Amichevolmente Toro

Amichevolmente Toro

Sotto le Granate / Torna la rubrica della nostra Maria Grazia Nemour

di Maria Grazia Nemour

L’amichevole non presuppone amicizia, anzi, spesso è un esercizio di forza tra squadre per nulla equilibrate. È la più forte che si allena, che fa le prove di trasmissione.

E allora a luglio ci siamo visti sotto l’ombrellone le amichevoli con dilettanti e Lega Pro – ma anche col Nizza –  e le abbiamo viste mentre eravamo equamente occupati a scoprire i movimenti dei nuovi acquisti, la forma dei consolidati, e a sputare i semi dell’anguria.

Martedì sera, l’amichevole con il Liverpool. Un Toro bravissimo a ripetersi, in testa e nelle gambe, il mantra anti-mostro sacro: io non ho paura, io non ho paura!

Un Mr. Oliver amico soprattutto del Liverpool in questa amichevole, amici di cui il Liverpool fa tranquillamente a meno.

Ma a volte, a volte l’amichevole è letterale, e la si disputa proprio e solo per questo, per amicizia. Un sentimento che ti accomuna a qualcun altro e annienta solitudine, fa venir voglia di frequentarsi, condividere esperienze.

L’amichevole con la Chape mi ha regalato qualcosa che non sempre trovo allo stadio: un’emozione. E dire che era iniziata male, arrivo tardi e la fila davanti all’entrata della Maratona è ancora lunga. Ed eccoli i “migliori”, arrivano urlando e con quattro spintoni sono dentro e se ti permetti un “Ma basta!”, è una cascata di improperi e frasi intimidatorie. E io a chiedermi, ma questi forse hanno sbagliato tram e credevano di scendere a Venaria, non vanno certo a vedere il mio Toro che stasera gioca con la Chape la partita del ricordo che smonta la solitudine, che costruisce futuro. E visto che questi – i migliori – saltano l’identificazione e fanno aprire i tornelli, mi chiedo se siano “graditi” al Toro. Quel Toro che abbraccia la Chape e quella Chape che non si vergogna di piangere e di prenderselo tutto, l’abbraccio di energia sotto la Maratona. L’emozione forte di stare in mezzo a tante persone e non avvertire semplice aggregazione, ma sentirsi parte di qualcosa di più grande, unione.

Ho guardato le tredicimila persone vestite di Toro e accaldate d’agosto intorno (e so di qualcuno che ha comprato il biglietto per contribuire all’abbraccio, anche se già sapeva che non sarebbe potuto venire), e ho pensato che non avrei voluto essere in un altro posto, che non potrei tifare altra squadra.

Questi giorni di amichevoli partite sono fondamentali, aiutano il Toro a definire il profilo con cui si presenterà in campionato. È un conoscere se stessi attraverso l’amichevole incontro-scontro con gli altri.

Oltre a non avere la forza economica di stare nei primi posti in classifica, cosa ci rende diversi dagli altri?

Abbiamo ancora motivazioni potenti che ci muovono?

Le amichevoli dicono che possiamo spenderci in solidarietà con chi gioca le difficoltà della vita, e in coraggio intelligente al cospetto dei forti.

Vorrei vederlo nella campagna pubblicitaria abbonamenti, quello che ci rende diversi dagli altri. Le idee del Toro incorporate nell’abbonamento. Una cultura che non può vendere chiunque insieme al biglietto della partita, neanche se quel qualcuno ha i soldi per comprarsi Ronaldo. Riconoscersi nelle idee e nelle azioni, è importante. Almeno per me.

Penso ad esempio al St. Pauli – ho un debito di riconoscenza nei confronti dell’amico che me lo ha fatto conoscere – che ad Amburgo, in un clima sociale di intolleranza e ambiguità, ha saputo issare alta la sua bandiera col teschio e farla sventolare forte contro il razzismo, il nazismo, l’omofobia e il sessismo. Un St. Pauli che non si pone il problema di piacere a tutti, ma che propone ai suoi tifosi un modo di essere uomini e donne che vanno allo stadio. La sede in un quartiere di Amburgo forse reietto, ma indubbiamente ribelle. È così, che una piccola Società sportiva che non ha mai raggiunto le vette della Bundesliga, ha convinto milioni di abbonati a sventolare la bandiera con il Jolly Roger sopra. È così, che grandi sponsor – come la Nike – hanno iniziato a farle la corte, e la CNN a seguirla. È così che il punk e il rock hanno iniziato a cantarlo, il St. Pauli.

