Dopo un’altra stagione buttata, al Toro serve un vero progetto

Dopo un’altra stagione buttata, al Toro serve un vero progetto

Buonanotte granata/Un punto di vista sulla situazione attuale e sul futuro del Toro

di Cristina Raviola, @CriCuoreToro

Strano come fino all’anno scorso, la pausa per la Nazionale significasse per me una giornata di noia totale, con la sensazione che mi mancasse qualcosa, il mio adorato Toro. Nonostante il nervoso maturato in tutti questi anni, la gioia di aspettare la mia squadra, sperare nel risultato o anche solo in un paio d’ore di sano divertimento, non mi era mai stata tolta. Ma al punto in cui siamo arrivati oggi, vedo solo un nebbia fitta che nasconde il nulla cosmico di un progetto che mi chiedo se per questa squadra è mai esistito davvero, al di là della valorizzazione dei giocatori, con il risultato che allo stadio si va sempre meno, che non ci si aspetta più nulla, che chi non se la sente di assumere un atteggiamento accontentista, finisce per salvaguardare le proprie coronarie prendendo le distanze da questo Toro.

Non c’è nulla che mi piaccia al momento in questo ambiente, da una società che non ha obiettivi (o se li rimangia, scaricando la colpa sugli altri), ad un allenatore che personalmente non ho capito a cosa stia aspirando, ai giocatori, che in campo non stanno dimostrando nulla. Dalla gara contro la Fiorentina sono uscita con un’ulteriore perplessità: possiamo permetterci davvero di non schierare Ljiajc? E oltre al dubbio, lo scoramento per non aver reso onore ad una partita che significava molto, forse tutto. Perchè questa volta non si giocava per i punti, ma per il senso più profondo di quello che ancora pensavo fosse vivere il calcio.

Ma oltre a qualsiasi commento sulle specifiche gare, c’è davvero da ragionare sull’atteggiamento del presidente Cairo dopo quello che è l’ennesimo fallimento di un’altra stagione buttata. Quanto  gli può tornare nel fare pessima comunicazione di fronte ad un pubblico completamente stufo? Arriverà un punto, e lo vedo già dietro l’angolo, in cui la memoria non sarà più così corta, in cui non riuscirà più il tentativo di esaltare i tifosi di fronte ad un mercato che no, non ha reso questa rosa la più forte degli ultimi 20/30/40 anni. Tranne rari casi, i tifosi non sono così masochisti o così stupidi da idolatrare ad oltranza una squadra che non vince, non progetta e non conclude niente.

Quest’estate mi aspetto di tutto dalla società, per non guardare in faccia alla realtà che il Toro è diventata, compreso il tentare di riportare a casa qualcuno che nei nostri cuori non se ne è mai andato, per distrarre i tifosi dai reali problemi della squadra. Così negli articoli sui giornali comincia a comparire un nome che mi toglie lucidità, che ci prende nello stomaco, in un’assurda ipotesi che farebbe male a tutti, e servirebbe solo per usare e svilire una delle poche cose grandi e da Toro che ci sono state negli ultimi anni.

Buonanotte granata…

 

Laureanda in Scienze della comunicazione ed imprenditrice, un cuore granata da 34 anni. Da tre stagioni a Toro News, condivido la mia insonnia post-partita e i miei sogni, primo tra tutti quello di un calcio fatto solo di emozioni e di un Toro composto da giocatori-bandiere.

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  1. laboratori_61 - 3 settimane fa

    Parlare di progetto dopo dodici anni suona perlomeno ingannevole, ci hanno inebriato di fumo e parole speculando sulla nostra passione.

