Calciomercato Torino: il Dortmund torna su Glik per il dopo Hummels

Calciomercato Torino: il Dortmund torna su Glik per il dopo Hummels

In uscita / L’Europeo farà da spartiacque per il capitano granata

34 commenti
Glik, Derby, Juventus-Torino, Crisi

Non è stata la migliore stagione in granata di Kamil Glik: ormai questo non è un segreto. Come non lo è, d’altra parte, che le pressioni sul centrale polacco non si sono allentate neanche dopo questa annata, anzi: alla finestra degli interessati si affacciano sempre più curiosi, non ultimo il Borussia Dortmund. Dopo la cessione di Hummels , infatti, ultimo di una lunga lista di talenti passati dai gialloneri al Bayern Monaco, il club della Renania ha iniziato immediatamente a guardarsi intorno in cerca di un giocatore che possa sostituire il nazionale tedesco.

E la scelta sembra essere caduta proprio sul profilo del capitano granata, che, nonostante la stagione al di sotto delle attese, rimane uno dei difensori più desiderati sul mercato europeo, attraendo l’interesse anche dello Zenit San Pietroburgo, del Besiktas, del Leicester e del Monaco (francese). Certamente, però, l’anno sottotono non sarà privo di conseguenze: difficile immaginare che i granata possano cedere il proprio capitano al prezzo fissato la scorsa estate (20 milioni). Più verosimilmente, la cifra non dovrebbe superare i 14 milioni di euro, che comunque permetterebbero alla società di proseguire sulla strada delle plusvalenze e della leva di nuovi giovani.

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Tuttavia, prima di chiudere il discorso della cessione, il Torino vorrebbe aspettare l’Europeo, dove la Polonia di Glik è attesa come una delle squadre che potrebbe sorprendere. Ecco che, dopo un torneo in cui i biancorossi si siano resi protagonisti e il centrale sia tornato sui suoi livelli abituali, le quotazioni potrebbero tornare a salire, ponendo il club di via dell’Arcivescovado di nuovo con il coltello dalla parte del manico in caso di trattativa, con la capacità di aprire un’asta per il proprio leader. Asta che, con l’arrivo – o per meglio dire, ritorno – del Borussia Dortmund, si avvale di un altro interessato (e interessante) competitore.

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  1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

    Anche se rapportando le due presidenze in momenti effettivamente diversi,
    mi sembra fuori luogo far un confronto fra Pianelli e Cairo, il primo in venti anni ha vinto uno scudetto, due Coppe Italia, ha conquistato tre secondi posti, ha vinto 4 campionati Primavera, non è mai retrocesso e al contrario di quanto dice Abatta non è mai successo che ci siamo salvati all’ultima giornata (nella stagione 80/81 allenava Rabiiti poi subentrò Cazzaniga e ci salvammo alla penultima come l’anno dopo con Giacomini appunto) ha portato al Toro calciatori del calibro di Baker, Law, Meroni, C.Sala con esborsi per quei tempi non alla portata di tutte le società, ma a parte i successi, sembra che in seguito alle susseguenti indagini della GdF risultarono ammanchi nella società Pianelli & Traversa a favore dell’ AC Torino e non il contrario.
    Negli ultimi anni con le sue società in crisi immise molto meno denaro e la società si affido in gran parte ai Primavera, difatti nell’82-83 vendette a S.Rossi.
    Consiglio ai tifosi che non lo hanno mai letto il libro “Orfeo Pianelli, il Presidente del Toro campione” un libro che rende quel che merita un grande presidente.

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  2. abatta68 - 1 anno fa

    …Pianelli… io me lo ricordo il campionato dell 80/81, con allenatore Giacomini… ci siamo salvati all’ultima giornata! questo appena 5 anni dopo aver vinto lo scudetto! e Graziani, Pecci, Sala, Castellini non se ne erano andati via per 15milioni di euro come potrebbe essere per Glik, ma per un pugno di mosche… Pianelli…
    E con Borsano è già tanto se non ci hanno arrestato tutti, casa per casa!!

