is…
(rumore di preghiere sommesse)
And the winner is… – dicono il mio nome.
(rumore di bestemmie, reiterate ad alta voce).

 

Sono uscito io, zio falabracco.
Come è possibile?
Improvvisamente tutti si voltano nella mia direzione.
La banda della Magliana mi avrebbe guardato con più amicizia.
Marco Peroni sta dicendo al telefono “Potremmo farlo rinunciare… Sappiamo come fare”. Valentino della Casa invece mi si avvicina per farmi i complimenti.
– Volevo congratularmi, una grandissima opportunità. Tieni, ho anche preparato del caffé per te…
Mi porge una tazzina. La porto al naso, a distanza di sicurezza.
Sa di mandorle amare.
Meglio soprassedere, la lascio scivolare in terra, prodigandomi in scuse.
Poi è la volta di Regis – Non hai affatto una bella cera – dice freddamente – Perché non ti presenti nel mio ufficio per una visita immediata? Dalla tasca lascia intravedere un bisturi…
Eandi mi stringe la mano come se fosse un Boa Costrictor e intona per me un canto di trionfo:

Or che la bionda ti rilascia l’intervista
E per giunta in tutta fretta,
Lascia che ti auguri, col mio spirito altruista,
un gran mal di pancia e una gran bella c…..

 

Silvia Lachello ride troppo.
La vedo allontanarsi con fare furtivo.
– Vieni un po’ qua… – le dico.
Ma lei scappa via.
Che cosa aveva da ridere?
Mi avvicino ai bussolotti dell’estrazione.
Ne apro uno.
E poi un altro.
E poi un altro ancora.
Hanno tutti il mio nome.
Lachello, questa me la paghi.

 

Come faccio a fare questa intervista?
Come mantenere un certo aplomb?
Come farla senza venire irretito?
Idea.
Mi fingerò cieco.
Così non la guarderò.
Del resto ho idea che molti dei suoi fans siano ormai diventati ciechi, quindi lei non avrà difficoltà a credermi.
Faccio un salto veloce a casa, recupero il bastone della montagna e gli passo una mano di bianco.
Recupero un paio di occhiali neri e, dopo aver centrato soltanto tre pali della luce, mi fiondo in redazione.

 

Entro come un pazzo, accaldato e sudato.
Lei è seduta sul divano. La intravedo con l’angolo degli occhi, non coperto dagli occhiali.
Potete immaginarla. Vestita ma non certo in lungo.
Sbatacchio il bastone a destra e sinistra, fingendo di non vedere.
Scusa, c’era traffico… ci ho messo una vita a venire…
Prima boiata detta.
Mi sorride e aggiunge… – Se vuoi posso rimediare… Ma… dove c’era traffico? Ti piacciono le cose di gruppo?
Cominciamo bene.
Mi presento come tale Turbato Thomas, cieco dalla nascita.
– Che bel bastone nodoso! – sento che lo impugna con maestria – Ne faccio collezione, sai? Questo è bianco, ma ne ho anche neri…
Non dubito! – esclamo togliendole il bastone dalle grinfie.
– Davvero? Come fai a saperlo? La mia collezione di bastoni che tengo appesi al muro a Praga è praticamente sconosciuta…
Mi siedo tentando di guardare il soffitto e l’intervista ha inizio.
Silvia, benvenuta a Toronews, è veramente una sorpresa che tu sia ven… ehm che tu sia qui con noi.
Lei sorride divertita, il suo italiano è più che buono.
Io invece devo fare attenzione a quello che dico.
Silvia, ma davvero sei del Toro?
– Certo, lo sono diventata…
Puoi spiegarci come è successo?
Guarda (e io cerco di non guardare)… è capitato lavorando. Credimi, ho lavorato con molti attori ed i migliori che ricordo sono quelli che poi si sono rivelati essere tifosi del Toro… Così lo sono diventata anch’io.
Una notizia che non potrà che far piacere ai lettori di Toronews…
– Sì, siete veramente fantastici, vi si riconosce, come dire… al primo colpo…
Siete veramente determinati e… quali sono le parole…?  Inflessibili e rigidi nella vostra passione…
Sto per farle la seconda domanda, ma lei mi anticipa.
– Non trovi che faccia caldo qui dentro?
No, fa freddissimo. Estraggo una sciarpa dal cappotto che indosso a scanso di equivoci, anche se siamo in pieno luglio.
– Ti spiace se mi metto a mio agio?
No no, fai pure.
Qualcuno mi aiuti.