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  2. alètoro - 3 settimane fa

    Personalmente intendo concedere un ultima ed estrema chanche al patron Cairo in occasione del prossimo mercato estivo nella ancora viva speranza che attui finalmente un vero progetto a cui fa appello nella sua rubrica la brava Cristina Raviola.
    Condivido interamente il suo articolo e proprio in quanto, ricordo, di aver vissuto live in Piazza Palazzo Civico i momenti cruciali dell’avvento dell’imprenditore Cairo,all’indomani del fallimento definitivo della vecchia Società A.C. TORINO della vecchia gestione Cimminelli, alla guida del neonato TORINO F.c. durante i caldi e convulsi giorni dell’estate 2015 non posso credere che tutto possa finire in uno stato assolutamente deprimente come oggettivamente è quello attuale.
    Alla vigilia di questa stagione, in verità ero convinto si trattasse “sulla carta” del migliore TORO della gestione Cairo e proprio per questo motivo credevo che il piazzamento utile all’accesso della Europa League della prossima stagione fosse un obiettivo assolutamente conseguibile dagli uomini dell’ex tecnico serbo Mihajlovich.
    Purtroppo alla resa del campo la squadra non è risultata all’altezza dei sogni europei di mezza estate dell’intero ambiente granata.
    La settimana scorsa proprio su Toro News ho letto le dichiarazioni del patron Cairo e sono rimasto davvero allibito constatando la sua pessima comunicazione di fronte ad una tifoseria assolutamente stufa, come è giustamente sottolineato nell’articolo della Vs. collega a cui faccio i complimenti personali per la perfetta analisi di quanto accade in queste ore nell’intero ambiente del TORO.
    Nella sostanza egli prende le distanze dal fatto che Mihajlovich si fosse posto l’obiettivo del ritorno in Europa del TORO nell’arco temporale di un biennio.
    Sono rimasto davvero sconcertato e a questo punto mi sorge naturale il sospetto che i suoi detrattori abbiano davvero ragione nel momento in cui hanno la percezione che gestisca il TORO come ogni altra sua Azienda, nell’ottica esclusiva di produrre ricavi ed utili e in sotanza se ne frehi dei risultati sportivi della squadra.
    Ritengo quindi che il prossimo mercato estivo sarà l’estremo banco di prova per la Società TORINO F.c. del Presidente Cairo per comprendere se davvero esiste un progetto vero e concreto finalizzato alla crescita sotto l’aspetto tecnico della squadra.
    Esso sarà un crocevia di fondamentale importanza per comprendere definitavente se il patron Cairo è ancora credibile agli occhi di tutti i tifosi del TORO.
    Personalmente voglio forse illudermi concedendogli ancora questa chanche estrema, in quanto sono consapevole che ad oggi non esiste oggettivamente nessuna alternativa reale e concreta all’attuale proprietà del Club.
    Comunque e sempre Alè TORO !

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  3. rogozin - 4 settimane fa

    Capite o no il senso di ciò che viene detto? Cairo, ovvero la società, ha pubblicamente detto di non avere obiettivi di carattere sportivo; quelli sono problemi dell’allenatore che li raggiunge con ciò che passa il convento.

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  4. granata - 4 settimane fa

    Il nuovo progetto del Toro non potendo partire dal cambio di proprietà (non mi pare ci siano acquirenti all’ orizzonte), deve almeno partire dal rafforzamento dello staff dirigenziale/tecnico. Siamo deboli sui mercati internazionali, siamo deboli nella gestione dei calciatori (il primo che fa bah! e pesta i piedi viene immediatamente ceduto, altri vengono sviliti e svalutati), siamo deboli nel settore dei vivaio che è fondamnetale per una società come la nostra. Dobbiamo impararee da società non ricche, come la Lazio e l’ Atalanta (ma anche il Chievo e l’ Udiniese), magari pescando lì nuove forze dirigenziali. Meno importante, secondo me, puntare su nomi altisonanti per la panchina (Zaccheroni, Mihajolivc, Mazzarri), che costano un pozzo di milioni di euro e che non rendono quanto dovrebbero. Ricordo che la grande rinascita del Toro Anni ’70 partì da Giagnoni, pescato dal Mantova neopromosso in Serie A, e da Radice, che veniva dal Cagliari. E poi, ovviamente, non bisogna smontare ogni anno il giocattolo, resistere alla tentazione di vendere sempre tutti i migliori facendo scelte oculate negli acquisti. Quest’ anno paghiamo soprattutto l’ ingaggio costoso di due giocatori come Niang e Berenguer, due fra le tante scommesse che non hanno dato il loro contributo come si sperava.