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    1. prawda - 1 anno fa

      Direi che i ricordi sono molto sbiaditi. Giacomini e’ stato allenatore nel 1981/82 e quell’anno siamo arrivati ottavi e siamo arrivati in finale di coppa Italia perdendola contro l’Inter; tutto questo con una squadra piena di ragazzi provenienti dal vivaio. Insomma rispetto alla stagione attuale un trionfo. Un ultima considerazione Pianelli e’ stato un grandissimo Presidente, che del Toro era tifoso e che nel Toro ci ha investito tanto, al contrario di quello attuale.

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      1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

        Inoltre negli ultimi tre anni di Pianelli nonostante tutte le vicissitudini si arrivo’ per ben tre volte in finale di Coppa Italia, mi pare due perdendole ai rigori.
        Incredibile che da alcuni gli viene preferito Cairo.

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        1. prawda - 1 anno fa

          Tre finali consecutive, una maledizione. Perdemmo due volte con la Roma ai rigori e la terza con l’Inter facendo oltre 60000 spettatori al ritorno al vecchio Comunale, con il pareggio di Altobelli purtroppo su un errore di Copparoni. Davvero e’ per me incomprensibile come qualcuno possa anche solo mettere vicino a Pianelli l’attuale presidente. Pianelli e’ stato un grandissimo Presidente, non solo era davvero granata dentro ma ha investito sul serio nel Torino, perche’ quella era ed e’ l’unica strada per poter pensare di conseguire dei risultati.

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  3. abatta68 - 1 anno fa

    Le società di calcio (tutte, a livello professionistico) sono società private, che sono normate da delle leggi di natura economica… se ci stai dentro continui, altrimenti fallisci. Non è questione sportiva… è questione economica! Non è che se non vinci non pratichi uno sport…questo per rispondere a Toromaremmano. Rispetto ai bilanci, sembra che solo Cairo abbia questa grande colpa, ma forse qualcuno si è già dimenticato la fine di presidenti come Pianelli e Borsano (bancarotta fraudolenta), giusto per citare i due che hanno riportato, seppur per poco tempo, il Toro a livelli competitivi. Il Toro che in tanti abbiamo osannato e ricordato per quelle vittorie era lo stesso che negli anni seguenti aveva portato un’intera curva Maratona a esporre striscioni da 50metri con scritto “Pianelli vattene!”, “Sergio Rossi infame”, “Borsano ladro” e chi più ne ha più ne metta!

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    1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

      A livello dilettantistico puoi benissimo partecipare e non vincere, a livello professionistico non so a una società come la nostra che soddisfazione può dare veleggiare fra il 7° e il 15° posto e non dico vincere qualcosa ma almeno partecipare spesso alle coppe europee.

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    2. prawda - 1 anno fa

      Quale senso abbia partecipare senza alcuna prospettiva di conseguire dei risultati decenti faccio davvero fatica a vederlo. Avere come obiettivo l’ottavo posto o la salvezza mi pare molto poco entusiasmante, ma probabilmente per qualcun altro vale la pena di festeggiare. Io mi sarei ripsarmiato di accumunare Pianelli con Cairo, a parte per i risultati sportivi conseguiti che sono enormemente diversi, il primo era davvero un tifoso del Toro e soprattutto nel Toro ci ha investito, il secondo non e’ mai stato tifoso del Toro e nel Toro non ci ha investito nulla.

