Torino, Cairo ribadisce: nessuna cessione dell’ultimo minuto

Torino, Cairo ribadisce: nessuna cessione dell’ultimo minuto

Calciomercato / Altro summit in società: il caso Cerci scotta ancora, i granata non vogliono farsi trovare impreparati. Ventura resta, tante offerte per Glik le Darmian

Nessun altro ‘caso-Cerci‘, cessioni entro e non oltre il tempo limite stilato. Questo è il diktat del presidente Urbano Cairo che oggi ha ribadito il concetto ai vertici societari e ai giocatori più carismatici quali Glik e Darmian

Il progetto, definito a più riprese nel diversi summit intrattenuti in questi giorni, a fronte delle visite (inaspettate?) dei diversi procuratori passati da Torino, è stato pressoché delineato.

Si parte dal tecnico che è e, salvo clamorosi e catastrofici ribaltamenti dell’ultima ora, resterà Giampiero Ventura. Il tecnico ha avuto determinate garanzie e ancora una volta si è mostrato convinto e pronto ad iniziare un nuovo ciclo, sempre in granata. Stesso discorso per il direttore sportivo Petrachi che non solo non cambierà società, ma è già al lavoro per imbastire le trattative principali: su tutte, quella legata ad Ekdal (qui gli ultimi aggiornamenti). 

Capitolo Darmian, probabilmente il più doloroso e intricato da gestire:  il giocatore ha molte offerte importanti, su tutte quella del Barcellona del vecchio amico Ariedo Braida. Nessun acquirente è però ancora uscito allo scoperto (nonostante le dichiarazioni del direttore sportivo blaugrana) e la posizione del presidente in merito al prezzo del cartellino è sempre la stessa: non meno di 18 milioni. Una cifra alta, ma non troppo, che garantirebbe ai granata una notevole plusvalenza, nonché la capacità economica di agire nel mercato estivo, senza necessariamente operare altre cessioni (nello scorso mercato vennero spesi circa 21 milioni di euro). 

Capitolo Glik: in queste settimane il club ha ricevuto la visita di entrambi i procuratori. Sia Jaroslaw Kolakowski – colui che gestisce fin dall’inizio gli interessi del capitano -, sia Sergio Berti – l’agente che ha in mano il mandato per curare gli interessi del difensore in Italia -. In entrambi i casi (leggi qui) non si sono registrate particolari novità di sorta né sull’adeguamento, né sul rinnovo e nemmeno sull’eventuale cessione (qui i dettagli dell’ultimo colloquio). 

Partenza che, eventualmente, non avverrà dopo il 30 giugno: giorno più, giorno meno. E garantirlo è stato ancora una volta il presidente Urbano Cairo.

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