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    1. renato - 3 settimane fa

      Parole sante, caro granata, bisogna imparare anon rompere tutti gli aanni il giocattolo…Non aggiungo altro, hai già espresso il pieno la mia idea, e cioè bisogna mettere un PROGETTO davanti a tutto, e non dietro a tutto…

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  5. robertopierobo_206 - 4 settimane fa

    Soprattutto l’aspetto “comunicazione” mi ha sorpreso, anzi di più. Non ci sono parole. Nel bel mezzo del caos si loda e mette altre 2 dita negli occhi ai tifosi… Cosa pensa gliene venga? Non solo ma pure rischia….. boh!

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  6. FaustoGranata - 4 settimane fa

    credo che sia agli occhi di tutti il progetto di Cairo … incassare il più possibile , come un’azienda , l’utile è quello che conta , chissenefrega del Toro , della sua storia e dei suoi tifosi…

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  7. dattero - 4 settimane fa

    commento appropriato,condivisibile.
    il tifoso del Toro sa benissimo che,malgrado momenti da toppe sui gomiti,mai e’ stata squadra provinciale,per Storia e “cultura”sportiva.
    In certi frangenti,anche storia del Paese nel dopoguerra.
    solo un superficiale accontentista puo’ pensarla cosi.
    Non e’ colpa del tifoso se il proprietario,in 13 anni,lo frastorna con frottole piene di speranze,frottole documentate da interviste,quindi controllabili.
    ha annientato una passione con costanza cinismo,volgarita’ e umana cattiveria.
    cairo perdente,non sei il mio presidente

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  8. Scott - 4 settimane fa

    Condivido tutte le tue riflessioni. Mi hai fatto riflettere e inizio a condividere quelle sull’allenatore.

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  9. Granatissimo1973 - 4 settimane fa

    Guardate che non è stato Cairo ad aver trasformato il Toro in una provinciale.
    O mi ricordo male e quando Cairo lo ha preso il Toro veleggiava stabilmente tra i primi 5/6 posti della classicifica?
    Mi scappa da ridere a leggere che la Signora Raviola non capisce a cosa aspiri Mazzarri. Mah…provo a indovinare…forse a far giocare il Toro da squadra cosa in cui il suo predecessore è stato maestro si ma all’incontrario.
    Non fa giocare Liajic, Mazzarri…. e ridaje!
    Nel girone di andata con Mihailovic in panchina che sapeva benissimo a cosa aspirare e Liaijc in campo abbiamo vinto in casa col Sassuolo ad Agosto e col Cagliari.

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  10. prawn - 4 settimane fa

    Tutta colpa dei giornali, dei media

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    1. steacs - 3 settimane fa

      no questo no, se no sarebbe pure colpa di Cairo 😉

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  11. torofabri - 4 settimane fa

    Il vero progetto dovrebbe partire dalla rifondazione della società. È incomprensibile che nessuna vecchia gloria del Toro in 12 anni di presidenza Cairo, non sia mai entrata in società ad insegnare a questi giovanotti cosa vuol dire indossare quella maglia. E parlo di gente come Sala, Zaccarelli, Fossati, Cereser, Agroppi,Annoni e tanti altri che verrebbero gratis. Non dimentico certo Pupi, ma lui è un caso a parte. Con tutto il rispetto non posso vedere Castellazzi in panchina o Comi a rappresentarci.

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    1. WGranata76 - 3 settimane fa

      È comprensibilissimo, sono figure scomode e ingombranto che Cairo non vuole intorno per non sfigurare e rischiare ammutinamenti.

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  12. Andrea Valentino - 4 settimane fa