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  4. Marco Toro - 1 anno fa

    Rispetto tutte le opinioni anche perché la mia è solo una visione soggettiva dei fatti, ringrazio chi mi ha fatto complimenti e anche chi ha espresso la sua legittima opinione sulla mia analisi. Su alcune cose forse non sono stato capito ad ogni modo è ovvio che la crescita dei risultati sportivi non sempre va di pari passo con la crescita societaria e io aggiungo per fortuna se no vorrebbe dire che vince sempre chi spende di più.. I risultati sportivi dipendono da moltissimi fattori è chiaro però che più aumenta il potere di acquisto e più le possibilità di raggiungere buoni risultati sportivi aumenterà. Ad ogni modo vi assicuro che se il Torino ogni estate venderà uno a 20 e ne comprerà 3 a 7 mil la squadra diventerà sempre più forte e il potere di acquisto sarà sempre più alto perché se le cose continueranno a funzionare come negli ultimi anni quelli che ora valgono 7 fra qualche anno varranno 10 o 15 o 20 mil. Non sempre va tutto bene ma l’errore può essere previsto è limitato. Il Napoli ha dovuto vendere Lavezzi e Cavani per potersi permettere gente come Callejon, Mertens e Higuain. Inoltre ragazzi nessun imprenditore investe tutti gli anni i soldi propri nella propria azienda anzi.. Un qualsiasi imprenditore investe i soldi propri solo i primi anni poi negli anni successivi investe gli utili della società non più i suoi soldi personali né il Torino sta facendo lo stesso, investe gli utili in giocatori.. La scorsa estate gli investimenti sono stati Belotti, Baselli, Zappacosta.. Scusate ma non ho mai sentito di un imprenditore che tutti gli anni investe i propri soldi nella propria società perché questo vorrebbe dire che tutti gli anni deve ripianare debiti.. Le imprese si devono autofinanziare da sole. L’unica cosa che cambia è l’entità del investimento iniziale che ti permette di partire da una base più o meno buona.

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    1. prawda - 1 anno fa

      Ovviamente ognuno ha ed esprime una opinione personale non certamente delle verita’ assolute. Restano pero’ i fatti che dicono che nel Torino Cairo di investimenti non ne abbia mai fatti, non solo adesso, ma anche nei primi anni, dove ha solamente ripianato delle perdite dovute agli anni di serie b con le entrate da dirtti televisivi quasi azzerati e che sono in ogni caso molto meno di quanto si legge, visto che il Torino ha aderito al consolidato fiscale con UT nella veste di consolidante. Non e’ assolutamente vero che vendendo ogni anno il migliore giocatore od i migliori giocatori ed investendo buona parte di quanto ricavato in giovani scommesse la squadra ne benefici, basta vedere l’Udinese che e’ passata dal fare la Champions a lottare per non retrocedere; perche’ non e’ scritto da nessuna parte che quelli che si e’ pagato 3 valgano dopo qualche anno 10, basta pensare a Martinez pagato 3,2M che oggi ben difficilmente verrebbero incassati o a Sanchez Mino preso per 3,5M e che oggi sicuramente non tornerebbero, solo per fare due esempi. E’ vero che un imprenditore investe nei primi anni e poi per continuare a far crescere la propria azienda dovrebbe usare solo una parte o tutto l’utile di esercizio, perche’ giustamente le imprese devono stare in piedi con le proprie gambe, ma nel caso del Torino se togliamo il player trading l’utile non c’e’ piu’. Questo senza contare che non essendo il calcio una normale azienda vi sono invece imprenditori che per passione, per tifo investono ogni anno nella loro squadra come per esempio fa il Sassuolo con Mapei come main sponsor.

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      1. Marco Toro - 1 anno fa

        Non ho mai scritto che Cairo ha investito sul Toro anzi penso anche io che purtroppo non lo ha mai fatto, l’udinese difficilmente spende 7-8 mil. per un calciatore e la sua gestione è molto diversa da quella del Toro quindi io resto convinto di quello che ho scritto sulla crescita vendendo uno a 20 e comprando 3 a 7 mil. Ripeto che nessun imprenditore investe tutti gli anni soldi propri nella propria azienda.. La Mapei come qualsiasi altro sponsor di serie A investe in pubblicità creandosi costi sui quali non dovrà pagare tasse a fine anno. Se davvero lo facesse per passione dovrebbe trovare uno sponsor e poi metterli di tasca sua e non prenderli dalle casse della Mapei

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        1. prawda - 1 anno fa

          Io continuo a pensare che vendere un giocatore forte per prendere tre scommesse, che possono crescere ma anche restare tali, non porti alcun beneficio ma anzi l’anno in cui sbagli gli acquisti rischi. Vero che la Mapei lo porta come costo ma potrebbe farlo anche Cairo che invece se ne guarda bene ed in ogni caso 22M come main sponsor sono una cifra enorme, totalemente fuori mercato, che Squizzi versa per il Sasssuolo, non certo per l’eventuale ritorno pubblicitario.

