La situazione Bianchi

La situazione Bianchi

di Alessandro Salvatico – La proposta del Genoa al Torino per ottenere Rolando Bianchi é di ieri l’altro. E sembra già roba vecchia di un secolo. I rossoblu sono alla disperata ricerca di un attaccante, e i nomi che hanno vagliato in queste settimane sono quattro: Amauri, Floccari, Bianchi, Gilardino. I primi due sono più difficile di raggiungere per vari motivi, così in questi giorni Capozucca…

di Alessandro Salvatico – La proposta del Genoa al Torino per ottenere Rolando Bianchi é di ieri l’altro. E sembra già roba vecchia di un secolo. I rossoblu sono alla disperata ricerca di un attaccante, e i nomi che hanno vagliato in queste settimane sono quattro: Amauri, Floccari, Bianchi, Gilardino. I primi due sono più difficile di raggiungere per vari motivi, così in questi giorni Capozucca ha parlato prima con Corvino, poi con Petrachi, poi di nuovo con Corvino.

La prima scelta era ed é Gilardino. Ma Bianchi, rispetto al viola, ha un vantaggio: costa molto meno. Meno, ma non poco quanto l’ha valutato Preziosi: l’offerta di 2,5 milioni avanzata a Cairo é stata considerata (ed é difficile dare torto ai granata) risibile. Dopo 36 ore di infruttuoso chiacchiericcio con il Torino, i liguri si sono dunque rassegnati a fare un’offerta quasi adeguata per il bomber della Fiorentina: 10 milioni, anche qui più bassa della richiesta, che si aggira intorno ai 15. L’accordo comunque si troverà, dunque Rolandinho non andrà a Genova.

Dove andrà, comunque, il capitano? L’ipotesi che possa rimanere resta difficile, anche se é sfumata quella genoana che era fra tutte la destinazione più gradita al giocatore e al suo entourage.
Possiamo divulgare quel che ben conosciamo (come sempre evitiamo di pubblicare ciò di cui non abbiamo certezza 100%): ad oggi sono sette le società che si sono fatte sentire con il giocatore, quasi tutte in tempi molto recenti, perché sanno che il vero mercato, quello in cui i club molleranno la pretattica e inizieranno a dare risposte concrete, inizierà martedì.

Come l’Inter, ad esempio, con Eto’o. Come il Torino con Bianchi e Ogbonna. La cessione del camerunense, peraltro, darà il via ad un autentico flipper di attaccanti che riguarderà a cascata squadre italiane di prima fascia e a scendere arriverà con la sua onda lunga alla Serie B.

Ma tornando a quello che ad oggi é la società granata, e al suo centravanti, dicevamo delle pretendenti: sette, di cui quattro italiane e tre straniere.
In Italia, fra le quattro bisogna quasi depennare il Genoa. Chi sono le altre? Parma, Siena, Atalanta. I ducali non si accontentano dell’acquisto di Pellé: lo stesso Colomba ha detto chiaramente “Serve un attaccante di peso”, ed é da tempo che la punta bergamasca é sul taccuino. Il Siena, sul punto di cedere Mastronunzio (al Bari), ha sempre sul piatto delle offerte quel Reginaldo gradito a Ventura, per quanto ultimamente su radiomercato si parli meno di una possibilità che invece si mantiene concreta. L’Atalanta, infine, cerca un elemento di peso che manderebbe Tiribocchi in panchina, a prendere il posto dei partenti Bjelanovic e Ardemagni: sarebbe un ritorno a casa.

E c’é una società che non si é ancora fatta viva direttamente con l’entourage del giocatore, ma che intrattiene frequenti rapporti con Petrachi: il Novara. Che segue un attaccante, sogna Suazo, in alternativa valuta Jeda (e lo stesso Lecce proprietario del brasiliano vorrebbe il cannoniere del Toro, ma non se lo può permettere). Il “contro” dei piemontesi, che poi é lo stesso dell’Atalanta, é quello di non avere contropartite tecniche da offrire al Torino (mentre il Catania ha Bellusci, Spolli, Sciacca), e allo stesso tempo nemmeno la liquidità necessaria.

Infine c’é l’estero: Spagna, Germania e Russia. Una margherita dai petali multicolori, e internazionali, quella che Rolando e Riccardo Bianchi stanno sfogliando. C’é anche un petalo granata, ma é una solo su otto, e rispecchia la percentuale di probabilità di permanenza sotto la Mole del capitano.

(foto M.Dreosti)

 

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