Tre addii molto diversi

Tre addii molto diversi

Il presidente Stirpe é senza parole. Ha fatto di tutto, ha provato di tutto; ha speso. Non poco. Ma male.
Dopo aver portato i ciociari in alto dalla Serie C, ad affrontare -il primo anno- Juventus, Napoli, Genoa, dopo aver cullato -lo scorso anno- sogni di play-off per la A, il suo Frosinone torna dov’era: in quella terza serie che nel frattempo ha cambiato nome. Ma nel terzetto che scende, la rosa a disposizione di Campilongo non ha…

Il presidente Stirpe é senza parole. Ha fatto di tutto, ha provato di tutto; ha speso. Non poco. Ma male.
Dopo aver portato i ciociari in alto dalla Serie C, ad affrontare -il primo anno- Juventus, Napoli, Genoa, dopo aver cullato -lo scorso anno- sogni di play-off per la A, il suo Frosinone torna dov’era: in quella terza serie che nel frattempo ha cambiato nome. Ma nel terzetto che scende, la rosa a disposizione di Campilongo non ha nulla a che spartire con le altre.

A Gennaio, Stirpe ha fatto quel che fece il Torino l’anno prima: una rivoluzione, per ripulire un ambiente fatto di giocatori di ottimo livello ma non abbastanza amalgamato, non caratterialmente all’altezza. E così, via Caetano Calil, il difensore Bocchetti, il portiere Frattali, il mediano Caremi, e via soprattutto il gioiellino Lodi; dentro gente con meno “nome” ma con più voglia, come Biasi (giustiziere di Papadopulo), De Maio, Pestrin, Bianco, Minelli, Masucci, Zigoni, Baclet, Cesaretti…
Non é bastato, tra sfortuna ed errori per i laziali c’é un incredibile ultimo posto, mentre si salvano formazioni sicuramente con meno qualità.

La Triestina invece é il fallimento completo, totale, della gestione Fantinel. Quella che doveva sistemare i danni di Tonellotto, e i cui risultati invece parlano da sé: due retrocessioni consecutive, un ripescaggio che non ha portato alcun beneficio ad una società tanto gloriosa. A differenza del Frosinone, l’Unione é effettivamente una squadra di basso livello, penalizzata anche da tanti infortuni ma specialmente dai cambi di allenatore e dalle conseguenti rivalse interne, con giocatori prima malamente accantonati (il sempreverde Godeas su tutti) poi ripresi poi nuovamente messi in disparte.

E infine, poco rammarico per il piccolo Portogruaro. Arrivato in B compiendo un vero e proprio miracolo, dopo aver estromesso dalla corsa il gigante Verona, la matricola veneta é partita tra enormi difficoltà societaria che ne hanno messo in dubbio l’iscrizione al campionato stesso, un cambio di panchina dopo pochi giorni (Corini-Viviani) e uno in corsa (Viviani-Agostinelli), giocatori presi un po’ a caso (in pratica, quelli che hanno accettato la sfida), a fronte di possibilità economiche davvero modeste. Comunque, il “Porto” ha lottato. L’anno prossimo, ci sarà di nuovo quell’unico, ormai celebre tifoso, a seguire in trasferta i granata dell’est.

(foto M.Dreosti)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy