Calciomercato: ce la farà il Toro a godere del grande “inganno” del Mondiale?

Calciomercato: ce la farà il Toro a godere del grande “inganno” del Mondiale?

Il Granata della Porta Accanto / Niang e Ljajic in vetrina in Russia potrebbero essere venduti bene. Un’ipotesi che fa riflettere sullo stato del mondo del calcio…

di Alessandro Costantino

Ogni quattro anni (due se consideriamo gli Europei per i quali possono valere le stesse considerazioni) giugno diventa un mese, calcisticamente parlando, intenso perché presenta in parallelo calcio giocato, i Mondiali, e calcio parlato, il mercato. È un’orgia mediatica che ogni quadriennio diventa sempre più mastodontica, atta a soddisfare i famelici e bulimici appetiti dei tifosi/consumatori avidi di immagini e notizie. Ma fin qui niente da dire, se non la mera constatazione della nota deriva del calcio “moderno”.

La vera contraddizione, che io amo un po’ teatralmente definire “inganno”, è la quasi leggenda metropolitana che il Mondiale possa cambiare il destino mercataro dei calciatori. Secondo la vulgata popolare un giocatore che si mette in mostra durante la Coppa del Mondo attira le mire di molte  squadre e aumenta le sue possibilità di cambiare casacca e stipendio (ovviamente al rialzo!) alla fine della maggiore rassegna calcistica per nazionali. Questo poteva valere forse fino ad una ventina di anni fa quando lo scouting era un’attività fatta su scala più che altro nazionale e comunque non rivolta ai campionati “minori” (nessuno si sarebbe mai sognato di vedere cosa proponeva il campionato saudita o quello egiziano, per capirci). Ma oggi con la quantità di informazioni ed immagini facilmente reperibili a basso costo, quanto può essere credibile una cosa del genere? In passato un Roger Milla capocannoniere a Italia 90 poteva riuscire a strappare un buon contratto in Europa a squadre che lo avevano scoperto attraverso le sue prestazioni con il Camerun nel trionfale cammino della squadra africana nel mondiale italiano. Oggi, invece, che lo scouting è molto capillare e senza frontiere, chi ha ancora bisogno di vedere un giocatore in azione ai Mondiali per deciderne o meno l’acquisto? Di sicuro il Campionato del Mondo è una vetrina importante, dà tanta visibilità se le prestazioni sono di livello alto, ma non è certamente da una partita imbroccata contro l’Iran o l’Arabia Saudita che si può scoprire un campione nascosto! Altrimenti in base a questo criterio Messi dovrebbe essere considerato un brocco e Niang un fenomeno. Ecco, proprio Niang è un caso interessante. Il Torino, a quanto si apprende, spera molto nell’effetto Mondiale per cercare di trovare compratori per l’attaccante franco senegalese e non è nemmeno escluso che lo stesso principio valga anche per Ljajic. Il problema è che non mi sembra credibile che un qualunque club nel 2018 aspetti di valutare come gioca il Mondiale Niang o Ljajic per avviare una trattativa col Torino. È un’ipotesi francamente demenziale…

Riconosco però una cosa: un giocatore che non “fallisce” l’appuntamento con la rassegna iridata dimostra, questo è vero, che non è spaventato dai palcoscenici importanti e che sa reggere le pressioni di partite di un certo livello. Un plus che può essere importante. Più che altro però sono i procuratori a fregarsi le mani quando i loro assistiti si mettono in mostra in questo tipo di manifestazioni perché hanno una leva in più per fare i propri interessi: la classica lucidata all’argenteria prima di metterla in vendita…

Ora, vista dall’ottica granata, se il Torino trarrà vantaggio dalle prestazioni di Niang e Ljajic in Russia per ricavarne un beneficio sul mercato, questo non potrà che essere un bene ad un’unica condizione: che il o i sostituti del o dei partenti siano giocatori altrettanto forti e abbiano un’efficacia significativa nell’impianto di gioco che sarà predisposto da Mazzarri. I giocatori vanno valutati a 360 gradi non possono essere trattati alla stregua di un articolo che brilla nella vetrina di un negozio. E lo dico contro i “nostri” interessi: chiunque abbia seguito la stagione di Niang al Toro, così come le sue stagioni precedenti da altre parti, non si farà certo ingannare da un gol alla Polonia (gol gentilmente regalato, tra l’altro, dal clamoroso errore della retroguardia polacca) presentandosi dal presidente Cairo con un bell’assegno superiore ai 15 milioni. Se avvenisse vorrebbe dire che, nonostante tutto siamo ancora fermi all’epoca degli imbonitori delle fiere di paese e agli allocchi credono agli asini che volano…


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

13 Commenta qui

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  1. steacs - 6 mesi fa

    Quindi il Torino quando ha preso Niang cosa aveva visto in questo giocatore che aveva falito ovunque?