Ma quello è il St. Pauli, il Toro è un’altra cosa. Il Toro non ha bisogno di assomigliare a qualcun altro per essere affascinante, per attrarre, creare immedesimazione. Abbiamo la fortuna di avere già tutto nell’armadio, basta tirarlo fuori dalla naftalina quest’abito buono e farlo sventolare un po’, il nostro granata. Indossarlo a lavoro, a scuola, nel pic-nic di Ferragosto.

Se nella prossima partita di Coppa vedremo Cairo con il teschio sotto alla giacca, vuol dire che il Toro ha addirittura un progetto culturale, da proporre con l’abbonamento 2018-2019.

Ricordaci cosa ci fa diversi dalle altre squadre, Cairo. Io, ho voglia di urlarlo.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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  1. bergen - 1 settimana fa

    Il tema è proprio quello.
    Che malgrado tutte le nostre disgrazie, siamo oggetto di invidia.
    Perché siamo diversi.
    Perché quello che abbiamo ce lo siamo guadagnati e non lo abbiamo rubato.
    Perché ci sono squadre in mezzo mondo che ci sono legate al punto di mettere i nostri simboli sulle loro maglie.
    Perché abbiamo avuto tante persone esemplari e pochi mercenari.
    Perché le nostre maglie hanno il color sangue del messaggero della Brigata Savoia.
    Perché come diceva Don Aldo, per tutti la squadra del cuore “è qualcosa di speciale. Il Toro è qualcosa di diverso. Chi lo tifa lo sa benissimo, chi non lo tiene non può capirlo e allora rinuncio a spiegarlo”.
    Insomma perché abbiamo quasi tutte quelle cose che non si possono comprare.
    Buona fede granata.

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  2. rogozin - 1 settimana fa

    Potrei sapere quali sono i valori che rendono il Toro una società speciale? Continuate a riempirvi la bocca e il forum si questi valori ma non ho ancora capito quali siano.

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    1. Garnet Bull - 1 settimana fa

      Per scrivere certe cose, fai prima a non pensarlo nemmeno il commento

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    2. Vanni - 1 settimana fa

      L’importante e’ vincere.

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  3. Hagakure - 1 settimana fa

    “Questi giorni di amichevoli partite sono fondamentali, aiutano il Toro a definire il profilo con cui si presenterà in campionato. È un conoscere se stessi attraverso l’amichevole incontro-scontro con gli altri”.

    Hai ragione, Maria Grazia, l’ultima amichevole ci ha proprio aiutato a definire il profilo con cui questa squadra si presenterà in campionato e ci ha permesso di guardarci negli occhi e riconoscere tristemente che, se la “musica” sarà quella vista, saremo sempre gli stessi, quelli di 1, 2, 3, 4 anni fa, quelli che “a febbraio è già tutto finito”.

    “Le amichevoli dicono che possiamo spenderci in solidarietà con chi gioca le difficoltà della vita, e in coraggio intelligente al cospetto dei forti.

    Vorrei vederlo nella campagna pubblicitaria abbonamenti, quello che ci rende diversi dagli altri. Le idee del Toro incorporate nell’abbonamento. Una cultura che non può vendere chiunque insieme al biglietto della partita, neanche se quel qualcuno ha i soldi per comprarsi Ronaldo. Riconoscersi nelle idee e nelle azioni, è importante. Almeno per me.”

    Anche per me è fondamentale, Maria Grazia, aiutare il prossimo e aiutare chi ne ha veramente bisogno.

