Torino e Bruno Peres: un’eventuale cessione può davvero alzare l’asticella

Torino e Bruno Peres: un’eventuale cessione può davvero alzare l’asticella

Calciomercato / Paradosso-granata: sacrificare una seconda pedina per arrivare anche a Baselli. Difficile immaginare Zappacosta in panchina, lo stesso vale per Belotti. Leggermente diverso il discorso per Jacopo Sala 

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Il presidente Urbano Cairo ha ribadito più volte il concetto di non essere obbligato a cedere alcun giocatore. Lo stesso patron ha anche spostato leggermente la deadline, con le intenzioni di limitare al minimo le cessioni illustri. E così, mentre Darmian si avvicina sensibilmente a vestire la maglia del Manchester United in Premier League, alcuni indizi di mercato potrebbero far pensare ad un addio al granata anche da parte del terzino destro brasiliano Bruno Peres, uno dei quattro pezzi pregiati alla corte di via Arcivescovado (gli altri, come è noto, sono appunto Glik e Nikola Maksimovic). Qui però si apre un particolare paradosso di mercato: cedere anche il brasiliano potrebbe essere la vera chiave per alzare e non poco il tasso tecnico della squadra. Con gli utili incassati da entrambe le cessioni, infatti, il Torino potrebbe arrivare a pedine di spessore quali Zappacosta, Baselli e anche Jacopo Sala. Senza dimenticare Defrel e Belotti.

ZAPPACOSTA A TORINO PER FARE IL TITOLARE – Il ragionamento è presto fatto: nelle ultime ore si è registrato un forte interesse da parte del Torino per il terzino destro dell’Atalanta e dell’Under 21 di Di Biagio Davide Zappacosta. L’ex Avellino, classe 1992, è considerato uno dei migliori prospetti in Italia nel suo ruolo e per il suo cartellino la società orobica chiede ad oggi una cifra vicina agli 8 milioni di euro. Una cifra che il Torino potrebbe anche prendere in considerazione, facendo un sacrificio economico per un elemento sicuramente utile in chiave futura. Va da sé, tuttavia, che per un giocatore così, pagato con queste cifre, la prospettiva della panchina non ha molto senso: Zappacosta non accetterebbe mai di fare la “riserva” di Bruno Peres, né il Toro giustificherebbe in questo modo un investimento di tale portata, mentre per fare da vice verrebbe preso un giocatore magari esperto ma verso la fine della carriera.

STESSO DISCORSO PER BELOTTI, MA NON PER BASELLI – Se arriva uno dunque potrebbe partire l’altro, e il problema della titolarità riguarderebbe anche un altro degli obiettivi di mercato del diesse Petrachi. Per l’attacco infatti, al momento, l’indiziato numero uno è il bomber del Palermo e dell’Under 21 Andrea Belotti: prospetto interessante e promettente, giovane età e costo del cartellino piuttosto alto (circa 7 milioni di euro). Insomma un quadro simile a quello relativo a Zappacosta, così come simile appare l’intenzione di non accettare la panchina. Discorso invece diverso per quanto riguarda Baselli: cedendo anche Peres, il Torino avrebbe denaro liquido per arrivare al centrocampista dell’Atalanta, valutato anche lui circa 8 milioni. In questo senso però, Baselli avrebbe davvero delle ottime chance per giocare titolare e alzerebbe nettamente la famigerata ‘asticella’. 

DIVERSO PER SALA E DEFREL – Discorso diverso, invece, per altri due obiettivi granata per la fascia destra e per l’attacco. Si tratta rispettivamente del terzino dell’Hellas Verona Jacopo Sala e della punta del Cesena Gregoire Defrel. Il primo è valutato tra i 5 e i 6 milioni di euro, mentre il secondo intorno ai 5. Le cifre sono dunque inferiori a quelle richieste per Zappacosta e Belotti, e i due verrebbero a Torino disposti a giocarsi il posto e a lottare fino alla fine per una maglia da titolare.

Valutazioni che il Toro deve fare sotto il sole di luglio, per muoversi al meglio sul mercato e consegnare quanto prima a Ventura una rosa sempre più simile a quella definitiva.

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