    Ah giá colpa di Miha…. come no…

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  2. granatadellabassa - 6 mesi fa

    Non sono pienamente d’accordo con l’articolo.
    Un mondiale fornisce una grande visibilità e quindi può agevolare una cessione. O porre all’attenzione generale giocatori misconosciuti. È chiaro che far bene nel proprio campionato conti meno del far bene ai mondiali.
    E più in generale può suggerirti acquisti a cui non avevi pensato. È una sorta di fiera del settore…

    Ma nel caso di un giocatore ben conosciuto come Niang anch’io sono pessimista. Come possono incidere 4/5 partite fatte bene dopo 2/3 stagioni negative tra Italia e Inghilterra?

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  3. tric - 6 mesi fa

    Interessanti osservazioni. Tuttavia è anche possibile che nella sua squadra un giocatore sia condizionato dalla posizione in campo (o in panchina) che l’allenatore gli assegna. Va in nazionale, è collocato diversamente e cresce come rendimento, ed ovviamente come valutazione. Non ci vedo nulla di strano oltre misura.

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  4. user-11866560 - 6 mesi fa

    L’articolo è ben scritto, ma Roger Milla era già famoso in Europa quando giocò i mondiali ‘90. A 38 anni non sperava certo di costruirsi una carriera umiliando Higuita.
    Detto questo, Niang ha dimostrato un’indolenza indegna della maglia granata e anche della serie A. Merita una chance milionaria in MSL…

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  5. Simone - 6 mesi fa

    Niang via alla prima offerta valida.
    Ljajic assolutamente da tenere

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  6. silviot64 - 6 mesi fa

    Scusate l’igniramza calcistica. Col tre cinque due le punte non potrebbero essere belotti e niang? Ljaic e Iago pronti per la trasformazione in tre cinque uno uno. O viceversa. Io mi concentrerei sul tre e soprattutto sul cinque più che sul due. Per il cinque servono dieci calciatori , mica pochi!

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  7. user-13657710 - 6 mesi fa

    Madama granata- io ci penserei cento volte a vendere Ljajic, X Nyang nemmeno una: X me, fuori subito! Purtroppo ha però ragione l’articolista: un gol non inganna nessuno e la svogliatezza e la noia messe in campo da Nyang sono note e risapute! Temo che nessuno lo richiederà, almeno ad un prezzo per il Toro accettabile!!!

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    1. vittoriogoli_363 - 6 mesi fa

      Lo abbiamo comperato per 15 a 12 sicuramente lo potremmo fare fuori.
      Credo che una minusvalenza di tre sia tollerabile!

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      1. Simone - 6 mesi fa

        non mi meraviglierebbe se lo riuscissimo a vendere alla pari.

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  8. robertozanabon_821 - 6 mesi fa

    Il Calcio ed i meccanismi che lo compongono sono cambiati. O così o Pomi’.
    Se si vuole tornare alla “purezza” dello Sport è meglio rivolgersi altrove.
    Il Torino ha avuto in passato la forza ed il coraggio per diventare Leggenda…ma dubito molto che in futuro riuscirà a diventare “Attualità”…Troppe e inarrivabili differenze economiche con le Superpotenze che possono vantare ben altri introiti.
    Cerchiamo, questo sì, di fare il meglio che possiamo con i nostri mezzi. Forza Toro !!!

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    1. Kalokagathia - 6 mesi fa

      Io non credo che le aspettative dei tifosi sian quelle di vedere il Toro nelle vesti di un top-team di livello mondiale, quella leggenda è più una questione di identità che di prospettive. Io da tifoso non me la prendo se il Toro entro 3/4 non si ritrova ai quarti di finale di Champions, certo sarebbe un bel sogno, nello stess tempo ci sarebbero degli obiettivi che rispecchiano più il nostro status e che sarebbe l’ora di ragguingere: godere del rispetto delle squadre del nostro campionato, vincere i derby, lottare fino alla fine per arrivare fra le prime sei, vedere partite accompagnate da bel gioco e divertimento, avere dei beniamini incedibili, avere un tifo bello caldo e lo stadio tutto colorato di granata la domenica ed essere protagonisti in EL.

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  9. Mauro_Mo - 6 mesi fa

    Io comunque Niang non lo venderei…

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    1. daunavitagranata51 - 6 mesi fa

      bravo portatelo a casa tua però

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