Torino, Ventura: “Hernandez? Non so nulla. Vedremo se l’attaccante arriverà qui a Chatillon”

Torino, Ventura: “Hernandez? Non so nulla. Vedremo se l’attaccante arriverà qui a Chatillon”

In ritiro / Il tecnico: ”Lavoriamo per tornare in Europa. Benassi ha dimostrato di avere un grande carattere. Baselli è sulla strada giusta. Se questo è il gruppo più forte che abbia mai allenato in granata? Ve lo dico a ottobre”

Dal ritiro di Chatillon, durante la presentazione da parte delle autorità locali, il tecnico Ventura traccia una panoramica a tutto campo: tra calciomercato, calcio giocato e impegni imminenti.  “La trattativa con Hernandez? Non so nemmeno se c’è una trattativa – esordisce il tecnico, stuzzicato dai giornalisti -. E’ stata fatta una campagna acquisti mirata, in cui manca un tassello. Aspettiamo questo tassello: speriamo magari che arrivi già a Chatillon… Chiunque arrivi lo deve fare con la massima disponibilità e con la voglia di mettersi in discussione”.

Poi sulla squadra: “Il gruppo ha bisogno di essere completo o quasi per l’inizio del ritiro. In verità non è la prima volta che succede: già negli altri anni la squadra era quasi pronta. Certo quest’anno siamo ancora più avanti. E’ stato fatto un buon lavoro e ci sono i presupposti perché succeda qualcosa di buono. Questo qualcosa è la crescita continua ed esponenziale dei nostri giocatori, il che consentirà anche al Torino di raggiungere i suoi: l’Europa deve diventare una normalità e non l’eccezione. A Bormio abbiamo fatto il grosso del lavoro fisico, qui scenderemo più sul piano tattico. Tutti i giorni ci saranno le porte aperte. Quando io chiudo le porte è perché si scende più nel dettaglio delle spiegazioni e i singoli giocatori hanno bisogno di una concentrazione maggiore”.

Quindi un pensiero al campionato: “Chi vince il campionato? Mi mettete in difficoltà. Tutti dicono una squadra che noi in genere cerchiamo di non nominare… In generale credo ci siano molte incognite. Il Napoli può fare benissimo come avere difficoltà, la Fiorentina ha un tecnico alle prime esperienze in Italia, la stessa Juventus ha cambiato molto. Credo che sia sempre la favorita ma secondo me ci sarà più equilibrio. Non penso sarà una gara con una squadra sola al comando.”

E poi ancora sul gruppo granata: “Se questo è il Toro più forte che ho allenato? Ve lo dico a ottobre. L’anno scorso di questi tempi era tutto un dramma. L’anno prima si diceva che Cerci non avrebbe potuto fare la punta e poi… In generale è stato fatto un buon lavoro di programmazione. Da quando sono arrivato ho sempre sentito dire “basta con i prestiti”, oggi abbiamo una squadra con soli giocatori di proprietà. Non dico che siamo diventati grandi ma siamo sulla buona strada. Il 75% dei giocatori ha meno di 24 anni, abbiamo diversi giocatori in Nazionale e altri che hanno la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante come hanno fatto in precedenza Darmian, Cerci, Immobile… Abbiamo seminato in questa direzione”.

Su Benassi: ”L’esempio classico è Benassi, giocatore dal futuro roseo che l’anno scorso ha avuto difficoltà mostruose. Non era abituato alla pressione di una piazza come Torino. Ma ha dimostrato di avere carattere, ha reagito e ora è qui per diventare un giocatore importante. Io dico che ci sono i presupposti perché possa diventare più forte di quel che si pensi”.

Infine sui nuovi: “Mi dedico in particolare ai nuovi perché chiaramente devono capire dove sono arrivati. Baselli? Anche lui deve ancora dimostrare dove può giocare. Lo dirà il tempo, il suo ruolo preferito. E’ un ragazzo giovane che per ora dovrebbe fare la mezzala. Strada facendo il tempo dirà cosa può fare. Ha 22 anni e ha il mondo davanti. Per adesso il discorso sul ruolo lascia il tempo che trova, deve ancora imparare molto. Sta iniziando un percorso per capire chi è e cosa può diventare”.

La dedica a Darmian: ”Noi vogliamo giocatori che vogliano diventare protagonisti: l’esempio è quello di Darmian. Van Gaal di lui ha detto: le sue conoscenze sono superiori a quelle del resto della squadra. E questa è una grande gratificazione per tutti noi”.

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