Torino-Napoli, è scontro tra attacchi atomici: quello azzurro è il migliore in Italia

Torino-Napoli, è scontro tra attacchi atomici: quello azzurro è il migliore in Italia

Verso l’avversaria / Il reparto offensivo del Napoli, con 81 reti segnate, è il migliore in Italia: 55 le reti realizzate solo dai quattro attaccanti.

Domenica pomeriggio, sul campo dell’Olimpico Grande Torino andrà in scena Torino-Napoli. Un match che all’andata ha visto trionfare la squadra di Sarri grazie ad un “Mertens-show”, dove il giocatore belga ha segnato quattro delle cinque reti realizzate, in una gara che ha visto la disfatta granata per 5-3. Ma di qualità e talento, l’attacco del Napoli n’è pieno zeppo. Tra Insigne, Mertens, Callejon e Milik sono 55 le reti realizzate fino ad oggi, con i primi tre arrivati in doppia cifra in questa stagione. E, in totale, sono addirittura 81 i gol segnati da tutta la squadra in 35 partite: la macchina di Maurizio Sarri ha il miglior attacco in Italia per distacco. Un attacco che fa paura e difficile da arrestare, e che sicuramente darà il suo bel filo da torcere alla difesa granata, che con 56 reti incassate è la quint’ultima della Serie A.

NAPLES, ITALY - MAY 06: Lorenzo Insigne of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on May 6, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
NAPLES, ITALY – MAY 06: Lorenzo Insigne of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on May 6, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Nell’arco di tutto il campionato, Sarri ha sempre fatto affidamento sulla velocità e le abilità tecniche di Mertens e Insigne. I due non spiccano per la loro prestanza fisica, ma di certo sanno come incidere e far male agli avversari. Entrambi hanno uno stile di gioco simile, basato sul taglio verso il centro, velocità e dribbling, con tiri potenti e precisi che anche da lontano spesso centrano la porta. E sono i numeri a dimostrarlo: per Mertens sono 24 i gol segnati in questa stagione, uno in meno di Andrea Belotti, di cui gli ultimi due realizzati domenica contro il Cagliari, mentre per Insigne sono 15, già tre in più rispetto alla scorsa stagione. In particolare per Mertens è stata la stagione della svolta: Sarri, complice l’infortunio ad inizio stagione di Milik, lo ha spostato come attaccante centrale del tridente azzurro, un’intuizione che ha ottenuto risultati lusinghieri.

NAPLES, ITALY - MAY 06: Dries Mertens of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on May 6, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
NAPLES, ITALY – MAY 06: Dries Mertens of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on May 6, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ma i due “piccolini” di casa partenopea non sono gli unici a far tremare le difese avversarie, dato che a loro si aggiunge lo spagnolo Callejon. Grazie alla sua abilità nella protezione della palla e negli inserimenti, Callejon fornisce sempre assist precisi ai compagni ed è un ottimo punto di riferimento che lega attacco e centrocampo. Anche lui sta facendo meglio della scorsa stagione, infatti ha già segnato 11 reti contro le 7 dell’anno passato e fornito 10 assist.
A completare il quartetto c’è anche il polacco Milik, arrivato al Napoli la scorsa estate.

Per lui 5 le reti stagionali, ma sarebbero state molte di più se non fosse rimasto fuori quattro mesi a causa della rottura del crociato in ottobre, mentre giocava con la sua nazionale. Il Napoli è una squadra che arriva da nove risultati utili consecutivi ed in piena lotta con la Roma per il secondo posto, che vale l’accesso diretto ai gironi di Champions League, senza passare dalle forche caudine dei preliminari. Ragione per cui, quasi sicuramente, per la partita di domenica in campo Sarri punterà sul suo trio delle meraviglie, lasciando Milik partire dalla panchina.

Barbara Graneris

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