 

L’intervista prosegue.
Qual è secondo te il momento migliore per fare sesso?
– Guarda…
E due. Mi viene la tentazione di guardare sul serio, ma gli occhiali scuri fanno bene il loro dovere.
– ….il momento migliore per lasciarsi andare è quando la juve ha perso….
Soavi parole.
– …O addirittura quando la juve sta prendendo gol… quello è veramente il momento migliore per lasciarsi andare ai piaceri della carne…
Mica scema la ragazza.
Spesso ho associato la sensazione provocata dalla rete bianconera che si gonfia con l’orgasmo.
Eh sì, quante affinità!
E quanto la sa lunga. Soprattutto al maschile.

 

La gente vuole sapere. Quando è stata la tua prima volta?
– Oh, non posso proprio dimenticarla. Avevo ben 21 anni…
21????
– Sì, ho cominciato tardi, anche se poi…
Fa gli occhi dolci, ma io guardo contro il muro. Come Arturo. Che fa rima con "duraturo".
– Era la sera di Borussia Dortmund-juventus ed io e il mio ragazzo lo facemmo davanti al televisore. Per ben tre volte quella sera…
Ti sei trovata così male coi gobbi?
– Sì, decisamente. Per carità, non avrei mai dovuto accettare di recitare con loro, eppure ci sono stati tanti problemi…
Ci fai un esempio?
– Uno schizzo? E’ meglio che sia tu a…
NO! Non quello! Intendevo “Ci racconti qualcosa?”.
– Si fa in fretta a raccontare. Una volta dovevo girare una scena con sei degli Arditi…, sai, quelli della curva Scirea…
Oddio… – quasi mi rincresce per lei.
– Ebbene, questi si presentano, scuri, capello corto e pieno di gel, muscolazzi in vista, tatuaggiati, e sguardo incazzato…
Ebbene?
– Abbiamo avuto tanti problemi con…
Ho già capito, con la durata delle scene… – dico immaginando il resto – gente del genere avrà fatto durare 25 secondi scene da 20 minuti…
– No, non per quello!
Eh?
– Suca! Ah ah ah.
Facciamo il contrario?
– Ti va?
No! Vai avanti a raccontare.
– Ok, abbiamo avuto problemi con i dialoghi…
Trasecolo. Più o meno al 31/12/1999.
Con i dialoghi?
– Sì, perché la sceneggiatura prevedeva determinate battute, e loro ne pronunciavano altre… E tutto questo nonostante il “gobbo che li aiutava”. Tu pensa, un gobbo che aiuta i gobbi.
Ma scusa… – non ci capisco più niente – Quali battute dovevano pronunciare?
– Aaaahhhhhh…
E cosa dicevano invece?
– "Gu!" E alle volte aggiungevano “Minghia gjuve facci un goals”. Immagina il mio imbarazzo…
Certo, deve essere non poco imbarazzante stare col sedere per aria con uno che ti dice “Minghia ggjuve, facci un goals”.
Senti, visto che conosci l’ambiente granata, cosa mi dici del presidente Cairo? Sai qualcuno lo chiama “braccino”?
– Davvero? Che soprannome ingiusto. Io lo chiamavo “braccione”…
Ma davvero hai questa passione così sfrenata verso i tifosi del Toro?
– Sì, sessualmente sono fantastici…
E ti concederesti davvero volentieri a tutti loro?
(ride) – Bè, non scherziamo… proprio a tutti no…
Ecco fatto, fregati, penso.
– Ad esempio, nel mio ultimo film parlo (oddio… parlo.) parlo proprio di questo. Si intitola “Col Cavolo Ti Ciulo”.
Capisco, e non è il caso di approfondire.
O forse sì.
Passiamo oltre.
– E comunque negli anni scorsi ho girato alcune scene con qualche giocatore del Toro…
Che culo!
– Grazie.
Ma no, non dicevo a te… insomma, ricordi quali? Qualcosa ti è rimasto impresso in profondità?
– Bè…
Insomma, intendevo “Ti ricordi di qualcuno in particolare”?
– Sì, con uno che aveva il numero 8 girammo una scena in slow-motion, un altro invece era così basso che dovemmo farlo salire su uno sgabello per girare una certa scena…