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          1. Marco Toro - 1 anno fa

            Giustamente ognuno la pensa a modo suo, il tempo ci dirà chi aveva ragione.. Per quanto riguarda Squinzi, certo che lo fa per la pubblicità se no avrebbe molto più senso trovare un altro sponsor che metta soldi più i 20 mil (o quello che è) che mette lui, non trovi?

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          2. prawda - 1 anno fa

            Perdonami ma 22M come main sponsor e’ una follia, i gobbi ne incassano 17M, e’ chiaro che metta dei soldi nel Sassuolo e non per la pubblicita’. Poi e’ vero ne recupera una parte per via della mancata tassazione su quegli importi, chiaro che sfrutti quello che alla fine gli costa meno, ma fa sempre un investimento che qua a Torino possiamo solo sognare.

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    2. abatta68 - 1 anno fa

      Moratti lo ha fatto… e infatti è sotto di brutto!!!

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  5. ziocane66 - 1 anno fa

    A me se Glik va via dispiace perchè ricordo quello che ha dato negli anni scorsi. Ma se il suo male oscuro prevede di lasciare Torino che sia così!

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  6. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

    E il progetto quale sarebbe stato? vendere Immobile per riprenderlo con Glik qualche anno dopo?
    Qui abbiamo perso il senso della parola sport e siamo diventati tutti economi, a parte De Coubertein si partecipa per vincere non per prendere il Financial Fair Play.

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  7. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

    E il progetto quale sarebbe stato? vendere Immobile per riprenderlo con Glik qualche anno dopo?
    Qui abbiamo perso il senso della parola sport e siamo diventati tutti economi, a parte De Coubertein si partecipa per vincere non per prendere il Financial Fair Play.

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    1. abatta68 - 1 anno fa

      ah beh… se per te è cosa facile scambiare alla pari un omone con i piedi di ferro con un centravanti che in tre anni è stato capocannoniere prima in serie B e poi in serie A ed è arrivato in nazionale… ti facciamo direttore sportivo entro domani!

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  8. abatta68 - 1 anno fa

    Qualcuno si dimentica che Glik e Darmian non li voleva nessuno e che, soprattutto il primo, al primo anno non è che facessero sfracelli. Glik lo abbiamo preso per 2 milioni e faceva più danni che altro… ora si “rischia” di cederlo a 15 milioni dopo un’annata tutt’altro che memorabile… di questo, quando si parla di Cairo, Petrachi e di Ventura, nessuno si ricorda. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare su Ogbonna, Cerci o Immobile che, tra l’altro, potrebbe essere di nuovo un giocatore del Toro a tutti gli effetti, cosa che mai più speravo. Potrebbe succedere proprio grazie alla cessione di Glik, uno dei tanti che abbiamo pagato 2 milioni…

