Un Toro vero….

Un Toro vero….

 

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro,

Mancano pochi minuti alle nove di sera,  l’arbitro ha appena  fischiato la fine della partita: a Vicenza si è smesso di giocare.

Ormai non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, non ci sono più santi da tirar giù…mi sto rassegnando?

No, no! Questo no! Noi siamo il Toro, siamo il Toro, siamo il Toro! Siamo il Toro?

Pur…

 

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro,

Mancano pochi minuti alle nove di sera,  l’arbitro ha appena  fischiato la fine della partita: a Vicenza si è smesso di giocare.

Ormai non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, non ci sono più santi da tirar giù…mi sto rassegnando?

No, no! Questo no! Noi siamo il Toro, siamo il Toro, siamo il Toro! Siamo il Toro?

Pur non essendo un tecnico, non faccio fatica a capire che questa squadra, esattamente questa, non è 

così debole. Non dovrebbe trovarsi a metà classifica in serie B. Eppure  è la realtà: siamo  facilmente  demotivabili, atleticamente friabili, tatticamente prevedibili.

Pur non essendo un tecnico, non faccio fatica a capire che chi sta in panchina non sempre riesce a svolgere efficacemente il suo lavoro: leggere le partite e saperle interpretare. Inoltre, credo che non sia necessario frequentare il corso di Coverciano per  imparare che per segnare non si devono inserire cinque attaccanti, ma è necessario saper effettuare un efficace gioco d’attacco, con gli uomini giusti nei ruoli giusti.

Pur non essendo un tecnico, non faccio fatica a capire che alcuni giocatori devono rifiatare. Non è conveniente mettere in campo chi già da mesi si trascina sulle gambe rimanendo sempre avulso dal gioco, sbagliando appoggi anche semplicissimi e mettendo in difficoltà i compagni.

Pur non essendo un tecnico, non faccio fatica a capire che, oltretutto, stiamo ricevendo torti arbitrali incredibili ed incredibilmente penalizzanti. Non stiamo giocando bene, e di certo non meritiamo il primo posto, ma quanto meno vorrei che ci venisse riconosciuto quello che ci spetta.

Ricevere mazzate ovunque, settimana dopo settimana, stagione dopo stagione, non fa bene a nessuno, ma non è motivo sufficiente per abituarci a quanto ci sta capitando.

Se non lo fanno il presidente, l’allenatore, i giocatori, facciamolo noi: alziamo la testa e tendiamo lo sguardo in avanti. Ripetiamo sempre, come un mantra: quando rivedremo un Toro vero?

Perché è un nostro diritto ed un nostro dovere pretenderlo. 

Qualcuno, prima o poi, dovrà ridarcelo.

 

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