Hai mai girato una scena con Pulici?
– Certo… il problema di Pulici è che con lui ci vuol lo schermo 16/9…
Il nostro mito non poteva tradire.
Silvia, una domanda che interesserà a tutte le migliaia di lettori che in questo momento stanno leggendo questa rubrica. Com’è il tuo uomo ideale? Intendo proprio quello dei sogni, quello che non hai ancora mai incontrato?
Lei fa una faccia da bambolina ingenua e ci pensa un po’ su.
– Guarda… (a ‘ridajje)… prima di tutto non deve avere troppi soldi. I soldi per me non sono affatto importante.
Giustissimo – mi lascio sfuggire.
– Non deve essere troppo giovane…
Bene!
Devo trattenermi, porco cane.
– Non deve avere una macchina nuovissima, non mi interessa qualche centimetro di lamiera in più…
Ottimo – preferisco non chiederle quali centimetri in più le interessino.
– E soprattutto deve dimostrare la sua creatività…
Certo.
Si mette male. Mi sto Salvaticizzando. Parlo come lui.
– Vedi… (e io vedo) il mio uomo ideale deve saper farmi volare con la fantasia…
Ovvio, naturale.
– Deve saper creare scenari fantastici e fantasiosi…
Sì…
– Paradisi spazio-temporali…
Comincio a sentirmi a disagio.
– Conosci ad esempio il tipo che scrive la rubrica Istantanee…?
No! Non so chi sia.
Mi si è inchiodata la mandibola.
– Come è possibile? Quello che scrive quei racconti qui su Toronews…
Assolutamente. Mai sentito.
Se non fosse che fa caldo, suderei ghiaccioli.
Sorride e ammicca, anche se non siamo nei sotterranei di Torino.
– Peccato che tu non lo conosca… Vorrei che qualcuno me lo presentasse. Se tanto mi dà tanto, uno che scrive racconti così lunghi… deve essere ben proporzionato…
Sì, guarda… una cosa spropositata. Un biscione. – mi sfugge – Lo usa come sciarpa.
– Va spesso in Nepal?
Quelli sono gli Sherpa…
– Ah, scusa… E tu comunque come fai a saperlo?
Questa è sveglia, mi sta mettendo all’angolo.
Ehm… ora che ci penso abbiamo giocato a calcetto insieme. E poi sono gay…
– Ma come fai ad averlo visto se sei cieco?
Dio mi aiuti, sono andato a cacciarmi in un casino.
No… non sono cieco… ehm… sono ceco dalla nascita, sono nato a Praga…
– Anche io sono nata a Praga e a te si sta allungando il naso…!
Già. E Dio voglia che sia l’unica cosa a farlo..
Comunque qui le cose si mettono male, scommetto che tra poco la ragazza, dopo avere confessato il suo amore per i tifosi del Toro, mi supplicherà di poter scrivere su Toronews.
– E comunque… – ammicca nuovamente maliziosa – …sono disposta a fare di tutto per avere un mio spazio su Toronews. Sono molto determinata quando mi ci metto… O viceversa.
Di tutto di tutto? – Le chiedo.
Lei sorride maliziosamente e fa segno di aver caldo.
Penso a tutta la Redazione.
Ho intravisto il segretario del Dottor Puzzetto arrampicato fuori dalla finestra.
Avrà di sicuro sbirciato e origliato.
E ora fuori dalla porta stanno distribuendo i numeri.

 

– Bene, l’intervista è terminata. Tra breve Thomas Turbato scomparirà  dalla scena.
Lui e il suo bastone.
Silvia, vuoi fare un augurio a tutti i tifosi del Toro?
– Sicuro! – fa il segno di mandare un bacio e poi aggiunge – So che il periodo non è dei migliori, ma… mi raccomando… tenete duro!
Certo, la stagione potrà anche andare male.
Ma su questo almeno penso che non ci sarà problema.

 

MAURO SAGLIETTI

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