    E, con tutto il rispetto per le Tue parole, vorrei ricordarti soltanto che lo sterco bianconero, pur essendo tale e pur avendo avuto i soldi per comprarsi Ronaldo, nel corso degli anni, ha aiutato, ha versato (società, giocatori, presidenti, DS) milioni di euro negli Ospedali Regina Margherita di Torino e Gaslini di Genova per dare una speranza e un futuro a tutti quei Bambini lì ricoverati con malattie che, forse, Tu nemmeno t’immagini e alle loro Famiglie, per non parlare dei fondi accantonati e versati per la Ricerca sul Cancro.

    Vedi, Maria Grazia, a prescindere dalla Grande Bonta, Umanità e Importanza di questi gesti, il fatto che li abbia fatti spontaneamente lo sterco bianconero e non Urbano Cairo (il quale per ora si è limitato a posare ghignante con Ventura per una fotgrafia insieme a un Ragazzo tetraplegico, Christian, che non aveva bisogno di milioni, ma solo di 8.000 euro per poter acuistare una vettura predisposta per aiutarlo nel Suo handicap, aprendo una sottoscrizione ai tifosi e al loro buon cuore e non tirando fuori un euro dal suo portafoglio, o a donare denari non suoi ma dei Tifosi, i quali sono accorsi numerosi allo stadio per poter sostenere ed aiutare la Chape) mi fa venire la bava alla bocca.

    Forse Ti sei dimenticata di questi piccoli particolari quando hai scritto quella frase che ho poc’anzi citato e questo, credimi Maria Grazia, non Ti fa affatto onore.

    “Ricordaci cosa ci fa diversi dalle altre squadre, Cairo. Io, ho voglia di urlarlo”.

    I premi “fair play finanziario”, i bilanci a posto e l’indebitamento nullo, tanto per iniziare.

    Urlalo, Maria Grazia, urlalo insieme a tutte/i coloro che urlano “grazie Urbano, grazie per averci salvati e per averci dato solidità economica e patrimoniale”.

    No, Maria Grazia, con tutto il rispetto che Ti porto, Ti dico francamente che tutta questa “pantomima pro Cairo” te la potevi risparmiare, o meglio potevi impostarla e scriverla in modo totalmente differente, non andando a sollecitare “timbri” che questa presidenza e questa società conoscono solo superficialmente e in minima parte.

    Con immutata stima e rispetto, un saluto.

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Un pollice verso è il mio. Non voglio scriverti qui il perché trovo il tuo “pistolotto” completamente sconclusionato e fuori luogo. Sono sicuro lo prenderesti come un attacco personale e non voglio. Lo farò, magari se vorrai e ci sarà occasione , con calma, davanti ad una birra prima di una partita.

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      1. Hagakure - 1 settimana fa

        Sulla Beneficenza e sull’aiuto ai Bisognosi, soprattutto quando sono Bambini, chiunque lo faccia disinteressatamente (compreso lo sterco bianconero), non c’è “pistolotto” che tenga. E la Signora Maria Grazia ha detto cose false a proposito di questo punto, per me fondamentale e nettamente separato dal discorso sportivo o econimico.

        E tutti quei pollici versi non fanno altro che confermarmi lo squallore raggiunto da certe persone che si professano essere Tifosi del Toro.

        Ti ringrazio per la sincerità, la apprezzo molto e dunque non ti considero facente parte della suddetta categoria.

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        1. Granata - 1 settimana fa

          Vedi, tu hai cercato di esprimere sentimenti. Questi , per me, non devono essere oggetto di discussione ma di rispetto. Mi piacerebbe poterti dare degli elementi oggettivi , attraverso i quali , tu potrai confermare o modificare il pensiero. Tutto qui. Per il resto io ci metto sempre la faccia e sono per uno scambio di idee anche acceso ma sempre con rispetto. A presto

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  4. prawn - 1 settimana fa

    Cairo I giorni passano e non succede niente, vergogna

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    1. Custer7 - 1 settimana fa

      La peggiore campagna acquisti dell’ultimo decennio!!
      Izzo, Bremer e Meite cioè un normale/discreto difensore e due meteore sconosciute a tutti!!
      È incredibile come la società prenda x il culo la piazza e la cosa ancora più incredibile e’ che ci sia qualcuno che difenda il suo operato!!
      No comment

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      1. BACIGALUPO1967 - 1 settimana fa

        Se il “Mondo” amava gli indiani e non lo sterminatore che porta il tuo nik… qualche ragione c’era.
        Fvcg

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        1. Custer7 - 1 settimana fa

          Bacigalupo tu probabilmente sei il classico “yes man” e fai parte di quella “piazza” compiacente e buon per te perché come dice il proverbio “chi si accontenta gode!!”