    Ma quale progetto, ve lo chiedo a nome di tutti i tifosi desiderosi di rivedere il Toro ripercorrere i passi del Grande Torino, aiutateci, Voi addetti ai lavori, nel trovare un acquirente lontano da questa nazione servile e corrotta, possibilmente straniero, che sia indipendente dai soliti noti e possa ridarci un futuro degno della storia di questa gloriosa società. Vorrei ricordare gli investimenti che si potrebbero realizzare in questa città, se solo qualcuno lo permettesse. Stadio di proprietà con annesso centro di medicina dello sport e piscina olimpica di fronte lo Stadio da utilizzare per pazienti esterni e società Torino f.c. per la fase riabilitativa (tipo il J medical dei gobbi), area ex combi Per il settore giovanile (mentre l’attuale Robaldo per tutta la scuola calcio), palalpitour da abbattere con costruzione di un hotel, Filadelfia con sede e museo ed area ricreativa culturale. Su via Giordano Bruno, adiacente al Filadelfia (sull’area abbandonata) centro commerciale su due livelli, dove verrebbe inglobato il bennet, con parcheggio sotterraneo. Ed ecco realizzata la Cittadella Granata, insomma un progetto da fare rabbrividire anche i gobbi. Aiutateci affinché questo si possa realizzare, non il fantomatico progetto di chiacchiere di cui ci parla da 13 anni il venditore di fumo. Scrivete articoli costruttivi, che possano indurre Cairo a vendere a chi di dovere, affinché il sogno si realizzi. Grazie

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  13. fabrizio - 4 settimane fa

    siamo diventati una provinciale a tutti gli effetti. Facciamocene una ragione. Se poi qualcosa di meglio capitera’ saremo piu’ contenti

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  14. WGranata76 - 4 settimane fa

    Analisi perfetta, andrà via il Gallo che già flirta con Buffon e il Milan da un bel po’ e prenderemo 40-50 milioni, tornerà Glik per abbagliare i tifosi e Cairo prenderà forse un paio di giocatori per rimpiazzare chi è troppo vecchio. Così incasserà ancora, dirà che in due anni si va in europa e che questo sarà l’anno dove si buttano le fondamenta. Le solite balle insomma…

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    1. ddavide69 - 4 settimane fa

      Non credo tu sia così distante dalla realtà. Aggiungo che uno che potrebbe fare parte del circo dei partenti sarà nkoulou

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      1. WGranata76 - 4 settimane fa

        Sai che ci ho pensato, ma propendo per la difesa a 3 mazzarriana che potrebbe esaltare ancor di più il difensore e supervalutare la vendita che ad oggi darebbe una discreta plusvalenza, ma non così alta.

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        1. steacs - 3 settimane fa

          Concordo quest’anno con la piazza contro e il rischio dello stadio vuoto dovrá tenere qualcuno, comprare un po’ di fumo ed eventualmente sacrificare il Gallo che comunque ha giá venduto l’anno scorso per quel bidone di Niang

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  15. robertozanabon_821 - 4 settimane fa

    il Toro è la banca di Cairo.
    Tutto il resto si è disperso nella foschia del nulla…
    Ci restano per fortuna il ricordo della nostra Leggenda e l’orgoglio degli umili che mai perderanno una partita.
    Ciao vecchio Toro e mi raccomando…non guardare in basso.

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  16. user-13793800 - 4 settimane fa

    Forse siamo solo noi tifosi che abbiamo un obiettivo di lottare per qualcosa e ancora prima una squadra che lotta.
    L’obiettivo della società è fare business,purtroppo è così….al momento non si esce da questa nebbia.
    Presidente faccia un sogno granata qualche notte.

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  17. bertu62 - 4 settimane fa

    Cristina, il nome che non dichiari apertamente nel Tuo articolo è quello di GLIK, lo sappiamo (quasi) tutti, così come (quasi) tutti siam d’acosrso con Te che arriverà il giorno in cui ecc…ecc… Quello che mi dispiace più di tutto però è il vedere che appunto non siamo proprio TUTTI ma “quasi”! E mi dispiace NON perché non accetti il fatto che ci siano persone che la pensino in modo diverso da me, assolutamente! Il progresso c’è proprio perché esistono persone che “pensano” in modo “diverso” da tutti gli altri, ok? Ed è proprio qui il nocciolo: PENSARE….

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    1. Luke90 - 3 settimane fa

      Purtroppo .. ma anche per fortuna .. è proprio così.

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  18. Rabbia granata - 4 settimane fa

    Brava Cristina hai centrato il problema. Noi tifosi del Toro ne abbiamo passate di tutti i colori,ma non abbiamo mai perso la speranza.Questo mascalzone c’è riuscito.Cairo vattene!

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