Ardemagni, (ex) goleador

Ardemagni, (ex) goleador

di Edoardo Blandino

 

Chi lo ha visto crescere con i colori rossoneri addosso gli pronosticava un futuro da professionista. Matteo Ardemagni è nato a Milano e fin da piccolino è entrato a far parte di quel settore giovanile che ha sfornato campioni del calibro di Maldini. Classe ’87 si è affacciato alla prima squadra in un’annata difficile, quella culminata poi con il processo…

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di Edoardo Blandino

 

Chi lo ha visto crescere con i colori rossoneri addosso gli pronosticava un futuro da professionista. Matteo Ardemagni è nato a Milano e fin da piccolino è entrato a far parte di quel settore giovanile che ha sfornato campioni del calibro di Maldini. Classe ’87 si è affacciato alla prima squadra in un’annata difficile, quella culminata poi con il processo Calciopoli. Con Ancelotti in panchina ed una squadra piena zeppa di fenomeni in attacco, da Gilardino a Shevchenko, per il giovane Ardemagni non c’era spazio nei grandi palcoscenici. È così, come spesso accade, ha cominciato il suo girovagare in giro per l’Italia, alla ricerca di qualche lido fortunato. Perugia, Pizzighettone e Pro Patria, tre squadre in due anni senza mai sfondare. Ecco che la Triestina allora ci prova: comproprietà. In Friuli non disputa una stagione trascendentale, ma tanto basta per convincere la società a scommettere su di lui. In estate viene riscattata l’altro 50% e Ardemagni dice addio a Milano.

Ricevuta questa notizia qualche addetto ai lavori strabuzza gli occhi e ritiene che sia una follia, qualcun altro, invece, la considera una saggia operazione. Ma tant’è. Alla soglia 23 anni ennesimo prestito al Cittadella e qui arriva il salto di qualità. Insieme ad Antimo Iunco forma una coppia straordinaria e mette a segno la bellezza di 22 reti in 38 gare. Sembra pronto per il salto definitivo e Colantuono chiede all’Atalanta di prenderlo: detto-fatto. Matteo si trasferisce in nerazzurro. Ma qualcosa va nuovamente storto. Dopo le prime gare da titolare rapidamente scivola in panchina ed in sei mesi colleziona 16 presenze (molte dalla panchina) ed appena 1 gol. 

Cosa fare? Altro trasferimento a gennaio 2011. Si fa sotto il Padova pronto a chiederlo in prestito con un’opzione per la metà. In veneto Ardemagni ritrova spazio e continuità. Ma gli viene chiesto un arduo compito: far dimenticare l’infortunio di Succi. Ed è qui che fino ad oggi il giovane attaccante ha peccato. Nonostante le valanghe di gol della scorsa stagione in questo anno fatica a trovare la rete. Da gennaio nella nuova squadra appena tre volte ha trafitto il portiere avversario, nonostante i biancoscudati siano il secondo miglior attacco del campionato insieme al Novara. Ma il Toro dovrà comunque fare attenzione a questo giocatore. Anche se in crisi di gol possiede l’istinto del miglior goleador.

 

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