Attenti a quei due…

Attenti a quei due…

“Attenti a quei due” non é solo il titolo di una delle più celebri serie televisive di tutti i tempi o, più modestamente, della nuova diretta tv sul Toro che ha preso il via ieri sera su Retesette, ma anche il pensiero ricorrente dei tifosi granata in queste settimane. “Attenti”, é la supplica e al tempo stesso l’avvertimento che, nelle intenzioni, dovrebbe arrivare a Cairo e Petrachi. “Attenti”,…

“Attenti a quei due” non é solo il titolo di una delle più celebri serie televisive di tutti i tempi o, più modestamente, della nuova diretta tv sul Toro che ha preso il via ieri sera su Retesette, ma anche il pensiero ricorrente dei tifosi granata in queste settimane. “Attenti”, é la supplica e al tempo stesso l’avvertimento che, nelle intenzioni, dovrebbe arrivare a Cairo e Petrachi. “Attenti”, perché altrimenti ci arrabbiamo, ma anche e soprattutto perché con loro quasi certamente si va in Serie A, anche se poi ovviamente entrano in gioco mille variabili, in un campionato lungo; ma attenti perché, di sicuro, senza di loro questa squadra non va da nessuna parte.

Purtroppo, però, questa soglia di “attenzione” molto alta andrà tenuta tale fino alle ore 19 di domani, perché tutto può succedere. Chiunque millanti certezze in merito alla conclusione di queste infinite vicende si diletta nell’arte della predizione; il massimo possibile in fatto di certezze é fare il punto, se si possiedono tutte le informazioni necessarie, sullo stato delle cose in questo momento specifico. Consci però che ogni cosa può cambiare, e che le ultime 48 ore di mercato hanno il potere di stravolgere ogni situazione apparentemente ferma.

Così, per Bianchi registriamo come, dopo quelle di Atalanta, Parma e Genoa (tutte regolarmente recapitate in via dell’Arcivescovado su carta intestata), anche l’offerta degli scozzesi del Celtic sia stata rifiutata da Cairo. Motivo? Il solito: troppo bassa. Per lo meno rispetto a quel che chiede l’editore, il quale parte da una base di 8 milioni, pur essendosi con il tempo rassegnato a scendere anche fino a 5. Ma non ai 2,5-3,5 fra cui oscillano le proposte pervenute.
Ma c’é qualcosa dentro il bomber che sta cambiando. Se, infatti, fino a pochi giorni fa era maturata in lui la convinzione che fosse ormai impossibile non andar via, non per fuggire la B ma per evitare un’altra annata all’insegna di equivoci tecnici come accaduto l’anno scorso, ora la prima uscita di campionato ha rinfrancato il capitano. Il quale inizia a pensare che, dopotutto, forse anche con questo nuovo tecnico che apparentemente non lo voleva ci si può divertire. E si può fare bella figura.

Discorso diverso, invece, per Ogbonna. Il quale ha ricevuto offerte piuttosto corpose, ma anche in questo caso non abbastanza per il presidente granata che spara piuttosto alto. Così, dopo aver fatto scappare il Valencia, ora Cairo vede riaccendersi l’interesse del Napoli e sente sirene da Roma, sponda giallorossa e sponda biancoceleste. Ma se il club di DiBenedetto sta nuovamente puntando Kjaer, quello di Lotito continua a pensare al centrale della Nazionale: peccato che una delle due contropartite messe sul piatto, Diakité, non pare troppo convinto di accettare il Toro. In merito all’interesse delle squadre della capitale, lo stesso numero uno del Torino dice brevemente: “Non c’é da preoccuparsi“.
Il Napoli c’é, De Laurentiis fa una pretattica apparentemente astuta, intanto suggerisce a Rinaudo di fare un pensierino al granata. Ma anche lui, come tutti gli altri, non intende accontentare le richieste di Cairo.

Sia per Ogbonna che per Bianchi, in questo preciso momento (metà mattina del penultimo giorno di mercato), le probabilità di permanenza sono ben più alte di quelle di cessione, in particolare per il difensore.
A scanso di rischi, i sostituti vengono comunque sottoposti a un certo numero di telefonate, giusto perché sappiano che il Torino per loro non é ancora sparito, anzi potrebbe chiamarli per un incontro e una firma proprio domani. E queste persone rispondono ai nomi di Maccarone, Paolucci, Bellusci, Rinaudo. Nomi di buon valore, senz’altro più che all’altezza per la categoria. Ma forse non per sostituire due come “quei due”, e quasi certamente non abbastanza per soddisfare il cuore dei tifosi.

(foto M.Dreosti)

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