Perdoni mister Ventura! Non avevo capito un ca..volo

Perdoni mister Ventura! Non avevo capito un ca..volo

Questa sera contro la Sampdoria lo stadio non potrà esimersi da un ovazione quando lo speaker annuncerà la nostra punta di diamante a guidare l’attacco: Riccardo Meggiorini.
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Questa sera contro la Sampdoria lo stadio non potrà esimersi da un ovazione quando lo speaker annuncerà la nostra punta di diamante a guidare l’attacco: Riccardo Meggiorini.
E si, santo cielo, un bagno d’umiltà sta banda di “cabrones”granata, per dirla in catalano, la dovrà pur fare.
Tutti, o quasi, a fischiare il Meggio e ad osannare Sansone per sei mesi circa.
Sansone se n’è andato, è arrivato il ciuffettone nano brasiliano Barreto che duetta a memoria con il Meggio ed eccoci qua a decantare le gesta e la doppietta a SanSiro del bomber incompreso e deriso dalla piazza.
Contro l’Inter si è svelato il mistero. 
Se ti spompi a fare il lavoro sporco, sotto porta probabilmente anche Cavani sbaglia, e lo si è visto spesso quando l’eccelso puntero ( oggi il catalano mi piace da morire e fra poco capirete perché) partenopeo è costretto a lunghe cavalcate difensive).
Che scoperta!
Probabilmente accadrebbe anche ai miliardari Ibra, Balo, Ronaldo etc etc, ma non lo sapremo mai visto che difficilmente ripiegano a difendere più di un paio di volte a partita.
Sicuramente è accaduto ed accade anche al nostro Capitano, ormai destinato alla panchina, che in questi due anni di ripiegamenti difensivi ne ha fatti a migliaia, o sbaglio ?
Insomma, da qualche partita si è visto che al Meggio è stato dato un altro compito: meno sportellate e corse a ritroso e più lavoro da punta, ed ecco il risultato. 
Non credo al fattore San Siro. Penso che si ripeterà.
Va beh, comunque diciamocelo ”belin” ( non è catalano ma è ligure e ci assomiglia un po’) dovevamo capire ”chi siamo, cosa facciamo, dove vogliamo arrivare”. 
Il calcio è fatto di ”conoscenza” e la squadra, ma anche la piazza doveva acquisire conoscenza. 
Va bene mister ?
E’ questo che bisognava capire ?
Da ”dove veniamo” noi pensavamo di saperlo. 
Forse sbagliavamo a pensare di venire dalla squadra che tremare il mondo fa.  
Forse sbagliavamo a pensare che il popolo granata fosse l’erede di quel tempo.
In realtà veniamo da circa quarant’anni si sofferenza e passione.
Per cui ora sappiamo tutto, cioè da dove veniamo, chi siamo, cosa vogliamo. Abbiamo acquisito la
”conoscenza” di cos’è il calcio. 
Abbiamo aperto gli occhi una volta per tutte, spero.
Il calcio giocato non è quello dei Messi, degli Ibra etc etc.
Se Messi giocasse quest’anno nel Siena, tanto per capirci, farebbe una figura di poco migliore a quella che fa Rosina. 
Il Siena retrocederebbe lo stesso, magari da terz’ultimo e non da ultimo, con qualche bella soddisfazione per i suoi gol, ma immerso in un mare di delusioni.
Il calcio dei divi miliardari, per quanto bravissimi, è un calcio per gli sponsor, per l’economia pompata e speculativa, per lo spettacolo, ma non giocato e sudato sul campo.
Il Barcellona che sta ammazzando ancora una volta il campionato Spagnolo, ha un buon portiere, una solida difesa, una serie di giocatori tra centrocampo ed attacco, bravi ad eseguire a memoria uno schema costruito nel tempo con il lavoro, con la ”conoscenza”.
Sono ottimi giocatori ma non eccelsi; l’unico forse è Messi. 
Li togli da li e probabilmente tutti o quasi, si ridimensionerebbero.
Ebbene tutte le squadre che hanno puntato e puntano su molti singoli ”talenti” super sponsorizzati, pagati e coccolati, falliscono, vedi il Real del ”number one”, o il PSG….
Per cui se prendi il Bari delle meraviglie di qualche anno fa, ed il suo allenatore esperto, gli estrapoli sei o sette giocatori, li trasporti a Torino, gli aggiungi altri quattro o cinque elementi che sanno bene o male giocare la palla, li fai lavorare e li martelli con una serie di schemi in modo che alla lunga formino un corpo unico ed abbastanza omogeneo, santa pazienza, senza tanti soldi e ingaggi spaventosi, una squadretta che riesce giocarsela con le più blasonate del campionato, meritando persino di vincere con quasi tutte, la costruisci.
Grazie prof. Ventura l’ho capito finalmente.
Fino ad oggi non avevo capito un ca…..volo!
Invero se avesse avuto il tempo e la voglia di leggere quanto qualche stupidotto fra i tifosi del Toro scriveva e diceva in questi anni, magari si accorgeva che la pensava sostanzialmente così, ma non importa. 
Sono solo degli stupidotti, cui il popolo granata non dava peso e probabilmente non lo darà mai . 
”Se vogliamo possiamo?”  Ma si dai, l’abbiamo pensato insieme ma ci va bene far credere a tutti che l’ha pensato solo lei.
Uniti si vince lei non l’ha mai detto, ma il succo è quello.
Sapere, conoscere e metter a frutto il sapere e le conoscenze per costruire, rappresenta la base elementare per formare un uomo, un professionista serio, una carriera, un gruppo solido, una società sana,  ma in Italia è un discorso poco di moda. 
Le ”conoscenze” che ti aprono le porte della carriera in genere sono di altro tipo, o sbaglio ?
Forse è per questo mister che non avevo capito un ca….volo.
Di nuovo grazie, perché ”da solo” sta facendo il lavoro che nessuno era riuscito a fare in questi decenni. 
Noi Le siamo accanto, con la fiducia che tutto questo sia sempre più vincente e duraturo nel tempo, ma soprattutto si possa estendere anche al di fuori delle mura di Torino.
Ah. Dimenticavo. 
Sette undicesimi del fu Bari oggi vestono la maglia granata. 
Ecco! Se davvero vogliamo completare l’opera, facciamo in modo che quei tre o quattro che hanno conquistato il cuore e la fiducia del popolo granata prima del suo arrivo, ed i migliori del vivaio, si aggreghino, imparino bene anche loro “ da dove veniamo, chi siamo, cosa facciamo, dove vogliamo arrivare”. 
Insomma che acquisiscano ancora un po’ più di ”conoscenza” e la mettano a frutto.
Penso che sempre senza spendere molto tra un paio d’anni avremo nuovamente un gruppo degno di chiamarsi Toro e che potrà pensare di venire da più lontano rispetto a questi ultimi quarant’anni.
Se poi si capisce che per fare tutto ciò non è necessario avere uno sceicco che compri il Toro, ma è sufficiente anche tenersi questo Presidente e fargli capire che dovrebbe “consociarsi formalmente”con il popolo granata, senza considerarlo un semplice cliente e fruitore, magari un esempio al mondo, come 75 anni fa, lo diamo….o no?!  
Ma lo sta scrivendo uno stupidotto, forse non la vede giusta!
 
Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala
 
(foto M.Dreosti)
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