Il Torino che verrà: in attacco si ripartirà da Maxi Lopez e Quagliarella, ma non solo…

Il Torino che verrà: in attacco si ripartirà da Maxi Lopez e Quagliarella, ma non solo…

Verso il Torino 2015-2016 / C’è un campionato da terminare nel migliore dei modi, ma in via Arcivescovado si inizia a pensare alla prossima stagione. C’è ancora il nodo Barreto da sciogliere

 

Dieci partite al termine del campionato e della stagione: va detto che l’attenzione del Torino per ora è focalizzata sulle partite che restano e sull’obiettivo di riagganciare il treno europeo. Volenti o nolenti, però, in primavera si inizia a fare riflessioni preliminari su quelle che saranno le mosse per allestire la risa del prossimo anno. Va ricordato poi che proprio nei mesi di aprile e maggio 2014 il Torino concluse di fatto le  operazioni Jansson e Molinaro.

UN QUADRO PIUTTOSTO CHIARO – Prendiamo per esempio il reparto offensivo. Queste dieci partite serviranno anche ad avere le idee più chiare sulla fisionomia dell’attacco del Toro versione 2015-16, anche se a differenza dell’anno scorso il quadro è già abbastanza definito. Nel 2014 tutto dipendeva dal destino di Immobile e Cerci: se per uno le cose si sistemarono fin da subito, per l’altro si dovette attendere (per vari motivi) l’ultimo giorno di mercato, con relativo vulnus per la squadra di Ventura. Quest’anno le idee sono più chiare, tra elementi che, salvo sorprese, saranno confermati e altri che vedranno concludersi con probabilità più o meno alte la loro avventura al Torino.

PROBABILI CONFERMATI – Tra i primi rientra sicuramente Maxi Lopez, di cui vi abbiamo già parlato qualche giorno fa. Il suo arrivo si è rivelato una grande operazione e sulla carta non ci saranno problemi: il Torino eserciterà l’opzione per il prolungamento del suo contratto. Chi dovrebbe avere un posto assicurato per il 2015-2016 è anche Josef Martinez, che in quest’annata ha mostrato difetti da limare (es. la freddezza sottoporta) ma anche un potenziale su cui lavorare senza soluzione di continuità. C’è poi Fabio Quagliarella, che salvo offerte mirabolanti (che l’Udinese, al momento la principale corteggiatrice del giocatore, non sembra poter garantire) guiderà l’attacco granata anche nella prossima stagione.

PROBABILI PARTENTI – Le situazioni che andranno analizzate con cura sono invece quelle di Amauri e Barreto. Entrambi, per diversi motivi, non sono certo dei punti fermi su cui costruire il futuro. L’oriundo, di cui tutti apprezzano lo spirito e il carattere, il prossimo anno avrà 36 primavere. Di certo c’è che lo lega al Torino ancora un anno di contratto, ma se in estate dovesse trovare una realtà (anche a livelli minori) che gli potrebbe far vivere da protagonista quello che, con buone probabilità, sarà l’ultimo anno della sua carriera, verrebbe colta al volo. Il brasiliano ha invece fallito l’opportunità del rilancio. Riscattato la scorsa estate, tra malanni fisici, liti con Ventura e problemi personali è diventato un vero e proprio corpo estraneo. Qui non ci sono molti dubbi: la sua avventura granata volge al termine. C’è ancora un anno di contratto, ma il Torino troverà un modo, a titolo definitivo o in prestito gratuito, per fargli cambiare aria.

NUOVI ARRIVI? – Dando per scontato che il modulo di riferimento sarà sempre il 3-5-2 e che il parco attaccanti continuerà a essere composto da cinque slot, ecco che ci sarà spazio per uno o due nuovi arrivi. Difficile che torni in granata Marcelo Larrondo, che al Tigre sta trovando nuova linfa: la società argentina può esercitare un diritto di riscatto a cifre non eccessivamente alte, visto che il costo del giocatore per i granata è stato limitato dall’inserimento dell’ex capitano della Primavera, Gatto, come contropartita tecnica per il fu Siena Calcio. Potrebbe esserci allora spazio allora per Vittorio Parigini, o per Simone Verdi? Prematuro sbilanciarsi ora: c’è ancora un campionato importante da terminare, e poi Gianluca Petrachi potrebbe tornare dal Sudamerica con qualche nome interessante…

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