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        2. Vanni - 1 settimana fa

          Sinceramente? Non ho capito un caxxo.

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    2. Vanni - 1 settimana fa

      Di una cosa siamo sicuri: non sara’ la peggior campagna acquisti degli ultimi 30 anni. C’e’ stato persino di peggio.
      #VOGLIOILCINESE

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  5. dattero - 1 settimana fa

    sul robaldo c’e’ anche un problema relativo all’iva da pagare,sul fila nulla si muove

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Risolto problema iva

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  6. Gabo - 1 settimana fa

    Forse,privilegio granata,preferisci vedere allo stadio le croci celtiche,i saluti romani ed i fischi ai giocatori di colore? Basterebbe applicare la legge Mancino x non vedere certa feccia allo stadio che tu definisci”gruppi organizzati di destra”….non credo che essere granata voglia dire essere razzisti. Dunque credo che l’esempio del St.Pauli sia più che calzante. Qui non si tratta di criticare la libertà di espressione che potrebbe venire a mancare con il Codice di Gradimento,ma semplicemente di mantenerla nei corretti binari di una civile convivenza. Boh…….

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    1. PrivilegioGranata - 1 settimana fa

      Primo: prova a capire che cosa ho scritto, che da quello che rispondi si vede che non hai proprio colto.
      Secondo: il St. Pauli calzante??? Una squadretta che le poche volte che ha ottenuto la promozione in Bundesliga è subito retrocessa? Che ha bazzicato le serie più infime della Germania? E questo sarebbe l’esempio calzante per il Tor?
      Ma di che ca@@o stiamo parlando?

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  7. user-13979436 - 1 settimana fa

    Non abbiamo nessun peso politico, per illuminare la mole dobbiamo raccogliere le firme così come per intitolare lo stadio al Grande Torino; il nostro presidente non vive la città non la conosce così come conosce poco e solo per sentito dire la storia del Toro. Grande aziendalista ma poco innamorato del calcio, avremo sempre una società solida con pochi sprechi con investimenti legati ai ricavi.

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Ricorda, sono tutti del Toro quando si vota. Sono tutti a strisce quando si governa

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      1. Vanni - 1 settimana fa

        Questa di chi e’? Di Confucio?

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  8. PrivilegioGranata - 1 settimana fa

    Magnificare il St. Pauli che ha avuto l’unico merito di spostarsi negli anni ’80 nel quartiere a luci rosse di Amburgo diventando un fenomeno cult. Boh.
    Ah no, ha anche un altro merito: quello di aver proibito l’ingresso ai gruppi organizzati di destra. Cioé di aver messo in atto una sorta di Codice di Gradimento da parte della Società nei confronti dei tifosi.
    Cioé la cosa che la Nemour, autrice dell’articolo, criticava la scorsa settimana riferendola al Toro. Boh.

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    1. Granata - 1 settimana fa

      Bravo. Ben detto

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  9. scacchistagranata - 1 settimana fa

    Articolo da incorniciare, perché i nostri valori vengono prima dei risultati sportivi. E questi, nel nostro caso, non possono essere frutto del potere economico ma proprio di quei valori che dobbiamo trasformare in forza sul campo e in risultati. A Cairo non imputo ad esempio l’acquisto di una promessa (che costa poco) invece di un costoso campione affermato, ma piuttosto la sua ritrosia o lentezza nel fare “cose da Toro” come dare uno scossone agli impantanamenti del Robaldo, o utilizzare parte degli utili per finire il Filadelfia e trasformarlo in fretta nella nostra cittadella, con gli annessi ritorni di consenso, coesione, immagine, ma anche economici (e alla fine pure sportivi) che ne deriverebbero. Concetti analoghi aveva espresso Alessandro Costantino nel suo ultimo articolo, ma credo che siamo in tanti tra i vecchi cuori granata a pensarla così (forse, Maria Grazia, non quelli che ti hanno spintonata per entrare…)
    Un saluto a tutti
    Scacchista granata

