Un gobbo Granata

Un gobbo Granata

di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… tre è un numero magico e tre sono i baristi gobbi che mi capita, volente o nolente, di trovarmi davanti alla faccia quando il caffè è l’unica via per fermarmi un momento a stare con me.
Da qualche giorno i baristi gobbi sono diventati due perché il terzo… oh be’, il terzo ha deciso di andare in giro per il mondo a far fortuna.

di Redazione Toro News
di Silvia Lachello

Buongiorno Toro… tre è un numero magico e tre sono i baristi gobbi che mi capita, volente o nolente, di trovarmi davanti alla faccia quando il caffè è l’unica via per fermarmi un momento a stare con me.
Da qualche giorno i baristi gobbi sono diventati due perché il terzo… oh be’, il terzo ha deciso di andare in giro per il mondo a far fortuna.
Si chiama Ricky ed ha l’età giusta per cercare e trovare la sua buona sorte.
Vi ho già parlato di lui: Il presente è il barista gobbo Riccardo che mi piglia per il culo ma poi dice "Mi dispiace…" con gli occhi inumiditi perché ha visto i miei occhi inumiditi. (http://www.toronews.net/?action=article&ID=17254).
Ci stavamo sul culo e per nulla cordialmente. Un rapporto improntato alla massima freddezza, alla reciproca antipatia. Ma il bar di Ricky era così comodo per i miei giri sempre sul filo del tempo…
Una mattina Ricky decide di gettare via la maschera dell’antipatico per chiedermi consiglio in merito ad una questione personale. E’ facile ascoltarlo: si mostra in tutta la sua fragilità, la fragilità che tutti hanno dentro, lo ascolto finché l’orologio alla parete non grida vendetta.
Il giorno dopo di nuovo, e quello dopo ancora e ancora e ancora.
Ci affidiamo l’uno all’altra con la semplicità e la linearità che l’amicizia prevede.
Cinque minuti ogni mattina. Il tempo di un caffè, di una condivisione, di un altro mattoncino.
Fino a venerdì mattina quando, un po’ esitante, mi dice che è l’ultimo giorno, che ha deciso di andare a cercarsi per il mondo.
E se da un lato la sua scelta mi riempie d’orgoglio (pssstt… io gli avevo consigliato di fare una scelta del genere…), dall’altro mi viene un po’ di magone. Mac ‘na frisa.
L’ultimo saluto, anche se le belle persone sono destinate a rincontrarsi (sempre), è un abbraccio lungo e stretto, con lui che mi dice ancora una volta “Forza giuve…” ed io che gli rispondo “Una me§da…”. Strano dirsi “Ti voglio bene” così.
Bravo Ricky: hai scelto te stesso. Da ora in poi tutto andrà bene: te l’ho promesso e sai che mantengo sempre le promesse.
A volte ci si traccia dei confini da non oltrepassare, poi ci si rende conto di averli delineati solo per passarci sopra… è quello che hai fatto tu, Ricky: sei andato oltre.
A modo tuo hai messo in pratica tutto il Granatismo che hai avuto voglia di imparare.
A modo tuo non sarai più in grado di dire “Forza giuve” senza pensare “…e sempre forza Toro…”.
A modo tuo sei uno dei nostri.
Con tutti i caffè che mi hai preparato, Ricky, ti dovevo almeno un Cappuccino.
Buona fortuna e a presto.

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