Atalanta-Torino, gli intrecci di mercato: da Lentini a Zappacosta e Baselli

Atalanta-Torino, gli intrecci di mercato: da Lentini a Zappacosta e Baselli

Orobici e granata nel corso della storia hanno concluso numerose trattative, da una parte e dall’altra: ecco alcuni dei giocatori più famosi ad aver transitato dalle due sponde

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Atalanta e Torino, nel corso degli anni, hanno saputo concludere diverse trattative di calciomercato, alcune di esse dal valore specifico davvero importante. La sinergia tra le due squadre non si è spenta con gli anni, e anche nelle ultime sessioni mercatare, le due società hanno avuto modo di confrontarsi su diversi giocatori. Ma, vediamo nel dettaglio, i giocatori più importanti ad essere passati direttamente da una squadra all’altra.

PORTA E DIFESA – Volendo procedere ruolo per ruolo, in porta come dimenticarsi di Massimo Taibi, che dopo 4 anni in nerazzurro, nel 2005 abbraccia il primissimo Toro dell’era Cairo, difendendo i pali granata fino al 2007. Nel mezzo, la splendida promozione in Serie A. La difesa, invece, gira intorno ad un nome storico: quello di Andrea Mandorlini, la cui carriera da calciatore, partì proprio dal Torino, tanto che egli stesso ha più volte dichiarato di ritenersi uno degli ultimi figli del Fila. Questo, tuttavia, non bastò per assicurarsi la permanenza in granata che si vanificò nel 1980, proprio con il trasferimento all’Atalanta, anche se solo per un anno. Completano il reparto Claudio Rivalta, che arriva in granata da Bergamo nel 2009, e soprattutto Davide Zappacosta, arrivato per 4 milioni di euro la scorsa estate dal club orobico, insieme al compagno Daniele Baselli.

CENTROCAMPO – E’ proprio il classe ’92 ad essere la punta di diamante di questa mediana immaginaria: come lo scorso anno, anche in questo avvio di campionato Baselli si sta dimostrando super in forma. La speranza è che lo svolgimento sia diverso rispetto alla stagione passata. Andando indietro negli anni, poi, era il 1994 quando Daniele Fortunato, dopo due anni e una Coppa Italia a Torino, decide di tornare all’Atalanta, squadra in cui concluderà la sua carriera, dopo 3 stagioni in nerazzurro. Come dimenticarsi, poi, dell’albanese Migjen Basha, e volendo essere più nostalgici, chi si ricorda di Bruno Bolchi? Cresciuto nell’Inter – squadra di cui poi diventò capitano, e con cui vinse anche una Coppa dei Campioni – Bolchi transitò per un anno a Bergamo, durante il campionato ’64-’65. Di lì l’approdo al Torino, con 5 stagioni trascorse sulle rive del Po. Qui chiuderà la sua carriera nella massima serie, cui andrà ad aggiungersi uno spezzone alla Pro Patria.

ATTACCO  – Tre nomi per l’attacco: Gianluigi Lentini, Giorgio Bresciani e Nicola Ventola. Fu l’Atalanta l’ultima tappa percorsa dal figliol prodigo Lentini prima del definitivo ritorno a Torino, dopo quella peregrinazione che era cominciata con la cessione al Milan. Certo, il Lentini del 1997 era un’altra cosa rispetto a quello che era partito, ma l’affetto dei tifosi granata era rimasto intatto, e così il suo arrivo da Bergamo fu salutato con grande calore e grandi aspettative. Per Bresciani, invece, l’Atalanta fu una parentesi all’avvio della carriera , prima di tornare a Torino, dov’era cresciuto calcisticamente e dove aveva esordito in Serie A. Infine, Nicola Ventola: arriva a Torino dall’Atalanta nel 2007, ma le due stagioni che passerà sotto la Mole sono tutto meno che positive, con appena 7 gol segnati tra Coppa Italia e campionato.

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  1. peter1 - 7 mesi fa

    Nonostante la rivalità accesa fra le due tifoserie, Torino e Atalanta si somigliano per l’attenzione costante dedicata ai settori giovanili. Occhio a Kessie, giocatore ivoriano di cui sentiremo parlare spesso in futuro, magari in maglia granata. Per il passato un ricordo: Daniele Fortunato seppe integrarsi benissimo negli schemi di gioco di Mondonico.

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