Un Azzurro provinciale, in un campionato che non aiuta

Un Azzurro provinciale, in un campionato che non aiuta

Considerazioni sulla disfatta azzurra in Germania / Record e campioni che in ambito internazionale si opacizzano. E un movimento che resta indietro

2 commenti

Difficile analizzare la batosta rimediata dall’Italia di Conte nella sfida di ieri sera contro la Germania: l’incontro aveva assunto nelle ultime giornate una sorta di aura di “rivincita” per il risultato ottenuto una settimana fa dalla Juventus contro il Bayern Monaco, ed invece l’esito è stato il medesimo. Quattro reti segnate dai tedeschi, italiani in balia degli avversari.

Il risultato è in qualche maniera preoccupante, poichè arriva nell’ultima amichevole prima dell’impegno europeo e perchè si tratta della peggior prestazione dell’Italia da quando Conte siede sulla panchina azzurra, ed è purtroppo ancora una volta indicativo della tanto chiacchierata crisi del calcio italiano. Per quanto questo sia difficile da ammettere, e per quanto nel’ultimo periodo in effetti una leggera ripresa sia arrivata, è innegabile che tra calcio italiano e calcio internazionale ormai c’è un abisso.

Sintomatico di questa differenza è il valore di alcuni giocatori, che si ridimensiona completamente una volta varcato il confine nazionale: l’esempio più lampante è rappresentato da Bonucci, tanto “impeccabile” (e spesso impunito) in Serie A, quanto decisamente non a suo agio con indosso la maglia azzurra. Nello stesso discorso rientra anche inevitabilmente il record di imbattibilità stabilito recentemente da Buffon: tra i confini della Penisola il numero uno bianconero (ed azzurro) ha mantenuto la rete inviolata per mesi, mentre a livello internazionale ha incassato undici reti in quattro incontri.

Nazionalismo permettendo, è chiaro come questa differenza netta tra la selezione italiana ed altre compagini europee (come ad esempio proprio la Germania) derivi da una maggiore qualità che non è logicamente casuale, ma figlia di un ben strutturato movimento costituito da un’infinità di fattori sui quali il Belpaese si trova indietro anni luce. Sia a livello di Nazionale, che di campionato: sotto il primo aspetto, è deleteria e parecchio pesante la mancanza di vere strutture federali sul territorio, così come la scarsissima collaborazione dei club e la valorizzazione dei settori giovanili prossima allo zero. Per quanto riguarda il campionato invece, impossibile ignorare la ripartizione assolutamente iniqua dei diritti TV, che inevitabilmente favorisce sempre gli stessi e rappresenta una forte causa del ripiegamento della Serie A su se stessa nel corso delle ultime stagioni

2 commenti

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  1. Lello66 - 12 mesi fa

    Italia alla Ventura, troppi tatticismi che imbrogliato le individualità, Darmian fuori ruolo anche se è stato il migliore in difesa

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  2. aterreno - 12 mesi fa

    Mah, Conte sta preparando la Nazionale per l’arrivo di Ventura, si sa, passagetti, gol presi…

    La squadra non e’ male, ci sono un paio di giovani non male (zaza, insigne, darmian, Bernardeschi ha giocato male ma la classe c’e’, El Shaarawy e’ buono, Florenzi pure lui (non ieri sera).
    Buffon basta, e’ ora di lanciare Donnarumma.
    Forse l’Italia gioca alla toro di ventura proprio perche’ manca il regista buono al centro campo, senza Pirlo con Montolivo che non si capisce cosa ci faccia in Nazionale e’ un po’ dura.

    Comunque il campionato Italiano e’ scarso, ma non e’ quello il problema, il problema e’ che non vengono valutati, lanciati i giovani. L’Inghilterra ha un buon campionato ma son tutti stranieri.

    L’imbarazzo e’ che tra i mondiali e ieri non s’e’ fatto molto, ah no, quella legge nuova di tavecchio sul vivaio/primavera…

    ci vorranno anni.. CRESCITA VENTURA, ce la puo’ fare, magari a 74 anni

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