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  9. prawda - 1 anno fa

    Io invece non riesco a vedere nessun progetto di crescita o meglio vedo semplicemente la necessita’ di restare in serie a per mantenere gli incassi dei diritti televisivi, che rappresentano oltre il 70% dei ricavi, ma di sviluppo della societa’ o di obiettivi per migliorare i risultati sportivi non mi pare ci sia alcuna traccia. Lo si evince dai bilanci dove il valore della rosa dopo sei anni e’ sostanzialmente simile (20,15M nel 2009 contro 25,9M nel 2014) ma soprattutto le entrate non sono praticamente aumentate ad eccezione dei diritti televisivi; una societa’ cresce e si sviluppa se e’ in grado di aumentare il proprio fatturato mentre il Torino ha aumentato le entrate quasi unicamente attraverso le plusvalenze che ovviamente non sono entrate ripetibili. Non va nemmeno confuso un giocatore con una macchina; se in una azienda potrebbe essere analogo avere una macchinario da 15M o cinque da 3M, non lo e’ nel calcio e non solo perche’ in campo si va in undici, quindi non si potra’ sostituire il giocatore da 15 con cinque da tre ma solo con uno, ma soprattutto perche’ mentre si puo’ avere un minimo di certezza sul rendimento di chi viene venduto, non ci sono certezze su chi viene acquistato, soprattutto se si tratta di giovani scommesse. D’altronde lo si vede di riflesso nei risultati sportivi ottenuti: da un settimo posto al termine del quale venivano ceduti Cerci ed Immobile, ad un nono posto l’anno successivo con la cessione di Darmian, all’attuale undicesimo ad una giornata dalla fine; perche’ l”udinese insegna che vendendo ogni anno i migliori giocatori alla fine si finesce inevitabilmente per scendere. Il monte ingaggi non aumentando le entrate stabili non potra’ ovviamente essere alzato, perche’ avrebbe come unica conseguenza un aumento dei costi senza un corrispondente aumento dei ricavi. Infine io non ho mai visto una societa’ che sia cresciuta e si sia sviluppata senza pianificare e programmare degli investimenti mirati, mi chiedo su quale base o oscuro principio economico per il Torino calcio dovrebbe essere diverso.

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    1. DamS - 1 anno fa

      Ciao! Ammesso e non concesso che ci sia…quale sarebbe secondo te in Italia un progetto (comprendo in questo lo stadio di proprietà, settore giovanile ecc) che si possa chiamare tale..
      tralasciando l’Udinese di cui sopra.. naturalmente tralasciando i gobbi per evidenti motivi..

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      1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

        Forse l’importante sarebbe non illudere e non riempirsi la bocca di parole che fantasticano un progetto dato che qui si parla di un progetto astratto.

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      2. prawda - 1 anno fa

        Purtroppo dobbiamo ammetterlo che i gobbi pur con tutti gli aiuti ricevuti hanno oggettivamente un progetto, come sicuramente lo ha il Napoli perche’ non si fanno otto anni di bilanci in attivo coniugandoli con buoni risultati sportivi. Ad un altro livello lo ha il Sassuolo, con stadio di proprieta’ e squadra che sale per risultati e questo solo grazie alla passione ed agli investimenti della proprieta’, basta vedere quanto mette ogni anno come main sponsor; un progetto ovviamente lo ha anche l’Udinese altrimenti considerato il bacino d’utenza mai avrebbe potuto avere certi risultati ed infatti ha pesantemente investito in una rete di scouting e oggi si ritrova con lo stadio di proprieta’, ma e’ chiaro che per i friulani il semplice restare in restare in serie a e’ un successo. Questo solo per fare degli esempi. Tra l’altro dalle squadre sopra citate non ho mai sentito la parola progetto che viene invece ripetuta in continuazione al Torino quasi fosse un mantra.

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        1. Marco Toro - 1 anno fa

          Scusa ma il Napoli per comprare Higuain Calejon e Mertens ha dovuto vendere Cavani e Lavezzi, la giuve ha sempre avuto il bilancio in attivo, l’udinese tutti gli anni chiude il mercato con un attivo clamoroso e il Sassuolo per ora non ha investito grosse somme per l’acquisto di calciatori nonostante lo scorso anno ha venduto Zaza a un prezzo piuttosto alto e comunque non più di quanti ne ha investiti il Toro

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          1. prawda - 1 anno fa

            Il Napoli ha fatto otto anni di bilanci in attivo di fila, ha venduto Cavani e Lavezzi come vendera’ probabilmente Higuain quest’anno perche’ con il fatturato che ha non se li puo’ permettere. I gobbi hanno chiuso in attivo l’ultimo bilancio dopo anni di profondo rosso, solo nel 2010/11 una perdita di 95M. Il Sassuolo investe e tanto basta guardare ai 22M che Mapei mette come main sponsor, in crescita dal momento che nel 2013 erano 15. Visti quelli che non mette Cairo sarebbero per noi una cifra paurosa.

