Novellino: ”Toro, ambiente malato”

Novellino: ”Toro, ambiente malato”

 

di Guido Regis*

Ho letto un bell’articolo sul web “Filadelfia = Fratellanza. ma dov’è ?”  di Anna Parolini, donna che non conosco ma ho inteso occuparsi prevalentemente ed intelligentemente dell’unica luce presente in questo buio pesto: le giovanili del Toro.
Riporta banalissime e crude verità, più volte ripetute dal sottoscritto e non solo. In sostanza…

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di Guido Regis*

Ho letto un bell’articolo sul web “Filadelfia = Fratellanza. ma dov’è ?”  di Anna Parolini, donna che non conosco ma ho inteso occuparsi prevalentemente ed intelligentemente dell’unica luce presente in questo buio pesto: le giovanili del Toro.
Riporta banalissime e crude verità, più volte ripetute dal sottoscritto e non solo. In sostanza punta il dito, in modo direi discretamente preciso, verso “l’ambiente malato”, indicato quale principale responsabile delle ormai ventennali tristezze granata, anche se spesso proprio da chi di questo ambiente è parte o soprattutto da chi dal Toro FC è passato e se n’è andato, vedi Walter Novellino, evitando ovviamente di fare nomi e cognomi.
Eppure anche lei non riesce ad essere completamente “libera” e decide di salvare qualcuno che guarda caso è legato strettamente al sito per cui scrive: Carlo Testa ed Antonio Comi, assiduo frequentatore della nota trasmissione da Carlo diretta.
L’ambiente Toro è malato e direi per alcuni aspetti marcio, perché tutti i vecchi e nuovi soggetti che circolano in questo ormai triste e sbiadito microcosmo, oltre a più o meno importanti ed innegabili meriti, conservano colpevoli responsabilità che ignorantemente o disonestamente non sono stati, non sono e certamente non saranno disposti ad ammettere, nemmeno scendesse dalle nuvole il Padre Eterno a riempirli di ceffoni ogni volta che dicono, scrivono e fanno meschine cagate.
Nessuno è immune tra i personaggi più in vista e non.
Carlo Testa invoca unità , ma in perfetta sintonia con tutti altri che blaterano questa unione, divide comportandosi da delatore, rigorosamente in privato grazie a Dio, nei confronti anche di persone molto più oneste, limpide e disinteressate di lui.
Dice sovente d’ essere costretto a tacere perché “non può parlare”, poi sistematicamente fa retorici e lacrimevoli monologhi radiofonici e televisivi, dicendo banalissime, per quanto giustissime, verità che poi immancabilmente smentisce con i fatti, monopolizzando e censurando l’informazione ed impedendo il benché minimo contraddittorio con chiunque lui ritenga “negativo” per l’ambiente Toro, spesso mentendo e smentendo se stesso.
Ma non è assolutamente né solo, né unico in questo triste comportamento.
Come lui, esattamente come lui, in modi diversi più o meno colpevoli, tantissimi altri, da alcuni membri del coordinamento, ad altri siti, ad altri gestori e frequentatori assidui di altre trasmissioni, a tastieristi di forum, a giornalisti di carta stampata e di televisione, a presidenti, vicepresidenti, segretari di club ed associazioni a magazzinieri, autisti e professionisti di vario genere direttamente o indirettamente legati alla società. Nessuno è immune da questo disgustosa e dilaniante gara a farsi i cavoletti propri, da quelli più piccoli, a quelli da centinai di migliaia di euro, tirando l’acqua al proprio mulino cigolante, disinformando, ma sbandierando al mondo un disinteressato amore per il Toro.
E qualcuno si guardi bene dal pensare di non essere nel mucchio solo perché non direttamente citato, si guardi bene chiunque da affermare pubblicamente che in questo mucchio sono da inserire il sottoscritto ed altri pochi eroici ed evidentemente fastidiosi soggetti che realmente ed indiscutibilmente stanno da molto tempo dilapidando energie e soldi ad esclusivo interesse del Toro, perché verranno chiamati a rispondere con prove di tali meschine delazioni.
Ma è mai possibile?
In questo “ambiente malato” ci conosciamo chi più chi meno tutti e tutti patiamo immani sofferenze per questo Toro alla deriva. Eppure ogni iniziativa, ogni moto di passione, ogni tentativo di sorreggere ed alimentare nell’unico modo possibile una fede che, se abbandonata definitivamente a terzi, verrebbe dilaniata, trova comunque sempre qualcun’altro che ha da dire, da dissociarsi, da lamentarsi, da criticare, fino alla diffamazione. Sport preferito, la ricerca della pagliuzza nell’occhio di coloro che sant’Iddio, fino a prova contraria, dovrebbero essere tuoi fratelli, salvo negare la trave presente nei propri occhi e di quelli che convivono per un certo periodo nella tua minitribù con il paraocchi.  
A rimetterci come sempre quelli più puri, onesti. Quelli che se ne fregano continuano invece imperterriti a perseguire i loro disegni, persino con successo, sotto la bandiera del Toro.
