Toro: la fine del campionato e la casa da cui ripartire

Toro: la fine del campionato e la casa da cui ripartire

Buonanotte granata/Il Toro ha riabbracciato la sua casa. Da qui si dovrà ripartire, con un nuovo spirito e una nuova forza

Il nostro popolo è tornato a casa, nel luogo promesso. Un po’l’inizio di tutto, o meglio una tappa su quello che doveva essere un percorso di ritorno, e non solo fisico.
Casa. Quello che i nostri piedi calpestano la prima volta che si appoggiano, il luogo dove poter tornare appena sei stanco, dove puoi ripartire, ciò che spesso ti fa stare su, da cui trarre forza. Non solo muri o spalti ed erba da sfiorare, ma persone, racconti e ricordi. Tradizione e passione, amore e dolore.

E così il Fila diventa e ritorna casa per il nostro cuore stanco e troppo a lungo nomade, diventa futuro che nemmeno abbiamo la volontà di immaginare, e diventa benzina nello spirito di chi deve animare il Toro.

Il Fila è così il nostro nuovo inizio, arrivando all’inaugurazione proprio alla fine di una stagione di alti, bassi e medi, durante la quale sono stati toccati tutti i livelli di emozioni possibili, dalla disapprovazione e vergogna all’entusiasmo ed esaltazione. Ma in fin dei conti noi del Toro siamo un po’così, senza mezze misure, e così sappiamo amare (e anche disprezzare): con ogni centimetro di cuore.

E allora così si finisce, con un match che ha solo il sapore dei saluti, e con una casa dove tornare e da cui partire, portandosi dietro la forza che ne trarremo, in una sapiente mescolanza tra dolce passato e speranzoso futuro.

Buonanotte granata…

 

Laureanda in Scienze della comunicazione ed imprenditrice, un cuore granata da 33 anni. Da tre stagioni a Toro News, condivido la mia insonnia post-partita e i miei sogni, primo tra tutti quello di un calcio fatto solo di emozioni e di un Toro composto da giocatori-bandiere.

1 commenti

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  1. ToroFuturo - 5 mesi fa

    Complessivamente deluso da questo campionato che era più che discreto fino a poco tempo fa per poi diventare insufficiente a seguito delle ultime due vergognose partite. Ciò nonostante nutro simpatia per Mihajlovic che, seppure alla perenne ricerca di un equilibrio emotivo e tattico, mi pare l’unico in Società ad essere animato da ambizione sportiva. Poiché però il presidente non vede l’ora di firmare il contratto di cessione di Belotti per poi investire il 5% dell’incassato, consiglio a Mihajlovic di completare il processo di ridimensionamento degli obiettivi parlando di “salvezza” e “valorizzazione dei giovani”. Meno male che c’è il Filadelfia.

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