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          2. Marco Toro - 1 anno fa

            Quindi il Napoli è in attivo, la giuve dopo la B e la rifondazione è tornata in attivo e il Sassuolo è in attivo come il Toro. I soldi non vengono dalle tasche di Squinzi ma da quelle della società Mapei per la pubblicità, per scaricare i soldi spesi e per molti altri motivi P.S. La Mapei investe in pubblicità che gli dà una squadra di serie A per la visibilità, sulle maglie del Sassuolo c’è scritto Mapei, se Squinzi come dici tu lo facesse per passione, troverebbe un altro sponsor che tira fuori soldi e in più investirebbe personalmente.

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          3. prawda - 1 anno fa

            Ti rispondo qui perche’ sotto manca la possibilita’ di scrivere. Chi e’ il proprietario della Mapei secondo te? Cosa cambia che li metta tramite la sua azienda o personalmente, sempre soldi di Squizzi sono. Secondo te 22M quale main sponsor del Sassuolo sono una cifra di mercato? Perche’ il Torino credo che dalla Suzuki ne prenda 2M, una piccolissima differenza ed i gobbi dalla Jeep ne prendono 17M.

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          4. Marco Toro - 1 anno fa

            La differenza è abissale, la Mapei fa utili spaventosi e i soldi che paga (tutto da verificare se i soldi dichiarati sono pari a quelli versati) in pubblicità al Sassuolo sono tutti detraibili a fine anno. Per intenderci Squinzi prima di incassare gli utili ci deve pagare il 55% (o giù di li) di tasse su quegli utili, investendoli in pubblicità abbassa gli utili e paga meno tasse infine i soldi investiti gli tornano in pubblicità.
            Se investisse quei soldi per passione si troverebbe uno sponsor che metta 5-6 milioni e poi dalle sue tasche tirerebbe fuori i 20-22 mil.

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          5. prawda - 1 anno fa

            Chiaro che ne recupera una bella fetta con un risparmio fiscale ma non lo fa certo per il ritorno pubblicitario. Come fa a trovare uno sponsor da 6M quando Suzuki al Toro come main sponsor ne paga 2M, Mapei al Sassuolo 22M, piu’ di quanti ne paghi la Jeep ai gobbi, per me e’ chiaro che lo faccia per fare finanziare la squadra. Poi se non lo vuoi capire, pazienza. Anche Cairo potrebbe sponsorizzare il Torino ma ovviamente si guarda bene dal farlo.

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  10. Marco Toro - 1 anno fa

    Chiariamo che io non sono un estimatore di Cairo però credo sia tempo di dare a Cesare quel che è di Cesare.
    Il progetto consiste nella crescita di squadra e ambizioni, per mettere in pratica questo progetto esistono 3 modi:

    1) indebitarsi fino al collo a livello societario;
    2) effettuare investimenti importanti da parte del presidente;
    3) far crescere per gradi il valore della società, le sue finanze e il suo potere prima di vendita e poi di conseguenza di acquisto.

    Ora escludendo il punto 1) perché vorrei evitare nuovi fallimenti e il 2) perché purtroppo Cairo non è il tipo di imprenditore che investe di tasca sua ma vuole che le sue società si autofinanzino, direi che fino a questo momento il modo che è stato utilizzato per realizzare il progetto dal Torino è il 3).

