Toro, altra beffa ma la classifica sorride ancora

Toro, altra beffa ma la classifica sorride ancora

Ancora una volta i granata sprecano per demeriti loro e colpe arbitrali una vittoria che sembrava acquisita. Contro la Samp il rigore di Eder fa scivolare via due punti che sembravano ormai acquisiti, ma la mancata vittoria non cancella un inizio di campionato in cui il Toro sta…
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Ancora una volta i granata sprecano per demeriti loro e colpe arbitrali una vittoria che sembrava acquisita. Contro la Samp il rigore di Eder fa scivolare via due punti che sembravano ormai acquisiti, ma la mancata vittoria non cancella un inizio di campionato in cui il Toro sta veleggiando tranquillamente a metà classifica. La sconfitta del Milan con la Juventus e del Livorno a Napoli permette ai ragazzi di Ventura (ha ragione il mister, con i 4-5 punti in più che il Toro meriterebbe si parlerebbe senza timore di Europa) di restare tra i primi dieci, raggiunti a quota nove punti da Atalanta e Parma. I granata giungono così alla seconda pausa stagionale per le nazionali con la tranquillità di avere sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione, e con la sensazione che quest’anno la lotta per la permanenza in A potrà essere archiviata con largo anticipo.
 

Diversa e molto la situazione per i blucerchiati, rivali odierni. Arrancano penultimi con tre punti insieme ad un disastroso Bologna, asfaltato in maniera impressionante dal Verona, vera sorpresa del campionato, e squadra che ritroveremo in alto anche a maggio. La in fondo ultimo c’è il Sassuolo che lotta e sgomita, e non si darà per vinto facilmente. Di cattiva salute invece godono Genoa e Catania che si fermano a vicenda grazie a clamorosi errori difensivi su un 1-1 che serve solo a confermare il cattivo momento di entrambe.

 

Nella parte alta della graduatoria prendono il volo in tre: Roma, Napoli e Juve partecipano ad un triangolare tutto loro che probabilmente si risolverà solo alla trentottesima giornata; il pari scialbo tra Lazio e Fiorentina infine spezza per entrambe i restanti sogni di gloria.

 
Matteo Senatore
 

(foto Dreosti)

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