Una settimana in Redazione

Una settimana in Redazione

di Silvia Lachello

 

Buongiorno Toro… tutto quello che avreste voluto sapere su come si svolge una settimana in Redazione, ma non avete mai osato chiedere.
Anzi: qualcuno me l’ha chiesto, qualcun altro ha una vasta immaginazione e la mette a (cattivo) frutto.
Adesso vi spiego come funziona e lo farò con tre parole: non lo so.
Però so che, quando accedo a Internet, il primo sito…

di Silvia Lachello

 

Buongiorno Toro… tutto quello che avreste voluto sapere su come si svolge una settimana in Redazione, ma non avete mai osato chiedere.
Anzi: qualcuno me l’ha chiesto, qualcun altro ha una vasta immaginazione e la mette a (cattivo) frutto.
Adesso vi spiego come funziona e lo farò con tre parole: non lo so.
Però so che, quando accedo a Internet, il primo sito che apro è Toro News.
“Bella forza,” direte voi, “ne fai parte!”.
No, il motivo è un altro. Io tifo Toro. Io voglio sempre sapere tutto sul Toro. Io trovo quello che cerco su Toro News. Punto. E non mi smarronate con la storia dell’abbonamento, non ho più voglia di discuterne. Anzi, facciamo un po’ di benchmarking: quanto costa una birretta allo stadio? Quattro euro? Quante ne bevete ad ogni partita? Tre? Bevetene due: l’abbonamento vi salterà fuori in un attimo e il vostro fegato vi vorrà molto più bene.
Disclaimer: questa non è pubblicità occulta o obbligata, è proprio quello che penso. Di questi tempi è sempre meglio precisare. Fine disclaimer.
Vi dicevo: non so come funzioni una settimana in redazione, ma ne vedo i risultati e sono lodevoli.
Quello che so, e anche piuttosto bene, è come funziona una settimana fra noi rubrichisti.
Oggi voglio condividere con voi parte del repertorio delle frasi standard di alcuni miei stimati colleghi e mie.
– Sono in alto mare per l’articolo di domani, ma qualcosa mi verrà in mente.
– Ma cosa ca§§o vuoi che scriva in questo deserto di eventi degni di nota?
– Ah no, basta, non ce la faccio più a reggere questi ritmi, spiegami tu come faccio!
– Io aggiungerei una virgola lì, io.
– Mi sono imbarcato in un’impresa titanica, spero di non incontrare nessun iceberg.
– Che precedenti ci sono per la prossima partita? Ah sì [segue sciorinata lunghissima e dettagliata, nonché esattissima, di dati].
– Il mio prossimo pezzo sarà una bomba.
– Adesso chiedo al Diretùr se posso saltare per una settimana.
– No, aspetta: prima devo parlare io con il Diretùr per capire se posso o non posso scrivere quella cosa là.
– Woofff!
– Tanto lo sapevo che andava a finire così… e non posso neppure scrivere proprio tutto quello che penso altrimenti non la passo liscia…
– Vuoi smetterla, per favore? E’ un pezzo fantastico.
– Basta, io me ne vado.
– Oh, caspiterina (il ‘caspiterina’, soprattutto i suoi sinonimi, va molto di moda fra di noi), e chi se lo ricordava che domani toccava a me pubblicare!
– Heiilàà, miticaaa! Come stai?
– Ma a te funziona Ciapaciuc? A me, oggi, sta letteralmente facendo sgonfiare gli ammennicoli/girare le ovaie/cadere i capelli/decidere di passare all’LSD. N.B. Ciapaciuc è il programma che ci permette di pubblicare gli articoli. È un bel programma, ha lo sfondo ‘verde impossibile’, una tonalità di verde non contemplata dal pantone.
– Hai voglia/tempo di rileggermi il pezzo prima che lo metta on line?
– Ma quanto ci hai messo a scriverlo? Dieci minuti??? ‘sti kezzz… spettacolo.
E così via.
Il copione è più o meno sempre lo stesso ed è un bel divertimento: paradossalmente ci distrae un po’ da tutto ciò di cui scriviamo e/o deliriamo: il Toro (sempre per amor di precisione).
Noi scriviamo e/o deliriamo dalla nostra postazione. Volete sapere com’è fatta? Ve lo dico subito: non lo so (repetita… e no, quella parola non la dico).
Cioè… vi spiego: la postazione di ognuno di noi è la notte, è un quarto d’ora (assolutamente Granata) rubato alla pausa pranzo, alla famiglia, agli amici, al cazzeggio, è accendere il PC e condividere un po’ di quel cuore spesso spezzato, più raramente alato, e poi… e poi continuare ad andare avanti.
Concludo questa interessantissima (sic) dissertazione con un augurio. Anzi no. Anzi sì. Uff… concludo con un Forza Toro. Tanto io lo so: parte in automatico e non lo si può fermare.
Qualcuno mi sa dire come fare a trasferire questo automatismo anche in campo?
Ciao, Sorelle e Fratelli… serenità.

 

 

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