Torino, proposto Cirigliano per la regia

Torino, proposto Cirigliano per la regia

Calciomercato / L’italo-argentino non dispiace, ma non è la prima scelta. Per Jorginho doppio nodo da sciogliere: la comproprietà e poi il prezzo finale

Sfumato di fatto Valdifiori che questa mattina dovrebbe svolgere le visite mediche a Napoli, prima di riabbracciare in azzurro il tecnico Sarri, ecco che il Torino si è subito messo in moto per individuare un altro profilo utile per occupare il posto da regista in rosa. L’idea è quella di inserire nello scacchiere il classico centro metodista, capace di mettere ordine e avviare l’azione sul primo tocco. 

E se da un lato in Italia, inizialmente, Petrachi aveva alzato il pressing per Cigarini – ma anche Baselli – nei confronti dell’Atalanta, salvo poi trovare il pronto ‘scudo alzato’ da parte della Dea (la richiesta orobica non è cambiata, per il giovane U-21 si parte dai 7 milioni in su, per Cigarini il rischio in ogni caso è di superare i quattro), ecco che ora la ricerca del direttore sportivo si sposta anche oltre i confini italiani. 

Infatti, dal Sud America – tramite lo scout Zavagno – è arrivata una proposta che certamente ha dato da pensare al Torino: il ritorno in Italia di Ezequiel Cirigliano, già passato da Verona senza colpo ferire. Anzi, nella parentesi scaligera il ragazzo aveva avuto anche un brutto infortunio alla spalla che ne compromise l’ambientamento in gialloblu. Cirigliano è un regista moderno dalla tecnica raffinata, è veloce, a suo agio a smistare palla a terra e in grado di contrastare senza aura: sarebbe il rinforzo ideale per regalare a Ventura maggior tasso tecnico e rapidità d’esecuzione in mediana. Ha il doppio passaporto, come detto, un dettagli da non sottovalutare. Il valore del cartellino non dovrebbe superare i 4 milioni e il River Plate pare anche disposto a girarlo in prestito con opzione: una soluzione che permetterebbe ai granata di rimandare qualsivoglia esborso.

La sua prima esperienza al di fuori del vivaio River, si era conclusa con 13 presenze ed un esordio, proprio contro il Torino, di grande impatto. In quel 2-2 all’Olimpico, contro i granata targati Cerci-Immobile, il suo ingresso fu decisivo. Infatti, dopo esser andati sotto per la seconda volta – ad opera della doppietta dell’esterno di Valmontone – i gialloblu mandarono in campo il giovane oriundo al posto del difensore Albertazzi, passando così ad uno speculare 3-5-2. Con Cirigliano in campo, la squadra di Mandorlini ritrovò tempi di gioco e misure giuste, riuscendo poi ad agguantare il pari con il rigore trasformato da Jorginho che da lì a breve sarebbe passato la Napoli in comproprietà. 

E qui si apre un’altra parentesi, quella legata proprio al centrocampista ora in forza tra le fila partenopee. L’arrivo di Valdifiori, ovviamente, limita e non poco gli spazi per l’italo-brasiliano, sebbene abbia già dimostrato in passato di poter giocare al fianco di un regista puro. Per un eventuale arrivo di Jorginho in granata, ad oggi, i nodi da sciogliere sarebbero due: il primo la comproprietà ancora in essere tra Napoli e Verona, dalla risoluzione della quale i granata sapranno con chi trattare, l’altro legato poi al prezzo finale del cartellino del giocatore stesso.

Il regista fu valutato a suo tempo 10 milioni, ora il suo valore è certamente calato, ma se il Napoli dovesse riscattarlo allora di certo vorrà recuperare l’esborso effettuato in questi anni. Senza contare, in un’ottica di eventuale prestito, che i granata vorrebbero evitare di ritrovarsi a trattare in maniera estenuante con i partenopei, come già stanno facendo quest’anno con El Kaddouri. Se invece sarà il Verona a (ri)portare a casa il classe ’91, allora non è da escludere che gli scaligeri decidano di trattenerlo in ‘patria’ dove Mandorlini sarebbe felice di rilanciarlo.

Dopo gli arrivi di Avelar e Acquah, il mercato del Torino non si ferma. Tra Cirigliano e i doppi nodi che legano Jorginho, Petrachi è pronto a sistemare anche la cabina di regia.

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