    Per ora direi che il metodo utilizzato ha portato dei frutti se NON ANCORA attraverso la crescita dei risultati sportivi almeno attraverso la crescita della società, infatti negli ultimi 10 anni la società Torino è innegabilmente cresciuta a livello di strutture, giocatori di proprietà, qualità dei giocatori, prezzi di vendita e potere di acquisto. Prendiamo ad esempio in esame le ultime due voci, prezzi di vendita e potere di acquisto:
    – Prezzi di vendita, la crescita è palese, siamo passati dai 12 mil. per Ogbonna ai 15 mil. per Cerci ai 20 mil. per Darmian ai probabili 25 mil. per Peres.
    – Potere di acquisto, soprattutto qui la crescita è esponeziale, se inizialmente a fronte di una cessione da 12 mil. di Ogbonna si compravano 5-6 giocatori da 2-3 mil in seguito si è passati a fronte di una cessione di Cerci da 15 mil. a aquistare 4 giocatori da 3-4 mil. es. Peres, Martinez, Maksimovic ecc.. Per arrivare allo scorso anno quando a fronte di una cessione Darmian a 20 mil. hanno acquistato 3 giocatori da 6-7 mil.
    La crescita societaria è innegabile e penso onestamente che di sto passo anche la crescita a livello di risultati sportivi non tarderà a arrivare.
    Ora restando in attesa di conferme dal mercato sulla mia tesi, vorrei suggerire alla società il prossimo step per una costante crescita societaria.
    Il prossimo step DEVE essere quello di alzare il tetto ingaggi a cira 1,5 mil. annui almeno per i giocatori più talentuosi e o rappresentativi.

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    1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

      Sono d’accordo con te e mi complimento per come sei stato chiaro (ti ho messo anche il mi piace), ma sul progetto ho delle riserve:
      Ai prezzi di vendita e potere d’acquisto pur cresciuti negli ultimi tre anni in modo esponenziale non sono stati corrisposti risultati altrettanto proficui, anzi dopo la vendita di Ogbonna siamo arrivati 7°, dopo quella di Cerci e Immobile 9° e infine dopo quella più cospicua di Darmian probabilmente 11°.
      Altre dubbi su questo progetto mi derivano dal fatto che se non creiamo potenziale merce da vendere incappando in un paio di annate storte calerà inesorabilmente sia il prezzo di vendita e il potere d’acquisto, ti faccio un esempio, uno Zappacosta pagato se non erro 6 milioni difficilmente a venderlo oggi ci si riprenderebbe la stessa cifra.
      D’accordissimo con te sull’alzare il livello degli ingaggi.

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      1. LeoJunior - 1 anno fa

        piacerà a pochi questa analisi di Marco Toro ma è lucida nonché l’unica possibile se non ci si vuole nascondere. Soprattutto fino a quando anche in Italia non ci sarà una ripartizione dei diritti TV più equa. La crescita non va però letta come equazione perfetta e quindi i risultati sportivi possono anche non essere sempre crescenti (anche perché altrimenti arriveremmo in CL in pochi anni!). Importante che si proceda per fasce di valori e raggiunto un livello anche nella stagione peggiore non si vada sotto. Diciamo che adesso siamo nella fascia 6-10 posto. Se stiamo dentro è positivo. Dobbiamo attaccare la fascia superiore. Questo se vogliamo trattare, come corretto, una squadra alla stregua di un’azienda. Però ci sono fattori extra che potrebbero portarci a valere di più. E sono quelli storici, di tifo, attaccamento. Dove anche noi tifosi possiamo dire la nostra. Guardate quanto accade in Inghilterra. Avete visto i tifosi del West Ham? Quei valori hanno un valore economico se trattati bene. E la nostra storia ha un valore immenso. Solo che dovrebbero essere esaltati da:
        – uno stadio come Dio comanda. All’inglese, dove si respiri tradizione, storia. Non quella porcheria che solo in Italia si poteva pensare di costruire. Senz’anima e con i tifosi divisi dal campo da un corridoio …
        – divise vintage e ricercate.
        – tifo di tradizione. Non si può avere un coro che sembra una canzoncina delle giostre di paese quando in alcuni stadi si canta “you’ll nevere walk alone”!

        Questo e altro porterebbero il Toro a essere ambito, visto in TV, amato, venduto nei negozi.

        Un esperto marketing che ragioni su queste cose, non ci starebbe bene Presidente?

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        1. RDS- toromaremmano - 1 anno fa

          A parte i complimenti che ho fatto anche io a Marco,definendo chiara la sua spiegazione sei anche tu d’accordo con me che questo progetto non è attuabile nel calcio per diversi motivi che vanno dal che avere a che fare con persone umane e non macchine e che non tutti gli anni hanno la stesse performance.

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