Toro, il riscatto anche per Glik

Toro, il riscatto anche per Glik

In questi giorni si sta parlando moltissimo di Alessio Cerci: l’esterno granata è rinato sotto l’ala protettrice del suo mentore Ventura, che lo aveva svezzato calcisticamente a Pisa facendolo apprezzare agli occhi dei tifosi italiani. Il coronamento di questo rinascita è avvenuto Giovedì sera a Ginevra contro il Brasile, quando nell’intervallo ha rilevato uno spento Pirlo per debuttare con la maglia della Nazionale. Cerci sa che che l’avvenire dipende da lui e da quello che farà con la maglia del Torino; il giocatore di Velletri potrebbe anche andare in Brasile per il Mondiale, e di questo ne è consapevole: “Devo dare il massimo con questa maglia, perchè all’azzurro ora ci penso.” Come ribadito dallo stesso Cerci in conferenza stampa, il suo futuro dipenderà solo ed esclusivamente dalla sua volontà, ma, non ci nascondiamo, sarà sicuramente sotto la Mole, assieme a Ventura. Ma non solo Cerci, in questo Torino. Sarà per il ruolo meno appariscente, sarà per il piede meno educato, ma di Kamil Glik se ne parla sempre troppo poco.

La Spagna, la Polonia e poi l’Italia – La storia del polacco inizia nello Silesia Lubomia, società del suo paese natale, e prosegue in Spagna, dove viene notato dai dirigenti del Real Madrid che lo tesserano per la squadra C. Dopo due stagioni nella capitale spagnola, decide di fare ritorno in Polonia,  ma per un anno soltanto. I vertici del Piast Gliwice lo offrono al Palermo, che decide di tesserarlo; correva l’anno 2010, e Glik era uno dei tanti giocatori anonimi che sbarcavano e continuano a farlo in terra sicula. La società rosanero, alla fine, non crederà in lui. Per il bene del giocatore, viene mandato in prestito a Bari dove incontrerà colui che avrebbe cambiato il suo destino: Giampiero Ventura. Quando lo stesso Ventura diventa allenatore del Torino, il polacco sarà il primo giocatore della lista della spesa del tecnico.

Dalla Serie B alla A – In Serie disputa 23 partite, segnando anche un gol decisivo in una partita contro la Reggina. Le sue doti di difensore roccioso e la sua abilità sui calci piazzati gli varranno la conferma anche in Serie A, nonostante il suo arrivo a Torino venne visto non tanto di buon grado. Il difensore, tra tutti, si è rivelato quello che ha sofferto meno il salto di categoria, mettendo a disposizione della squadra la sostanza e la concentrazione che aveva evidenziato nella serie cadetta.

Sempre uno dei migliori – In Serie A, dalla prima contro il Siena fino al successo ai danni della Lazio, Glik è stato impiegato 26 volte da titolare, a dimostrazione di come il tecnico e la società abbiano puntato su di lui sin dall’inizio. Direte voi: “Facile con Ogbonna a fianco!”. Invece no, perché complici gli infortuni che hanno tenuto il difensore di Cassine fuori per parecchio tempo, Glik si è trovato, già da Ottobre a dover trovare l’intesa perfetta con un altro interprete della retroguardia: Guillermo Rodriguez, anche lui voluto fortemente da Ventura. Con il senno di poi, a ragione.

Il riscatto è una priorità – Glik, come due terzi della rosa del Torino, non è di proprietà; in estate Palermo e Torino hanno rinnovato la compartecipazione aperta nell’estate 2011. Il Torino, in ottica della partenza quasi annunciata di Ogbonna, non può prescindere dalla presenza di Glik; classe ’88, ampi margini di miglioramento, e un maestro come Ventura, non potranno che rendere questo difensore uno dei più forti nel suo ruolo. L’acquisizione a titolo definitivo, quindi, è d’obbligo.

Federico Lanza

 

(foto Dreosti)

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