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    1. Granata - 1 settimana fa

      I problemi del Robaldo sono sorti soprattutto perché i progettisti di Cairo hanno richiesto importanti e necessarie modifiche sull’area attigua con conseguente modifica alla viabilità per aumentare l’area parcheggi senza la quale non si sarebbe potuto sfruttare il sito al 100%. Poi è notorio che al Toro si complica la vita. Alle merde si agevola. Per quanto riguarda i soldi utili del Toro da investire sul Fila , sappi che,legalmente ,non si può. Cairo incorrerebbe in un reato penale detto distrazione di capitali visto che il Fila non è di proprietà. Cairo può donare , soldi suoi NON DEL TORO, tramite appunto donazione come ha fatto.

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      1. scacchistagranata - 1 settimana fa

        @granata, sul Robaldo hai ragione, ci sono problemi oggettivi (e non il solo che hai detto) che stanno rallentando i tempi. Sul Fila invece, con gli attuali assetti di proprietà, è come dici tu, ma gli assetti di proprietà, con qualche milione a rimborso di quanto speso da Comune e Regione potrebbero cambiare. E se anche i tempi fossero lunghi, non vedo cosa potrebbe impedire al Torinofc di proporre alla Fondazione un project financing per la costruzione dei lotti mancanti. Volere è potere…

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        1. Granata - 1 settimana fa

          Ti faccio due domande. Sei certo non si muova nulla ? Il proprietario vuole vendere ? Grazie

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          1. scacchistagranata - 1 settimana fa

            Non capisco le domande, a meno che non ci sia un equivoco: intendevo gli attuali assetti di proprietà del Fila, non del Toro. E sul Fila non so se si sta muovendo qualcosa, ma se il Torino fc volesse diventarne proprietario, pagando il dovuto, non penso che gli Enti locali, principali “azionisti” della Fondazione, avrebbero da ridire.

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        2. Granata - 1 settimana fa

          Scacchistagranata per risponderti in modo serio e con documenti alla mano dovrei aprire un dibattito interminabile che non si puo affrontare qui, su un forum. Nel discorso posso pero dire che a seguito di comportamenti molto discutibili da parte di istituzioni uniti al caratteraccio di Cairo , hanno prodotto questa situazione. Per farla breve compreresti tu una cosa costruita con i soldi della tua societa ?

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          1. scacchistagranata - 1 settimana fa

            Ti rispondo con le parole di Costantino: “è giusto amministrare con la virtù e la diligenza del buon padre di famiglia, ma poi arriva il momento in cui, da presidente del Toro, devi fare qualcosa ‘da Toro’, quindi una cosa non necessariamente sensata e logica, ma piuttosto ardita e, soprattutto, che coinvolga il cuore e da lì nasca e venga.” Sul Fila la farei.
            Mi piacerebbe approfondire la questione su cui sei documentato, ma capisco che sia complicato. Grazie comunque per lo scambio di idee.

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          2. Granata - 1 settimana fa

            Sono documentato perché, all’epoca dei fatti ero coinvolto direttamente in quelle dinamiche. Ti consiglio di cercare negli archivi di pubblicazioni del Comune di nome Agorà. Li c’è una prova ,delle tante a disposizione di chi voglia discutere seriamente e non con discorsi da bar, di come sono andate le cose. Del perché di certe promesse. Chi ha promesso cosa di fronte a chi e chi non ha mantenuto. Molti sarebbero costretti a cambiare visione. Grazie a te. A presto.

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          3. Pepe - 1 settimana fa

            Bravo Granata, scacco matto allo scacchista

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