Torino

Torino

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… ieri mattina non ho saputo resistere alla tentazione e allora mi sono infilata nella metropolitana. Direzione: centro di Torino.
Durante il tragitto verso la stazione sotterranea più vicina a casa, due cose hanno attirato la mia attenzione.
La prima: una scritta su un muro, tracciata con vernice spray nera. Recitava: “GRANATA ZECCHE”. Parlapà,…

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… ieri mattina non ho saputo resistere alla tentazione e allora mi sono infilata nella metropolitana. Direzione: centro di Torino.
Durante il tragitto verso la stazione sotterranea più vicina a casa, due cose hanno attirato la mia attenzione.
La prima: una scritta su un muro, tracciata con vernice spray nera. Recitava: “GRANATA ZECCHE”. Parlapà, ho pensato, due parole consecutive scritte correttamente. Dopo di che, mi sono autocongratulata per l’autocontrollo nel non sobbalzare dinanzi a tale ignominia e, terminato l’autocongratulamento, ho detto al muro: “Zecche sarete voi e zecchini (di peltro) i vostri bambini”. Viva la pace nel mondo, viva le sane reazioni emotive.
La seconda: un adesivo rotondo, ma soprattutto Granata, appiccicato sul palo di un segnale di divieto di sosta. Incurante del divieto, mi sono fermata a guardare l’adesivo su cui alcune lettere bianche esprimevano un concetto interessante: “SIETE SOLO QUATTRO GOBBI DI”. Accidenti: l’adesivo era danneggiato, non sono riuscita a leggere l’ultima parola, pazienza.
Pagato il pedaggio della lettura di questi due messaggi metropolitani, sono scesa nelle viscere della metropolitana. Tra l’altro… come devo chiamarla? La Metro? Il Metrò? E’ femmina o maschio? E chi se ne frega… in pochi minuti sono giunta a destinazione.
Mamma mia, quanta gente! Mi piace vedere la gente per strada a Torino, ma un po’ mi infastidisce: credo sia colpa della mia torinesità… bogianen si nasce e, a volte, si vorrebbe che bogianen fossero gli altri.
Comunque… che bella Torino. Vi ho mai detto che Torino è la città più bella del mondo? No? Che strano… riparo subito: Torino è la città più bella del mondo.
Tutta quella gente… chi più e chi meno, quasi tutti avevano un segno tricolore addosso o fra le mani. Io indossavo un cappello Granata. Un signore in piazza san Carlo indossava un giaccone Granata. Una ragazza nascondeva buona parte del viso in una sciarpa Granata. Abbiamo incrociato gli sguardi e ci siamo sorrisi con deferenza e complicità.
Altri tricolori: chi sul viso, chi sulle spalle, chi sul bavero della giacca. Non ho incontrato nessuno che indossasse roba bianconera: che strano. Anzi no: che normale.
Vabbe’. Ho camminato, fotografato, goduto della mia Torino, incontrato alcuni Amici e, una volta deciso di tornare a casa, giù nella metro (ho deciso che è femmina) mi son sentita dire: “E’ cambiato tutto eppure è sempre la solita solfa, néh?”. Era il mio Granatissimo vicino di casa. I begli incontri casuali di un giovedì di festa.
Così… per raccontarvi di Torino che è stata e – nonostante tutto – resterà Granata.
Io non demordo e, secondo me, neppure voi.
Buon fine settimana, néh?

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