Subito, adesso, ora!

Subito, adesso, ora!

di Marco Peroni

 

12 partite perse su 19 (almeno 5 o 6 delle quali giocando meglio degli avversari), 5 sconfitte in casa più il derby, 7 trasferte perse di fila compreso il derby, 3 gol presi dalla Lazio, 3 dal Catania (di cui uno con le mutande di fuori), 4 dalla Fiorentina nel giorno in cui il Presidente aveva chiesto di giocare per lui, 5 dal Bologna che senza quella partita ha…

di Marco Peroni

 

12 partite perse su 19 (almeno 5 o 6 delle quali giocando meglio degli avversari), 5 sconfitte in casa più il derby, 7 trasferte perse di fila compreso il derby, 3 gol presi dalla Lazio, 3 dal Catania (di cui uno con le mutande di fuori), 4 dalla Fiorentina nel giorno in cui il Presidente aveva chiesto di giocare per lui, 5 dal Bologna che senza quella partita ha fatto addirittura meno punti di noi, 3 dal Genoa in una trasferta che doveva segnare il rilancio, eccetera…

Tutto fa pensare che ci sia qualcosa che non va nella testa della squadra (non mi scappa niente, eh?), da risolvere con una certa urgenza.

Difesa: a Natali non piacciono le scivolate, specialmente fuori dall’area, gioca con i mocassini e sembra che da piccolo lo sgridassero parecchio, se per caso qualche volta tornava con i pantaloncini sporchi (una volta ha anche detto “giocare da Toro? Prego?”). Di Loreto è un ragazzo d’oro a cui affiderei i nipoti per un intera giornata, e sono sicuro che se andassi a riprendermeli alla sera loro mi direbbero “zio, per favore, lasciaci ancora qui un po’ con Di Loreto che è la persona più buona del mondo!”), Pratali sprigiona serietà e professionalità da tutti i pori, se fosse un giornalista io crederei a tutte le sue notizie e forse è per questo che non fa il giornalista; Dellafiore ha l’immagine dell’efficienza e del rigore, io se avessi un’azienda lo assumerei subito, Dellafiore, e leverei pure il cartellino da timbrare, sono sicuro che non mi fregherebbe mai.
Abbiamo una difesa di signori, ragazzi splendidi e figli ideali per qualsiasi padre, di samaritani, ma pure di cestisti: e può essere difficile salvarti in un campionato di calcio quando segui le regole del basket, quando provi a stoppare l’avversario senza toccarlo.

Centrocampo: Dzemaili è un ragazzo d’oro, gli voglio bene, parla seicento lingue e ha un talento che non vedevamo da una vita, (spero rimarrà sempre con noi) ma non l’ho mai visto arrabbiato, il che di solito non aiuta moltissimo la carriera di un centrocampista; Saumel ragiona incessantemente, mai una reazione fuori luogo, se due si picchiano davanti a una discoteca arriva Saumel e li riporta la dialogo. Barone è l’unico campione del mondo che non se la tira, uno che si adatta, sa fare un po’ di tutto, versatile e posato ma, ecco, non dormirei tranquillo se fosse la mia guardia del corpo. Zanetti, quest’anno, ha semplicemente male da tutte le parti.

Attacco: su Ventola non potrei essere obbiettivo perché non me lo ricordo, anche se al giorno prende più di quello che fatturo io in un mese. Amoruso verrebbe a prendere la palla anche in curva, se potesse, tanto gli sembra offensivo stare troppo vicino alla loro porta. Stellone fa dei numeri stupendi, ma a volte confonde la linea di centrocampo con quella dell’area e entra in fibrillazione a quaranta metri dalla porta. Bianchi ha sfogato tutta la cattiveria in dotazione dal Signore l’anno scorso, in quei cinque minuti contro di noi.

Ecco, lo dicono tutte le testate sportive più qualificate d’Italia, i ragazzi del Toro c’hanno un problema psicologico. Non riescono ad accettare l’idea che, quando incontrano il prossimo (specie nel prato verde) devono fargli del Male e non del Bene.

E’ una questione molto seria, e sono andato a leggermi Freud, uno che pure di calcio non capiva una cippa: ragionando su come fa la gente a superare certi complessi, scrisse che “è necessario passare per l’accesso alla genitalità, ossia con l’organizzarsi di tutte le pulsioni intorno al fallo”.

Ecco, organizziamo tutte le pulsioni attorno al fallo, prima che sia troppo tardi… Più fallosi che fallaci, con più falli che falle, e persino qualche fallaccio. Così, tanto per riprendere un po’ di fiducia e di gusto a non rimanere sempre di sotto…

Se no va a finire che falliamo nell’impresa di salvarci.

Poi magari il prossimo anno, visto che oltre alla buona volontà della società adesso c’è pure la società, penseremo a crescere e alla strutturazione del super-io.

 

Un abbraccio a tutti, Marco

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