Napoli, prove tattiche aspettando Torino

Napoli, prove tattiche aspettando Torino

Mentre il capitano Cannavaro dice di puntare ancora allo scudetto, il mister Mazzarri prova nuove soluzioni tattiche. L’allenatore toscano, approfittando della sosta per le nazionali, ha deciso di provare la difesa a quattro con Behrami a fare da diga davanti alla retroguardia azzurra.
 
Mentre il capitano Cannavaro dice di puntare ancora allo scudetto, il mister Mazzarri prova nuove soluzioni tattiche. L’allenatore toscano, approfittando della sosta per le nazionali, ha deciso di provare la difesa a quattro con Behrami a fare da diga davanti alla retroguardia azzurra.
 
CAMBIO MODULO – Si tratterebbe quindi di riproporre, secondo la Gazzetta, il 4-3-1-2 visto nella ripresa contro l’Atalanta con un Armero in più sulla fascia, un difensore in meno (Gamberini) e i due centrali di difesa coperti dal centrocampista svizzero. Una soluzione per dare più spinta sulle fasce senza lasciare scoperta la difesa. Tattica però che potrebbe essere un’arma a doppio taglio contro l’undici di Ventura: il Toro predilige il gioco sulle fasce e difensori azzurri saranno costretti ad allargarsi con il rischio di concedere qualcosa al centro. L’attacco granata, pur non prolifico, potrebbe avvantaggiarsi di questo spazio.
 
L’ARMA IN PIU’ – Acquistato a gennaio, il colombiano Armero sembrava poter essere un’ottima carta da giocare nel mazzo di Mazzarri. In realtà ll’allenatore toscano ha utilizzato il giocatore sin qui con il contagocce, forse per non rompere gli equilibri dello spogliatoio. Dopo la prestazione maiuscola contro l’Atalanta, qualcosa è cambiato e Armero si  è ora candidato a un posto da titolare sulla fascia sinistra. La sua velocità potrebbe far male al Torino e il suo dinamismo potrebbe essere una soluzione per arginare il gioco di Ventura.
 
SCUDETTO? – Intanto Paolo Cannavaro, capitano del Napoli, ha dichiarato di credere ancora nello scudetto. Guardando la classifica più che davanti, gli azzurri devono fare attenzione alle inseguitrici, ovviamente Milan su tutte. Nel giorno della scomparsa di Mennea concedeteci un paragone: il Napoli rischia di farsi bruciare all’ultimo come successe nel 1980 agli avversari della Freccia del Sud. All’ultimo istante si mise davanti a tutti, braccia al cielo e oro al collo. Il Napoli delle ultime uscite non sembra il velocista capace dello sprint finale ma più l’avversario che si fa rubare i metri decisivi al traguardo. 

Redazione TN

 
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