Al canto del Gallo ho ritrovato il Toro

Al canto del Gallo ho ritrovato il Toro

Buonanotte granata/ Cinque gol per esaltarsi, un Toro che diverte con il suo protagonista Andrea Belotti

A Torino fa caldo, un caldo da scoppiare, ma so di essere un po’ in ritardo, quindi corro, o almeno ci provo. Passo i cancelli, salgo le scale due gradini alla volta, mi fermo un attimo per prendere fiato. Osservo, respiro: sono a casa. Giusto in tempo per la lettura delle formazioni e per urlare per la prima volta allo Stadio Grande Torino il nome di Sinisa Mihajlovic, il nostro condottiero. Sono pronta per l’entrata in campo, e per quel minuto di silenzio, a testa bassa e cuore pesante, tra i più dolorosi che io abbia mai rispettato.

La partita inizia, fa sempre caldo e la mia voce e le mie mani si agitano, mentre guardo il Toro prendere le misure al Bologna senza annoiare, senza spazientire. Il Toro gioca, attacca, morde, o almeno ci prova. Ho lasciato fuori dal Grande Torino le perplessità sul mercato e mi godo il gioco, ne prendo confidenza e mi diverto. Ljajic fa una giocata che mi lascia senza parole, e mi spegne il sorriso poco dopo quando lo vedo avvicinarsi alla panchina: non ce la fa. Peccato, vorrei vedere il Toro con questo ragazzo per 90 minuti in campo, chissà quanto mi divertirei.

Belotti incalza, tira e tira ancora e la palla entra. Il Toro è in vantaggio e, tra grida di gioia, sembra persino faccia meno caldo. Ma dura poco perchè il Bologna ci riprende, su una dormita generale. Mi infastidisco: la difesa, la difesa! Eccoli lì i problemi e le preoccupazioni del mercato, che pensavo di aver lasciato fuori dallo stadio, rimpiango chi è andato via e sento i piedi meno sicuri. Ma, in quel momento di sfiducia, il Gallo insacca ancora e spazza via tutti i dubbi. Il secondo tempo, poi, è fiamme ed esaltazione. Baselli, Martinez, Vives: tutti fanno il loro, e fanno tutto giusto. Belotti un rigore lo sbaglia, ancora, ma poi quella tripletta se la riprende, mentre io  vedo solo più creste alzate in curva e un solo nome sulla bocca di tutti.

Parliamone, parliamone tanto, di questo ragazzo che dall’anno scorso non ha mollato un attimo in impegno e concentrazione. Riempiamoci gli occhi e il cuore di lui, dei suoi gol, dei risultati che ci porterà, della sua faccia pulita e di quella cresta che alza solo con la mano, perchè l’umiltà del suo lavoro trasuda in ogni partita. Parliamo della sua convocazione in Nazionale, e del fatto che abbiamo già capito che questo ragazzo sta diventando il cuore di questa squadra, la risposta a mille dubbi, il simbolo dell’entusiasmo che potrà venire. Parliamone noi, e aspettiamoci che ne parlino in tanti, in troppi.

Il Toro ha spazzato via il Bologna con 5 gol, l’aria è più fresca e frizzante ora e si torna a respirare. Sorrido: non riuscirò a dormire, dall’euforia. Grazie Gallo, grazie Sinisa: stasera, qui, io ho ritrovato il Toro.

Buonanotte granata…

3 commenti

3 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Yuri - 11 mesi fa

    Cristina, condivido il pensiero nero sul pareggio…difesa e tutto il resto che blaena in quei momenti…ma è proprio qui l’errore.
    Bisogna reagire per il bene della squadra dagli spalti, a volte sembra il contrario, cazzo!. (oops, sei giovane, me lo passi il francesismo?).
    :)

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. galvano - 11 mesi fa

    e basta però con ‘sto ‘canto del gallo’

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Akatoro - 11 mesi fa

    Il bello è che per il Gallo Il meglio deve ancora arrivare. Meriterebbe già fascia da capitano. Ragazzo d’oro e cuore grande grande grande

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy