Sprazzi di Toro

Sprazzi di Toro

 

di Giacomo Serafinelli

 

Buongiorno Toro…pronti via e granata in vantaggio. Per una volta il Toro ha cominciato una partita in maniera determinata e convincente e dopo tre giri di lancette si è trovato a condurre con un’azione tambureggiante: palla rubata a centrocampo, dialogo tra Iunco e Antenucci, il quale chiude il triangolo mettendo davanti al portiere l’attaccante brindisino. Uno…

 

di Giacomo Serafinelli

 

Buongiorno Toro…pronti via e granata in vantaggio. Per una volta il Toro ha cominciato una partita in maniera determinata e convincente e dopo tre giri di lancette si è trovato a condurre con un’azione tambureggiante: palla rubata a centrocampo, dialogo tra Iunco e Antenucci, il quale chiude il triangolo mettendo davanti al portiere l’attaccante brindisino. Uno a zero, palla al centro.

Questa partenza, insolita per il Toro di quest’anno, stupisce tutti: i tifosi, i cronisti e gli avversari.

Malauguratamente stupice anche i granata stessi che, pensando che le emozioni forti avrebbero potuto nuocere ai cuori dei tifosi, indeboliti da anni di sofferenza, sono prontamente rientrati nei ranghi. Ghiotta notizia per i rampanti giovanotti empolesi i quali, senza neanche troppa fatica, hanno cominciato a fare capolino dalle parti di Rubinho. Il portiere brasiliano ha sfoggiato alcuni dei suoi numeri migliori, quando tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, periodo in cui gli avanti toscani hanno prodotto il maggior sforzo, ha impedito a più riprese il pareggio. Ma anche i fortini più organizzati sono destinati a cadere, ed ecco che un tiro dal limite sugli sviluppi di un corner, ristabilisce la parità e congela la partita.

A quel punto le squadre hanno ripreso fiato per un po’, ma ancor prima che il Toro riuscisse a riordinare le idee, ecco ripartire l’Empoli con lo sforzo finale che, per nostra fortuna, non ha più trovato concretizzazione.

Direi che il giocatore granata simbolo di questa partita è stato, per vari motivi, Gabionetta.

Innanzitutto perché si è ormai guadagnato la maglia da titolare grazie ad una ritrovata ed evidente forma fisica. Con piacere lo abbiamo visto correre, inseguire gli avversari, contrastare e recuperare palloni. Ma proprio questo aspetto è indicativo di quanto il Toro abbia subito il gioco avversario.

Infatti Gabionetta è stato costantemente costretto a rimanere basso per inseguire Fabbrini, anziché proporsi sulla fascia e mettere in mezzo palloni per Bianchi.

Il gioco offensivo latita, e non solo da venerdì: sarà questione di geometrie o di mentalità?

Lo scopriremo presto, visto che domenica, per i Lerda boys, non ci saranno alternative alla vittoria.

Se poi oltre a vincere si dovesse anche convincere, non credo che nessuno si lamenterebbe.

 

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