Troppo spesso ho la sensazione che sia quasi voluto il gettare fumo negli occhi o peggio accusare altri, spesso senza motivo, dei propri più beceri piccoli o grandi comportamenti “criminosi”, se riferiti ad una vera ed onesta appartenenza alla famiglia granata, pur di non concedere spazi ad iniziative che non diano un immediato appoggio d’immagine ed economico alla propria “microboita”.
Così si crede di proteggere il proprio orticello ed invece si spalancano le porte proprio a coloro che subdolamente s’infiltrano e rosicchiano, nella penombra, quasi sempre impuniti.  
E’ in questo modo, creando confusione, s’impedisce che il marcio vero venga alla luce.
Ma ci si rende conto che proprio negli ambienti malati sguazzano i parassiti?
E’ vero, alla fine tutto questo è anche frutto dalla pessima gestione della società e dell’ambiente da parte di chi, volenti o nolenti, ne ha le redini: il presidente Cairo.
Dopo sei anni non è stato ancora capace di creare uno staff di saggi uomini di sicura fede granata, che farebbero un gran bene a lui e a tutto “l’ambiente malato”.
Non è riuscito comprendere e stanare le centinaia di sanguisughe che non si accontentano di nutrirsi più o meno legittimamente, ripeto da pochi centesimi fino e centinaia di migliaia di euro, alle spalle di questo povero Toro, ma pretendono anche spocchiosamente e spudoratamente di gestire in modo subdolo, personalistico, disonesto, scorretto ed amorale i piccoli o grandi poteri e privilegi ottenuti.
Un presidente boia e vittima nel contempo.
Cairo non ci arriva e certo ad alcuni fa persino comodo, in quanto consente loro di combinare schifezze e farle combinare persino a quei pistola milionari e viziati che pascolano ogni sabato sul prato rettangolare, magari poi andandosene sbattendo la porta.
Ma se una morale, ancorché granata, non esiste in talune persone, in tutti gli altri è mai possibile che non scatti la molla che l’induca a lavorare in armonia e fiducia reciproca per un progetto comune che parta dal recupero degli antichi valori, passi attraverso la ricostruzione dei luoghi simbolo e si completi in un rafforzamento strutturale ed economico della società con la compartecipazione totale di tutti i suoi tifosi?
Si i tifosi tutti, l’unica vera risorsa possibile per questo Toro.
Ed invece a quelli più o meno in vista, impegnati per l’appunto solo a gettarsi fango addosso reciprocamente o a conservare rigide ed arrugginite posizioni prive di futuro, si aggiungo alcuni tifosi “comuni” che, solo per aver acquistato il biglietto e disporre ahinoi di una voce, per quanto assolutamente disconnessa dal cervello, almeno spero, hanno saputo in questi anni farsi plagiare, urlando in tempi diversi contro l’uno o l’altro nemico immaginario, dimenticando quelli veri.
L’ultimo si chiamava Lerda, per carità anche lui assolutamente per nulla scevro da colpe e responsabilità.
Bene! Se n’è andato, ed ora?
Abbiamo e si è bruciato un altro ragazzo del Filadelfia. Il risultato si è visto ed è stato l’ennesimo errore non solo di Cairo ma anche del fatidico “ambiente malato”. La sostanza non cambierà perché è e sarà assolutamente questa, anche nell’improbabile evenienza che da sabato prossimo la prima squadra vinca tutte le partite fino all’ultima dei play off.
Nemmeno si verificasse questo miracolo avremo risolto i problemi del Toro. Semplicemente consentiremo ai parassiti di succhiare un po’ di sangue in più, vendendosi tutti come quelli che avevano ragione.   E già!  Bella questa, ma se tutti, allora come oggi, avranno avuto ragione, chi mai sarà stato ad avere torto ?  
Semplice! I pochi fastidiosi animi nobili e cervelli sani, che veramente pensano ed agiscono con cognizione di causa e senza alcun interesse personale da sempre, ben disposti ed aperti ad ogni iniziativa granata, subendo in cambio prevalentemente emarginazione, censure, e talvolta calunnie.
E’ notorio, “nemo profeta in patria est”.
Guardate: voi avete il Toro che meritate, anzi molto di più, ma il sottoscritto e pochi altri no e siamo giunti al limite!
Non useremo noiose litanie populiste, urla, mazze, bombe carta o teste di maiale mozzate, ma armi oneste e legittime caricate di semplice trasparenza e costruttività, ma che sapranno se necessario essere ben più insidiose e letali.
Siamo stufi di accettare che tanti veri o presunti “granata doc”, credendo di difendere i loro piccoli privilegi, alimentino questo percorso distruttivo. Se è assolutamente vero che i poteri forti ci sono stati e sono ancora ostili è altrettanto vero che molti, troppi, hanno imboccato da tempo la strada dell’eutanasia, raccontando di se stessi un percorso diverso, vissuto solo nelle loro parole, quasi mai nei fatti.
Non avete intenzione di cambiare? Bene! Non vi aspetteremo più e sul carro del vincitore farete una fatica a salire, ben più immane di quella a cui ci costringete per provare a raddrizzare questa baracca, che dovrebbe essere anche vostra. 

 

*Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

http://www.torinoclubcto.com

http://www.toromio.net

(Foto: M. Dreosti)

 

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