Antonio Barreca: il quarto rinnovo col Torino ha un sapore diverso

Antonio Barreca: il quarto rinnovo col Torino ha un sapore diverso

Focus On / Il nuovo contratto sancisce l’affermazione del terzino sinistro in Serie A. E il vivaio granata torna a sfornare un calciatore da Nazionale: l’ultimo era stato Angelo Ogbonna

Il rinnovo in granata siglato dopo il match col Cagliari, coincidenza che diventa segno del destino e chiusura di un cerchio. Antonio Barreca blindato dal Torino fino al 2021 è la miglior notizia della domenica: il Torino blinda un calciatore di sicura prospettiva, che sistemerà la fascia mancina per parecchio tempo. Il nuovo contratto era nell’aria, è vero, perchè non c’era dubbio che un dirigente avveduto come il DS Petrachi avrebbe convinto il presidente Cairo ad un investimento maggiore per un giocatore – cresciuto in granata sin da bambino e quindi costato zero euro – che, per storia personale e qualità, riveste un ruolo importante nel Torino di oggi, dalla valenza tecnica ma anche simbolica.

FC Torino v SS Lazio - Serie A

QUARTO CONTRATTO – Il Torino tutto, del resto, ha sempre avuto fiducia nelle qualità del ragazzo. Le doti mentali, tecniche e fisiche di Barreca furono scoperte da Silvano Benedetti, che lo portò in granata nella categoria Pulcini, e sgrezzate dai tecnici del vivaio granata, ultimo e più importante Moreno Longo, che non esitò a lanciarlo in Primavera da sottoleva nella stagione 2012-2013. Proprio nel giugno 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto accade di solito, è Massimo Bava a portare per primo all’attenzione di Cairo quel ragazzo che a sinistra fila via come un Frecciarossa, proponendogli il primo contratto da professionista. La stagione seguente si conclude amaramente, con lo Scudetto Primavera perso ai rigori e un gol sbagliato proprio nella Finale Scudetto, ma Barreca è già prontissimo per il professionismo. Ancora Bava è decisivo nel gestire il futuro del ragazzo: prima con un adeguamento del contratto, poi con la scelta del prestito al Cittadella, piazza perfetta per la prima annata nel calcio “adulto”. Un’annata da titolare in Serie B, poi il terzo contratto siglato nel giugno 2015, prima del passaggio al Cagliari in prestito con diritto e controriscatto, con scadenza 2019.

RISCATTO E CONTRORISCATTO – In Sardegna, Barreca ha come concorrente a sinistra il prodotto di casa Nicola Murru, ma riesce ugualmente ad imporsi, tanto da convincere il DS Capozucca ad esercitare il diritto di riscatto. Il Torino a sua volta esercita il controriscatto con modalità thriller – a dieci minuti dal termine temporale dello scorso 25 giugno – ma con uno sforzo che adesso fa sorridere per la sua esiguità rispetto al valore odierno del giocatore: sono bastati 300.000 Euro. Il Toro lo mette a disposizione di Mihajlovic con l’intenzione di farlo valutare a Bormio per poi decidere le sorti del giocatore. E il tecnico serbo capisce subito che Barreca è pronto: seppure decida di puntare – almeno per l’inizio stagione – sul più navigato Cristian Molinaro, fa capire di volerci puntare per i mesi successivi.

NULLA DI PIU’ FACILE – Durante Torino-Empoli la svolta che, come spesso accade nel calcio, è dovuta ad una disgrazia di un compagno, con Molinaro che esce in barella per l’infortunio del crociato a mezzora dal termine della partita. E’ la chance di Barreca e lui la sfrutta con naturalezza impressionante, da giocatore già grande e palesemente nato per esibirsi sui massimi palcoscenici. Il resto è storia, per un giocatore che alla prima stagione in Serie A è diventato punto fermo – non c’entra la mancanza di reali alternative – di una squadra che come obiettivo ha la qualificazione all’Europa League.

Barreca, giocatore vero, fatto e finito che è il prodotto del lavoro e della lungimiranza di una società intera, dal presidente Cairo all’ultimo dei dirigenti delle giovanili di un club che è tornato a produrre un calciatore da Nazionale, il primo dopo il classe 1988 Angelo Ogbonna. Ora Mihajlovic se lo coccola, Ventura lo segue da vicino, il pubblico granata lo vede capitano del futuro. Soprattutto, i ragazzini della Scuola Calcio granata guardano Barreca e capiscono che nel Torino si può diventare calciatori e uomini veri: e forse è proprio qui che sta l’importanza del rinnovo di Antonio Barreca.

1 commenti

1 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Gio - 4 settimane fa

    Un tempo ne sfornavamo uno-due l’anno. Molti andavano poi in Nazionale. Basta crederci, i ragazzi di Torino hanno lo stesso talento e le stessa capacità di quelli brasiliani, slavi o argentini. Ma in più hanno il senso di appartenenza, cosa che nella storia ci permetteva di non essere mai una squadra qualsiasi: ripartiamo da lì.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy