El Kaddouri e il Torino: l’importanza di trattenerlo in granata

El Kaddouri e il Torino: l’importanza di trattenerlo in granata

Calciomercato / Il futuro del ‘Sultano berbero’ in bilico; perderlo potrebbe essere un problema per i granata. E il Napoli non molla l’osso

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Sta arrivando la fine di giugno e per il mercato del Torino si tratta di giorni decisivi, legati soprattutto ad un nome e un cognome, quelli di Omar El Kaddouri.

LA SITUAZIONE – Come abbiamo già spiegato le date fondamentali per la soluzione della vicenda che coinvolge il belga-marocchino sono quelle che vanno dal 22 al 27 giugno. Il ‘Sultano berbero’ è in granata con la formula del prestito con diritto di riscatto ma il Napoli, società detentrice del cartellino del giocatore, ha la possibilità di esercitare a sua volta un controriscatto. Per la società di Via Arcivescovado la possibilità di esercitare il riscatto va dal 22 al 24 giugno, mentre i partenopei avranno eventualmente tempo dal 25 al 27 per far valere il controriscatto. I granata però sono scoraggiati nell’agire dalla cifra del riscatto, giudicata eccessivamente alta: si parla di 4,7 milioni di euro e il Toro non ha intenzione di ragionare su queste basi, visto che in divenire nel frattempo c’è anche la ‘questione Benassi’. La risoluzione della situazione in cui è invischiato il nazionale marocchino non pare però prioritaria per la società di Aurelio De Laurentis e questo potrebbe complicare ulteriormente la trattativa, sebbene Petrachi si stia adoperando in tutti i modi per cercare di dare alla vicenda un finale positivo per il Toro. Inoltre le sirene del campionato inglese non facilitano certo il compito alla società granata.

L’IMPORTANZA DI OMAR – Dal punto di vista puramente del campo però un’eventuale perdita di El Kaddouri sarebbe per il Toro un colpo duro da assorbire. Il 24enne centrocampista nato a Bruxelles è di fatto l’unico portatore di palla puro che il Torino ha attualmente in rosa e probabilmente anche il miglior giocatore della squadra dal punto di vista tecnico. Si tratta del solo elemento  che può fornire un contributo di qualità in un centrocampo muscolare, tenace ma certamente non eccelso in quanto ad abilità tecniche. L’acquisto di Acquah serve a dare ulteriore sostanza, ma manca attualmente al Torino un giocatore che possa anche solo avvicinarsi per caratteristiche ad El Kaddouri. Non a caso Omar è stato talvolta anche utilizzato da Ventura come vero e proprio trequartista dietro le punte. La società ovviamente lo sa e non vuole rinunciare a quella che è la vera differenza qualitativa della squadra; purtroppo però vanno tenute in conto anche le dinamiche del calciomercato ed è chiaro che di fronte ad un muro come quello eretto finora dal Napoli diventa difficile avere dei margini per risolvere la trattativa in maniera soddisfacente per i granata.

MAGGIORE CONTINUITA’ – Le prestazioni del ‘Sultano berbero’ quest’anno certamente hanno fatto storcere il naso a qualcuno, con un inizio di stagione al di sotto delle aspettative e un rendimento complessivo che non ha replicato l’annata di grazia 2013/14, nella quale l’ex giocatore del Brescia aveva messo in mostra tutto il suo repertorio, anche in fase realizzativa. E’ chiaro che se El Kaddouri dovesse rimanere in granata gli si richiederebbe un rendimento più continuo e anche un maggiore apporto in fase realizzativa. Rinunciarci però sarebbe davvero un peccato e costringerebbe la società a guardarsi intorno sul mercato in cerca di una alternativa all’altezza.

Gli interessi, i sondaggio dall’estero non mancano di certo. Soprattutto dalla Premier pronta ad assicurare al giocatore uno stipendio e un livello calcistico medio (spiace ammetterlo) migliore rispetto a quanto offre il questo momento il calcio italiano. Il Southampton è sempre lì alla finestra con Raiola ad oliare gli ingranaggi. Nelle ultime ore pare che gli inglesi abbiano sondato anche il profilo di Benassi, ma questa è un’altra storia.

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